SCIAMANESIMO: 2 interviste


Lo sciamanesimo si riferisce a una vasta gamma di credenze e pratiche tradizionali che comprendono l'abilità di diagnosticare e curare malattie e di lenire il dolore. Ciò è possibile grazie ad una presunta capacità dello sciamano di comunicare con gli spiriti e di impossessarsi dei loro poteri.

Lo sciamanesimo è una pratica transculturale: deriva dalle cosiddette civiltà primitive, addirittura preistoriche, e presenta una struttura flessibile, capace di adattarsi a diverse culture e religioni. Proprio per questo lo sciamanesimo, anche se trasformato, impregna molti settori delle cure attuali.

La parola sciamano viene dal sanscrito sramana o dal pali samana e significa "uomo ispirato dagli spiriti" – "portatore di energia" – "uomo saggio" - "colui che vede nell'oscurità". "Sciamano è colui che impara a comprendere, armonizzare e dirigere le energie dell'universo per poter guarire sé stesso e gli altri".


Mircea Eliade
(Bucarest, 9 marzo 1907 - Chicago, 22 aprile 1986) è stato uno storico delle religioni e prolifico romanziere rumeno.
Fu fenomenologo delle religioni, studioso ed espertissimo di yoga e di sciamanesimo, filosofo e saggista
Michael  Harner. E'   considerato  attualmente  la  massima  autorità   nel  campo  dello  sciamanismo,  sia  per quanto  riguarda  gli  studi  teorici  che  l'applicazione  pratica.
La sua  lunga  attività   si   è   rivolta  soprattutto  a  sviluppare  una metodologia,  o  una  pratica  sciamanica,  fondata  sui  principi  e metodi  dello  sciamanismo  tradizionale,  ma  accessibile  alla  moderna  cultura  (core shamanism).  Gli  elementi  essenziali  sono  delineati  nel  suo  libro,  La  Via  dello  Sciamano,  pubblicato  in  America  nel  1980  (ed.  it.,  Mediterranee  1995).  Da  allora  il  lavoro  di  Harner  ha  continuato  ad  ampliarsi,  grazie  anche  al  contributo  di  vari  collaboratori  alla   Foundation  for  Shamanic  Studies,  l'istituzione  da  lui  fondata  per  studiare,  preservare  e  promuovere  lo  sciamanismo  in  tutto  il  mondo. 
Elémire Zolla è nato il 9 luglio 1926 a Torino, dove ha compiuto i suoi studi, laureandosi in Giurisprudenza. Ha insegnato Letteratura anglo-americana prima come incaricato all'Università "La Sapienza" di Roma, poi come ordinario a Catania, a Genova e, dal 1974, di nuovo a Roma. Si è dedicato durante l'insegnamento soprattutto al commento di Melville, Hawthorne, Emily Dickinson e Djuna Barnes.


Alternative  Therapies
:  Che  cos' è   lo  sciamanismo?

 

Michael  HarnerNella  lingua  dei  Tungusi  siberiani,  la  parola  sciamano  (shamàn)  si  riferisce  ad  una  persona  che  compie  dei  viaggi,  in  uno  stato  alterato  di  coscienza,  nella  realtà   non-ordinaria.  Quando  il  termine   è   stato  adottato  in  Occidente,  il  suo  significato  era  sconosciuto.  Ciò    è   servito  ad  evitare  qualsiasi  associazione  con  parole  quali  "mago",  "stregone",  "medico- stregone",  termini  ambigui  e  spesso  carichi  di  connotazioni  negative.  Anche  se  il  termine   è   originario  della  Siberia,  la  pratica  dello  sciamanismo   è   esistita  in  tutti  i  continenti.

 

Dopo  anni  di  ricerche  approfondite,  Mircea  Eliade,  nel  suo  libro,   Lo  sciamanismo  e  le  tecniche  dell'estasi,   è   giunto  alla  conclusione  che  lo  sciamanismo   è   alla  base  di  tutte  le  tradizioni  spirituali  del  Pianeta  e  che  la  sua  caratteristica  distintiva  -  anche  se  non  l'unica  -   è   il  viaggio  in  altri  mondi  in  uno  stato  alterato  di  coscienza.

   

Nelle  lingue  tribali  gli  sciamani  sono  spesso  chiamati  "coloro  che  vedono"  o  "coloro  che  conoscono",  perché  operano  entro  un  sistema  di  conoscenza  fondato  sull'esperienza  diretta.  Lo  sciamanismo  non   è   un  sistema  di  credenze.  È  basato  invece  su  di  una  sperimentazione  personale  volta  a  guarire,  ottenere  informazioni  o  altri  risultati.  Infatti,  se  gli  sciamani  non  ottengono  risultati,  non  sono  più   utilizzati  dalla  gente  della  tribù.  Le  persone  mi  chiedono,  "Come  sai  se  qualcuno   è   uno  sciamano?".  Io  rispondo,  "È  semplice:  Compiono  dei  viaggi  in  altri  mondi?  Fanno  miracoli?"

 

È  lo  sciamanismo  una  religione?

