ANIMALI CHE PARLANO

A livello letterario, aulico, in Italia si è sviluppata una narrativa nel 1200 fatta di racconti antichi fantastici e “favolosi”, presi in grossa parte dell’ambiente letterario francese e tradotti nel volgare di quegli anni. I personaggi protagonisti di queste storie erano tra i più vari; si andava dai cavalieri della tavola rotonda di Re Artù, ad altri cavalieri e gesta fantastiche del passato; “La storia di Merlino” è un racconto in volgare probabilmente preso dall’ambiente francese insieme a “La Tavola Rotonda”, l’altro racconto fantastico ispirato alla stessa saga meravigliosa dei cavalieri di Re Artù. Nella biblioteca Riccardiana di Firenze è conservato un altro racconto di autore ignoto cioè “Il Tristano”. In un misto di Italiano e Francese, Rustichello da Pisa scrisse un racconto fantastico in prosa sulle avventure di Tristano e anche Guido delle Colonne produsse un racconto di ambientazione fantastico sulla distruzione di Troia, ma in latino.
Questo è il periodo che vede il diffondersi del fabliaux e della favola con gli animali parlanti, dove i protagonisti appunto, sono degli animali che parlano e dialogano tra di loro; una di queste favole di animali più conosciuta è quella di Reinardo e Isengrino, dove Reinardo è la volpe ed Isengrino il lupo. Un ritorno alle fiabe e agli antichi racconti lo si ha nel 1500 grazie ad un autore italiano nato a Napoli ma vissuto molto a Venezia, a Mantova e ad Avellino, dove in queste città ha rivitalizzato le vecchie storie e racconti favolistica con un positivo estro di scrittore e con una vena artistica dotandoli di quell’umore tipicamente napoletano, ma anche campano.

Letteratura Francese: Il romanzo di Renard
 
IL RESTAURO
Il restauro dei libri antichi nasce certamente con la necessità di fare sopravvivere il grande valore del contenuto dei primi manoscritti. Erano interventi empirici e non molto frequenti, data la notevole durata e la robustezza delle pergamene.
Occorre anche ricordare che spesso si preferiva creare una intera nuova copia, piuttosto che restaurare libri antichi molto rovinati.
E' nel Rinascimento, con la riscoperta filologica degli antichi testi e in seguito alla invenzione della stampa che il restauro riceve un notevole impulso e diventa scientifico.
Nel Settecento il restauro dei libri antichi ha un ulteriore sviluppo: la chimica (moltissimi i ricettari segreti di questo periodo) ridefinisce nuove tecniche di intervento. Lo smacchiamento della carta e il ravvivamento degli inchiostri, ad esempio, sono tipici di questo periodo.
Ma per considerare il restauro dei libri antichi soltanto conservativo, occorre arrivare fino ai giorni nostri.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si forma infatti una nuova consapevolezza circa le metodologie di intervento.
Non più riscrittura di parti di testo perdute o rilegatura con nuove copertine.
I libri antichi non sono più visti quindi solo come supporto di un messaggio scritto ma anche come manufatto, prodotto di una cultura artigianale che è presente in più elementi: legatura, filigrana, tecniche di incisione, caratteri di stampa, fabbricazione della carta, fascicolazione, strumenti utilizzati.