 

La  pratica  dello  sciamanismo   è   un  metodo,  non  una  religione,  anche  se  in  molte  culture  coesiste  con  le  religioni  istituzionalizzate.  In  Siberia,  per  esempio,  coesiste  con  il  Buddismo  e  il  Lamaismo,  in  Giappone  con  il  Buddismo.  È  vero  comunque  che  gli  sciamani  vivono  generalmente  in  culture  animistiche.  "Animismo"  significa  che  le  persone  credono  nell'esistenza  degli  spiriti.  Non  sorprende  quindi  che  nelle  culture  sciamaniche,  dove  gli  sciamani  intereagiscono  con  gli  spiriti  per  ottenere  risultati  come  la  guarigione,  le  persone  credano  nella  loro  esistenza.  Gli  sciamani  tuttavia  non  credono,  semplicemente,  negli  spiriti.  Essi  parlano  e  intereagiscono  attivamente  con  loro.  Non  "credono"  che  ci  siano  spiriti  più   di  quanto  "credano"  di  avere  una  casa  o  una  famiglia.  Questo   è   un  punto  importante  perché   lo  sciamanismo  non  è   un  sistema  di  fede.

 

Lo  sciamanismo,  inoltre,  non   è   una  pratica  che  esclude  altre.  Gli  sciamani  non  dicono,  "Noi  abbiamo  l'unico  sistema  valido  di  guarigione".  Nel  suo  approccio  olistico,  lo  sciamano  utilizza  i  mezzi  spirituali  a  lui  propri  in  collaborazione  con  altre  persone  nella  comunità   che  possiedono  delle  tecniche  come  la  medicina  delle  piante,  i  massaggi  e  la  manipolazione  delle  ossa.  Lo  scopo  dello  sciamano   è   di  aiutare  il  paziente  a  guarire,  non  di  dimostrare  che  il  suo  sistema   è   l'unico  che  funziona.

 

In  molte  culture  gli  sciamani  ricevono  doni  per  il  loro  lavoro,  ma  spesso  li  restituiscono  se  il  paziente  muore  -  una  pratica  encomiabile,  che  potrebbe  aiutarci  a  ridurre  i  costi  dei  servizi  medici  oggi.

 

Mi  sembra  di  capire  che  la  guarigione  sciamanica  ha  due  aspetti:  uno  medico  e  uno  spirituale.

 

Gli  sciamani  parlano  con  le  piante  e  con  gli  animali,  con  tutta  la  natura.  Non  in  senso  puramente  metaforico,  ma  lo  fanno  realmente  nello  stato  alterato  di  coscienza.  I  nostri  studenti  scoprono  rapidamente  che  parlando  con  le  piante,  possono  scoprire  come  usarle  per  preparare  dei  rimedi.  Gli  sciamani  lo  hanno  fatto  da  sempre.  Generalmente  conoscono  molte  cose  riguardo  le  piante,  anche  se  ciò   non   è   essenziale  alla  loro  pratica.  Gli  sciamani  Eschimesi,  per  esempio,  non  dispongono  di  molte  piante  così  lavorano  con  altre  cose.  Nell'Amazzonia  tuttavia  gli  sciamani  conoscono le  varie piante,  come  pure  i  canti  che  esse  esprimono  e  che  imparano  dalle  piante  stesse.

 

Un  mio  ex-allievo  negli  Stati  Uniti  ha  sviluppato  un  metodo  per  scoprire  le  proprietà   medicinali  delle  piante  basato  sugli  insegnamenti  forniti  direttamente  da  queste.  Scoprì  che  la  farmacopea  da  lui  sviluppata  era  molto  simile  alle  conoscenze  della  medicina  cinese  antica  su  come  preparare  e  usare  quelle  piante  per  disturbi  diversi.  Un'altra  mia  ex-allieva  in  Germania  ha  lavorato  con  i  minerali  e  ha  scoperto  come  usarli  nella  guarigione.  Le  sue  scoperte  sono  molto  vicine  a  ciò   che  si  conosceva  in  India  fin  dai  tempi  antichi.

     

Questo  ci  porta  a  una  questione  molto  importante:  tutto  ciò  che   è   stato  conosciuto,  tutto  ciò   che  può   essere  conosciuto,   è  accessibile  allo  sciamano  nel  "Tempo  del  Sogno"  [la  realtà   mitica  degli  Aborigeni  australiani].  Per  questo  gli  sciamani  possono  vedere  sia  il  passato  che  il  futuro.  Con  la  disciplina,  l’addestramento  e  l’aiuto  degli  spiriti,  questa  fonte  totale  di  conoscenza  diventa  accessibile.

 

Che  cosa  succede  quando  una  persona  malata  chiede  aiuto  a  uno  sciamano?

 

Lo  sciamano,  per  esempio,  può   compiere  un  viaggio  a  scopi  diagnostici,  cioè   per  ottenere  informazioni  circa  i  problemi  della  persona  da  un  punto  di  vista  spirituale.  Non   è   veramente  importante  quale  sia  la  diagnosi  nei  termini  della  realtà   ordinaria.  Non  c' è   una  corrispondenza  semplice  e  univoca  tra  la  malattia  spirituale  e  quella  di  natura  ordinaria  o  fisica.  Non  si  può  dire,  "Questo  equivale  a  quello".  Lo  sciamano  compie  il  viaggio  per  scoprire  quale  sia  la  causa  spirituale  della  malattia  e,  a  seconda  della  causa,  decidere  il  trattamento.

 

Dal  punto  di  vista  sciamanico,  le  persone  che  non  sono  potenti  (powerful)  -  cioè,  spiritualmente  "colme  del  potere"  (power- filled)  -  sono  predisposte  alle  malattie,  agli  incidenti  e  alla  sfortuna.  Lo  sciamano  ristabilisce  il  legame  della  persona  con  il  proprio  potere  spirituale.  Questo   è   qualcosa  di  analogo  a  un  sistema  di  difesa  immunitaria  spirituale,  ma  non  stabilirei  un'equivalenza  univoca.  È  solo  un'analogia.  Il  potere  rende  la  persona  resistente  alle  malattie.  Se  qualcuno  si  ammala  ripetutamente,  allora   è   chiaro  che  ha  bisogno  di  essere  ricollegato  con  il  potere  spirituale.  Una  persona  generalmente  sana  e  in  buona  salute  può   compiere  la  ricerca  della  visione  per  ottenere  o  rafforzare  tale  connessione,  ma  una  delle  funzioni  dello  sciamano   è   di  aiutare  quelli  che  non  sono  in  condizioni  di  farlo  da  soli.

 

Oggi   è   considerato  d'avanguardia  parlare  del  legame  mente-corpo,  ma  che  il  cervello  sia  connesso  al  resto  del  corpo  non   è   una  novità.  È  un  fatto  conosciuto  da  migliaia  di  anni.  Ciò   che   è  veramente  importante  riguardo  lo  sciamanismo,   è   che  lo  sciamano  sa  che  non  siamo  soli.  Con  ciò   voglio  dire  che  quando  un  essere  umano  lavora  con  compassione  per  alleviare  le  sofferenze  di  un  altro,  gli  spiriti  si  commuovono  e   intervengono.  Quando  qualcuno  per  generosità   e  compassione  aiuta  una  persona  sofferente  o  malata  senza  essere  un  membro  della  famiglia,  allora  accadono  i  miracoli.  Funziona  ancora  meglio  quando  due  o  più   sciamani  lavorano  assieme.  Così  la  grande  novità   che  lo  sciamanismo  offre  non   è   che  la  testa   è   connessa  al  resto  del  corpo,  ma  che  noi  non  siamo  soli.

 

Che  cos' è   il  recupero  dell'anima?

 

Da  un  punto  di  vista  sciamanico,  chiunque  abbia  subito  un  trauma  può   aver  perso  una  parte  dell'anima.  Per  "anima"  intendiamo  quell'essenza  spirituale  indispensabile  alla  vita,  nel  senso  che diamo  a  questa  parola  nella  nostra  cultura,  cioè   dal  concepimento  o  dalla  nascita  fino  alla  morte.  Le  tecniche  per  curare  la  perdita  dell'anima  sono  tecniche  per  il  recupero  dell'anima,  e  uno  dei  classici  metodi  sciamanici   è   di  andare  a  cercare  la  parte  perduta  e  reintegrarla  alla  persona.

 

  Fino  a  circa  otto  anni  fa,  molti  occidentali  ritenevano  che  il  recupero  dell'anima  fosse  una  pratica  superstiziosa  e  priva  di  valore,  ma  ora  le  cose  sono  cambiate.  Devo  dire  che  la  ragione  principale  di  questo  cambiamento   è   stato  il  lavoro  della  mia  collega  Sandra  Ingerman,  autrice  di   Soul  Retrieval   e  di   Welcome  Home.  Mentre  lavorava  come  consulente  sciamanica  a  Santa  Fè   nel  New  Mexico  anni  fa,  le  donne  che  avevano  subito  gravi  abusi  da  bambine  raccontavano  di  essersi  staccate  psichicamente  dalla  situazione  al  momento  dell'abuso.  Sandra  si  rese  conto  immediatamente  che  l'anima  della  persona  aveva  lasciato  il  corpo  in  una  certa  misura  (se  l'avesse  lasciato  completamente,  la  persona  sarebbe  morta),  e  che  la  cosa  logica  da  fare  era  recuperare  la  parte  perduta  e  riportarla  indietro.  Così  cominciò   a  fare  il  recupero  dell'anima  per  le  persone  che  avevano  sofferto  gravi  traumi  nell'infanzia  e  i  risultati  furono  sorprendenti.  Oggi  questo  lavoro   è   parte  importante  della  pratica  sciamanica  di  guarigione  in  Occidente.

 

Infatti,  se  chiedete  a  un  gruppo  di  persone,  "Quanti  di  voi  sentono  di  avere  perso  una  parte  dell'anima",  normalmente  tutti  alzano  la  mano.  A  un  livello  profondo  c' è   una  consapevolezza  spontanea  di  questo  problema.  Per  inciso,  perfino  un  trauma  minore  può   risultare  in  un  certo  grado  di  perdita  dell'anima  e  può  essere  curato.

     

Un'altra  tecnica  molto  importante  nella  guarigione  sciamanica  è   l'estrazione,  che  consiste  nel  rimuovere  un'intrusione  spirituale.  Proprio  come  possono  esserci  infezioni  nella  realtà   ordinaria,  così  possono  esserci  intrusioni  spirituali.  Non  intendiamo  dire  con  ciò   che  degli  spiriti  "malvagi"  si  siano  introdotti  nel  corpo.  È  più  come  la  presenza  di  termiti  in  una  casa  di  legno.  Se  aveste  delle  termiti  in  casa,  non  direste  che  sono  malvagie,  ma  cerchereste  il  modo  per  liberarvene.  Allo  stesso  modo  lo  sciamano  lavora  per  rimuovere  le  cose  che  interferiscono  con  la  salute  del  corpo,  come  le  intrusioni  spirituali,  ed  estrarle.  Questo  non  viene  fatto  mediante  il  viaggio,  ma  lavorando  qui  nel  Mondo  Intermedio  in  uno  stato  alterato  di  coscienza.

 

Come  si  raggiunge  lo  stato  alterato  di  coscienza  nello  sciamanismo?

 

In  circa  il  90%  delle  culture,  questi  stati  si  raggiungono  mediante  delle  tecniche  di  modificazione  della  coscienza  che  utilizzano  il  suono  monotono  delle  percussioni,  generalmente  il  tamburo  ma  anche  i  bastoncini  di  legno,  i  sonagli  e  altri  strumenti.  Solamente  nel  10%  delle  culture,  gli  sciamani  ricorrono  alle  droghe  psichedeliche.

 

Sono  stato  iniziato  a  queste  pratiche  nel  1961  tra  i  Conibo  del  Perù   orientale  prendendo  gli  allucinogeni  nativi.  Quando  poi  sono  ritornato  negli  Stati  Uniti  e  non  avevo  più   a  mia  disposizione  l'ayahuasca,  ho  cominciato  a  sperimentare  con  il  tambureggiamento.  Con  mia  grande  sorpresa  funzionava.  La  cosa  non  avrebbe  dovuto  sorprendermi,  perché   l'uso  del  tamburo  da  parte  degli  sciamani   è   documentato  in  tutto  il  mondo.  Praticamente  tutto  ciò che  trovate  nello  sciamanismo  viene  fatto  perché  funziona.  Nel  corso  di  decine  di  migliaia  di  anni,  gli  sciamani  hanno  sviluppato  il  sistema  più   a  lungo  sperimentato  per  utilizzare  lo  spirito,  la  mente  e  il  cuore  per  ottenere  la  guarigione,  assieme  alle  piante  medicinali  e  così  via.  Quindi,  se  nel  90%  delle  culture  sciamaniche  i  guaritori  utilizzano  gli  stessi  metodi,  vi  prestiamo  attenzione.  Naturalmente  scopriamo  che  funzionano.

 

Per  riprendere  il  tema  dell'estrazione,  questa  tecnica  comporta  l'uso  di  uno  stato  alterato  di  coscienza  per  "vedere"  dentro  il  corpo  del  paziente.  Gran  parte  del  lavoro  sciamanico,  inclusi  il  viaggio  e  l'estrazione,  viene  fatto  nell'oscurità   per  una  ragione  molto  semplice.  Lo  sciamano  vuole  escludere  tutti  gli  stimoli  della  realtà   ordinaria  -  luce,  suoni  e  così  via  -  per  penetrare  nella  realtà   invisibile.  Egli  impara  a  vedere  dentro  il  corpo  con  la  "visione  ai  raggi  X"  per  localizzare  la  malattia  ed  estrarla.

 

Questo   è   simile  alla  depossessione?

 

La  depossessione   è   in  rapporto  con  l'estrazione,  ma  non   è   la  stessa  cosa.  Da  un  punto  di  vista  sciamanico,   è   molto  importante  uscire  dal  Mondo  Intermedio  [il  mondo  in  cui  viviamo]  quando  si  compie  il  viaggio  a  scopi  spirituali.  Nei  tempi  antichi  gli  sciamani  facevano  il  viaggio  nel  Mondo  Intermedio  per  vedere  come  stavano  dei  parenti  lontani  o  per  localizzare  i  branchi  di  animali  migratori.  La  maggior  parte  del  lavoro  che  facciamo  oggi   è   nel  Mondo  Superiore  e  Inferiore,  dove  gli  sciamani  hanno  viaggiato  fin  dai  tempi  antichi.  Generalmente  gli  sciamani  preferiscono  non rivolgersi  agli  spiriti  del  Mondo  Intermedio,  perché  molti  di  questi  sono  confusi  e  privi  di  potere.  Andando  nel  Mondo  Superiore  e  Inferiore,  entriamo  in  contatto  con  entità   spirituali  che  possiedono  grande  saggezza,  compassione  e  potere.

   

Un'altra  funzione  dello  sciamano   è   di  aiutare  i  morti  oltre  che  i  vivi.  Questo   è   il  lavoro  dello  "psicopompo"  o  conduttore  delle  anime.  Bisogna  ricordare  che,  nella  concezione  sciamanica,  la  persona  in  coma   è   come  morta,  in  quanto  la  sua  anima   è   assente.  In  casi  del  genere  lo  sciamano  va  a  cercare  l'anima  della  persona  per  vedere  se   è   disposta  a  tornare.  Lo  sciamanismo  non   è   un  sistema  che  intende  trattenere  le  persone  nella  realtà   ordinaria  a  tutti  i  costi,  perché  lo  sciamano  sa  che  questa  non   è   necessariamente  la  realtà   migliore.  Si  compie  il  viaggio  per  le  persone  comatose  per  scoprire  che  cosa  vogliono  realmente.  Se  vogliono  tornare,  allora  il  lavoro  dello  sciamano   è   di  riportarle  indietro.  Ma  se  vogliono  passare  oltre  -  o,  più   comunemente,  se  stanno  morendo  o  sono  già   morte  -  allora  il  suo  lavoro   è   di  accompagnarle  in  un  luogo  dove  saranno  felici,  non  di  trattenerle  qui  come  anime  alla  deriva  nel  Mondo  Intermedio.

 

     Ora  possiamo  riprendere  il  tema  della  depossessione.  La  maggior  parte  dei  casi  di  possessione  involontaria  di  un  umano  avvengono  ad  opera  di  altri  umani  che  sono  morti,  ma  sono  bloccati  qui  nel  Mondo  Intermedio  senza  sapere  di  essere  morti.  Le  persone  che  hanno  perso  il  potere  vitale  o  parte  dell'anima  sono  come  uno  spazio  vuoto  in  cui  queste  entità   confuse  possono  entrare.

 

Gli  sciamani  conducono  l'entità   -  con  il  suo  consenso,  una  volta  che  si   è   resa  conto  di  essere  morta  -  in  un  luogo  oltre  il  Mondo  Intermedio  dove  potrà   riunirsi  con  le  persone  che  ama.  Quando  le  persone  sono  state  liberate  dalle  entità   che  le  possedevano,  lo  sciamano  ristabilisce  il  loro  legame  con  il  potere  e  l'integrità   della  loro  anima  rendendole  nuovamente  complete  e  non  vulnerabili  ad  altre  possessioni.

 

Il  lavoro  di  depossessione  prende  forme  leggermente  diverse  nelle  varie  culture,  ma  i  principi  fondamentali  sono  gli  stessi.  Spero  molto  che  un  giorno  la  nostra  cultura  riconosca  la  necessità   di  permettere  ai  praticanti  sciamanici  di  lavorare  con  gli  aspetti  spirituali  della  malattia  in  collaborazione  con  i  professionisti  che  si  occupano  degli  aspetti  non  spirituali.

 

Secondo  Lei  perché  questo  non  avviene  oggi?

 

Sfortunatamente,  quando  la  scienza  era  agli  inizi,  in  parte  anche  come  reazione  alla  Chiesa  in  Europa,  decretò   che  le  anime  e  gli  spiriti  non  avevano  realtà   e  perciò   non  potevano  essere  oggetto  di  indagine  scientifica.  Ebbene,  questa   è   un'affermazione   a  priori:  in  altre  parole,  e  ironicamente,  una  dichiarazione  di  fede  enunciata  nel  diciottesimo  secolo.  In  effetti,  la  scienza  non  ha  mai  confutato  l'esistenza  degli  spiriti.

 

    Credo  che  oggi,  alle  soglie  del  ventunesimo  secolo,  sia  giunto  il  momento  di  abbandonare  una  scienza  basata  sulla  fede  (la  fede  che  gli  spiriti  non  esistono)  e  renderla  una  vera  scienza,  cioè,  che  non  decreti   a  priori   l'impossibilità   di  certi  fenomeni  e  cause.

   

Riguardo  il  lavoro  di  estrazione,  da  dove  proviene  la  malattia  che  viene  estratta?

 

Dal  punto  di  vista  sciamanico,  tutti  hanno  una  parte  spirituale,  che  lo  riconoscano  o  meno.  Quando  le  persone  si  arrabbiano,  sono  gelose  o  hanno  altri  sentimenti  ostili,  possono  rendersi  responsabili  non  solo  di  un  abuso  verbale  o  fisico,  ma  anche  di  un  abuso  spirituale  senza  nemmeno  esserne  coscienti.  In  altre  parole,  ignorare  i  principi  sciamanici  può   condurci  a  danneggiare  altri  a  livello  spirituale. 

 

        Tra  gli  Untsuri  Shuar,  o  Jìvaro,  dell'Ecuador  orientale,  presso  i  quali  ho  vissuto  per  vari  anni,  queste  intrusioni  sono  chiamate  "dardi  magici".  A  quel  tempo  c'erano  molte  lotte  e  guerre  nella  tribù   e  a  volte  i  guaritori,  adirati,  perdevano  la  disciplina  e  usavano  i  loro  poteri  per  vendicarsi.  Questo  tuttavia   è  un  grave  errore  non  solo  sul  piano  etico,  ma  anche  in  termini  di  autoconservazione.  Non  importa  quanto  siano  giustificati  i  sentimenti  di  una  persona  in  quel  momento,  gli  spiriti  protettori  che  partecipano  al  grande  universo  nascosto  e  al  suo  amore,  ci  abbandoneranno.  È  come  se  fossimo  delle  batterie  ricaricabili.  Abbiamo  ancora  del  potere  e  possiamo  ancora  danneggiare  altri,  ma  la  fonte  di  energia  non  ci  sta  più   ricaricando.  L'ho  visto  succedere  molte  volte  in  Amazzonia.  Gli  sciamani,  nella  loro  rabbia,  possono  far  del  male  per  un  po',  ma  alla  fine  tutto  si  ritorce  su  di  loro,  a  volte  arrecando  sofferenze  e  morte  anche  ai  familiari. 

 

         Ciò   non  vuol  dire  che  non  ci  si  possa  arrabbiare  con  gli  altri.  Significa  solo  che  si  deve  avere  disciplina  e  sapere  che  ci  sono  dei  parametri.  Potete  sfogare  verbalmente  la  vostra  rabbia  e,  allo  stesso  tempo,  controllare  il  vostro  lato  spirituale.  Ma  per  quanto  riguarda  la  vostra  vita  e  il  vostro  benessere,  se  non  operate  per  alleviare  il  dolore  e  le  sofferenze  altrui  -  e  specialmente  se  operate  in  senso  contrario  -  vi  troverete  presto  in  una  situazione  difficile.

 

Se  capisco  il  concetto,  gli  sciamani  restituiscono  completezza  e  potere  a  un  essere  umano,  e  questo  a  sua  volta  aiuta  a  risolvere  altri  suoi  problemi.  Da  questo  punto  di  vista,  la  persona  "colma  del  potere"  ha  la  capacità   di  guarire  se  stessa.

 

Potrebbe  sembrare  così  dall'esterno,  ma  il  concetto  di  autoguarigione  esclude  gli  spiriti.  Nella  concezione  sciamanica,  nessuno   è   vissuto  fino  a  raggiungere  l'età   adulta  senza  un  aiuto  spirituale,  che  lo  sappia  o  meno.  Il  concetto  di  autoguarigione   è   un  concetto  mondano  e  di  per  sè   valido.  Insegna  alle  persone  ad  assumersi  una  parte  di  responsabilità   nell'affrontare  la  propria  malattia.  Ma  insegna  anche  ad  assumersi  delle  responsabilità   nei  confronti  della  propria  morte.  Con  questo  approccio,  ognuno   è   un  fallito  al  momento  della  morte,  perché   siamo  responsabili  di  tutto  quanto  ci  accade.  Dal  punto  di  vista  sciamanico,  noi  non  siamo  così  importanti.  Non  siamo  necessariamente  la  cosa  più  grande  nell'universo.  Lo  sciamano  ha  un  atteggiamento  più   umile:  anche  se  potrebbe  sembrare  un'autoguarigione,  egli  riconosce  che  in  realtà   stiamo  ricevendo  aiuto.  Naturalmente  il  suo  compito   è  quello  di  accelerare  questa  possibilità .

 

Così  una  persona  non  guarisce  realmente  se  stessa?

 

In  certi  casi  potrebbe  anche  farlo,  non  voglio  escludere  questa  possibilità.  L'autoguarigione   è   una  visione  mondana  della  realtà,  ma   è   comunque  un  passo  verso  la  consapevolezza.  È  come  riconoscere  che  il  cervello   è   collegato  al  corpo.

 

Potrebbe  parlare  della  differenza  tra  la  realtà   ordinaria  e  quella  non-ordinaria,  specialmente  con  riferimento  alle  implicazioni  per  la  medicina?

 

I  termini  "realtà   ordinaria"  e  "realtà   non-ordinaria"  vengono  da  Carlos  Castaneda.  La  realtà   ordinaria   è   quella  che  percepiamo  assieme,  quella  in  cui  tutti  possono  concordare  che  c' è   un  orologio  appeso  al  muro.  La  realtà   non-ordinaria   è   associata  allo  stato  sciamanico  di  coscienza,  una  condizione  che  consente  di vedere  ciò   che  normalmente  non  vediamo  nello  stato  ordinario.

 

La  realtà   ordinaria   è   qualcosa  su  cui  virtualmente  tutti  concordano.  La  realtà   non-ordinaria   è   specifica  a  ciascuna  persona.  L'informazione  ottenuta  nella  realtà   non-ordinaria   è   strettamente individuale  -  altri  potrebbero  non  captarla  affatto,  contrariamente  a  quanto  avviene  nella  realtà   ordinaria  in  cui  tutti  ricevono  lo  stesso  messaggio  e  percepiscono  la  stessa  cosa.

 

          Anche  la  realtà   non-ordinaria   è   una  realtà   empirica:  la  persona  intereagisce  con  essa,  la  vede,  la  tocca,  la  ode  e  la  sente.  E  lo  sciamano  vede  con  il  cuore  in  quella  realtà.  Nella  realtà   non-ordinaria,  perché   una  cosa  sia  la  stessa  per  persone  diverse,  deve  essere  la  stessa  nel  cuore.  Nella  realtà   ordinaria  invece,  perché  una  cosa  sia  la  stessa  per  tutti,  le  emozioni  non  contano.  La  vedrai,  per  esempio,  come  una  porta  nella  stanza.  Se  ti  mostrassi  una  foto  di  mia  madre,  ora  morta,  tu  ed  io  non  proveremmo  le  stesse  emozioni  davanti  a  quella  foto.  Ma  se  dicessi  la  parola  "madre"  e  ciascuno  vedesse  la  propria,  il  sentimento  che  proviamo nel  cuore  sarebbe  simile  -  non  identico,  ma  simile.  Così  per  vedere  le  cose  esattamente  nello  stesso  modo  con  il  cuore,  queste  devono  essere  un  po'  diverse  per  ciascuna  persona,  perché   ognuno  ha  una  personalità   e  una  storia  diverse.

 

Il  termine  "realtà   non-ordinaria"   è   utile  perché  ci  aiuta  a  ricordare  che  l'accesso  a  questi  mondi   è   collegato  al  grado  in  cui  siamo  entrati  nello  stato  sciamanico  di  coscienza.  Per  anni,  molte  persone  si  sono  sentite  confuse  da  quello  che  gli  sciamani  raccontavano.  Per  esempio,  "Ho  fatto  un  viaggio  e  sono  stato  via  per  tre  anni,  ed   è   successo  questo  e  questo".  Ora,  anche  se  nella  realtà   non-ordinaria  quella  persona  ha  avuto  l'esperienza  di  vivere  da  qualche  altra  parte  per  tre  anni,  può   essere  stata  via solo  per  mezz'ora  nei  termini  della  realtà   ordinaria.

 

Che  cosa  mi  può   dire  della  divinazione?   

 

Il  lavoro  sciamanico  include  anche  la  divinazione.  Una  persona  può   fare  il  viaggio  per  se  stessa  oppure  può   chiedere  a  un  altro  praticante  di  fare  un  viaggio  per  lei  e  trovare  la  risposta  ad  una  sua  domanda.  La  cosa  veramente  interessante   è   quando  un  estraneo,  qualcuno  di  cui  lo  sciamano  non  sa  assolutamente  nulla,  pone  una  domanda  e  lo  sciamano  fa  il  viaggio,  o  usa  altre  tecniche,  e  ottiene  l'informazione  esatta  che   è   valida  per  la  vita  di  quell'individuo.  Ciò  succede  perché   queste  cose  sono  note  agli  spiriti.  Lo  sciamano  deve  solamente  conoscere  i  metodi  e  avere  i  propri  spiriti  guida.

 

Come  possono  i  medici  e  gli  infermieri  utilizzare  questa  conoscenza?

 

A  volte  chiamo  la  nostra  Fondazione  l'"Università   dello  Sciamanismo".  Menziono  questo  perché   il  nostro  scopo  principale   è   di  restituire  lo  sciamanismo  al  Pianeta  addestrando  le  persone.  Molte  di  queste  sono  dei  medici  o  altri  professionisti  della  salute.  Sono  loro  che  devono  scoprire  come  integrare  nella  loro  pratica  ciò   che  imparano.  Non  abbiamo  uno  schema  già   pronto  per  questo.  Nei  prossimi  anni  speriamo  di  organizzare  un  convegno  di  medici  e  altri  professionisti  che  hanno  studiato  con  noi  per  discutere  di  come  hanno  utilizzato  questi  metodi  nella  loro  pratica.

 

So  che  la  Sua  Fondazione  sta  conducendo  delle  ricerche  sul  tambureggiamento  sciamanico  e  i  suoi  effetti  sulla  salute.  Possiamo  parlarne?

 

Le  nostre  ricerche,  grazie  alle  donazioni  della   Samuel  Lunenfeld  Foundation  in  Canada,  si  propongono  di  studiare  alcune  questioni  relative  al  viaggio  sciamanico,  il  tambureggiamento  e  la  salute.  Mia  moglie,  la  Dott.ssa  Sandra  Harner,   è   la  direttrice  del  Progetto  "Sciamanismo  e  Salute".  Le  sue  ricerche  includono  due  aspetti  principali,  di  cui  uno   è   diretto  a  misurare  gli  effetti  del  viaggio  sciamanico  e  del  tambureggiamento  su  un  indicatore  della  risposta  immunitaria  e  sulle  emozioni.

 

Sulla  base  di  questa  sperimentazione,  ha  ottenuto  delle  indicazioni  che  i  soggetti  caratterizzati  da  certi  profili  psicologici  presentano  una  miglior  risposta  immunitaria  rispetto  ad  altri.  Naturalmente   è   un  argomento  di  grande  interesse.  Ha  inoltre  scoperto  che  c' è   un  notevole  aumento  del  senso  di  benessere  e  una  diminuzione  dei  disturbi  dell'umore  e  dello  stress  nelle  persone  che  lavorano  con  il  tambureggiamento  e  il  viaggio  sciamanico.  Ma  dire  di  più   sarebbe  prematuro.                                         

 

         È  una  cosa  ironica  che  un  sistema  di  guarigione  che  -  con  l'eccezione  della  medicina  delle  piante  -   è   il  più   antico  del  mondo,  non  sia  oggetto  di  alcun  tipo  di  ricerca  scientifica,  tranne  quella  che  possiamo  fare  noi  con  le  nostre  scarse  risorse.  Attendo  con  ansia  il  giorno  in  cui  la  scienza  non  escluda  più   la  possibilità   di  una  causalità   spirituale  e  diventi  così  completamente scientifica.

 

         Abbiamo  anche  quelli  che  i  medici  chiamerebbero  "aneddoti".  Spesso  le  persone  vengono  dagli  sciamani  quando  tutti  gli  altri  hanno  fallito.  Si  verificano  dei  casi  in  cui,  in  seguito  a  un  trattamento  sciamanico,  gli  esami  di  laboratorio  risultano  negativi,  mentre  prima  erano  positivi.  Generalmente  la  spiegazione  dei  medici   è   che  le  diagnosi  precedenti  erano  sbagliate,  perché  c' è   stata  un'inversione.  A  noi  sta  bene.  Dopo  tutto   è   praticamente  impossibile  dimostrare  una  causalità   sulla  base  di  singoli  casi.  Le  persone  mi  chiedono,  Come  sai  che  funziona?  Bene,  semplicemente  lo  pratichi  per  te    stesso  e,  nel  tempo,  ne  vedrai  i  risultati.

 

A  che  cosa  sta  lavorando  ora?

 

Al  momento  il  mio  interesse  principale  sono  i  miracoli.  Ho  dedicato  vari  anni  ormai  a  studiare  in  base  a  quali  principi  questi  avvengano.  Credo  che  stiamo  facendo  dei  progressi  significativi.  Quasi  tutto  quello  che  si  può   trovare  nella  letteratura  sciamanica  o  nella  letteratura  sui  miracoli,   è   qualcosa  di  cui  ora  abbiamo  una  qualche  conoscenza  pratica.  Questo  include  le  guarigioni  miracolose.

 

          Con  l'anno  prossimo  continueremo  questa  ricerca  con  alcuni  dei  nostri  studenti  più   avanzati.  Non  mi  sento  ancora  a  mio  agio  nel  condividere  pubblicamente  questa  conoscenza  -   è   troppo  presto  -  ma  implica  una  vera  consapevolezza  degli  spiriti.

 

A  questo  proposito,  vorrei  dire  qualcosa  sugli  spiriti  perché  per  molti  questa   è   una  parola  strana.  Che  cos' è   uno  spirito?  Nel  1961  quando  vivevo  con  i  Conibo  dell'Amazzonia  peruviana,  stavo  prendendo  l'ayahuasca  sotto  la  guida  di  uno  sciamano,  come  parte  del  mio  addestramento.  Ogni  notte  lavoravamo  con  i  vari  spiriti  della  natura  per  imparare  da  loro  e  ottenerne  l'aiuto.  Lavoravamo  con  lo  spirito  dell'anaconda,  della  pantera  nera,  del  delfino  d'acqua  dolce  e  con  vari  spiriti  degli  alberi.  Li  chiamavamo,  essi  venivano  e  così  via.  Poi  una  notte  mi  insegnarono  a  lavorare  con  un  tipo  totalmente  nuovo  di  spiriti:  lo  spirito  della  radio,  del  fuoribordo  e  dell'aereoplano.  Cominciai  a  capire  che  ogni  cosa  che  lo  sciamano  vede  nell'oscurità   completa  o  con  gli  occhi  chiusi   è   uno  spirito.  Questo  non  significa  che  sia  solamente  un'immagine,  perché  con  la  pratica  e  con  lo  studio  gli  sciamani  scoprono  quali  spiriti  hanno  potere  e  quali  no.  Scoprono  quali  spiriti  possono  aiutarli  e  in  che  modo.  E’  molto  importante  riconoscere  che  qualsiasi  cosa  si  contatti  nella  realtà   non-ordinaria,   è   tecnicamente  uno  spirito.  Si  tratta  di  una  realtà   spirituale.

 

Dopo  che  lo  sciamano  ha  contattato  gli  spiriti,  che  cosa  succede?

 

C' è   un  passaggio  del  potere  dalla  realtà   non-ordinaria  a  quella  ordinaria.  Le  due  realtà   sono  distinte  concettualmente,  ma  lo  sciamano   è   in  grado  di  far  fluire  il  potere  da  una  all'altra.   Quando  ciò   ha  successo,  allora   è   quando  avvengono  le  guarigioni  e  quelli  che  chiamiamo  miracoli.

 

Ovviamente  il  Suo  interesse  nei  miracoli   è   stato  stimolato  dall'aver  sperimentato  o  essere  stato  testimone  di  miracoli.  Ci  racconterebbe  la  storia  di  un  miracolo?

 

Questo   è   un  miracolo  molto  semplice,  di  cui  si  può   vedere  ancora  il  segno  tangibile.  Uno  dei  nostri  studenti,  Carroll  Herkimer,  era  in  quella  che  chiamiamo  la  "barca  degli  spiriti"  assieme  agli  altri  partecipanti  a  un  seminario  di  base.  La  barca  degli  spiriti   è   una  tecnica  utilizzata  tra  gli  aborigeni  dell'Australia,  sulla  costa  nord-occidentale  dell'America  del  Nord  e  nell'Alta  Amazzonia.  Un  gruppo  di  sciamani  viaggia  assieme  nel  Mondo  Inferiore  o  Superiore  per  andare  al  di  fuori  del  tempo.  Possono  andarci  per  ottenere  una  guarigione  o  un'informazione.  Quando  un  gruppo  di  persone  ben  addestrate  e  in  contatto  con  gli  spiriti  fanno  assieme  il  viaggio  per  aiutare  qualcuno,   è   molto  potente.

 

         Usavamo  una  palestra  di  danza  su  Canal  Street,  a New York,  chiamata  "The  Kiva".  Come  ogni  altra  palestra  di  danza,  aveva  un  pavimento  di  legno  lucidato  così  dovevamo  sempre  stare  attenti  a  non  graffiarlo.  Carroll  si  stava  riprendendo  da  un  terribile  incidente  d'auto  e  non  poteva  sedere  sui  cuscini  per  terra  assieme  agli  altri.  Doveva  usare  una  sedia  con  le  gambe  fatte  di  tubi  metallici  ricurvi.  Così  abbiamo  fatto  il  viaggio  e  quando  siamo  ritornati  (nella  realtà   ordinaria),  i  partecipanti  hanno  condiviso  le  loro  esperienze.  Nel  suo  viaggio,  Carroll  aveva  attraversato  un  mare  di  fuoco  nella  realtà   non-ordinaria.  Quando  ritornò   indietro,  il  pavimento  sotto  la  sua  sedia  fumava  e  una  delle  gambe  di  alluminio  della  sedia  aveva  bruciato  il  legno  provocando  una  scanalatura,  ma  lei  non  si  era  bruciata.  I  proprietari  della  palestra  erano  sconvolti,  e  ancora  oggi  la  scanalatura   è   lì.

 

Da  solo  questo  esempio  non  dimostra  nulla,  ma  sono  questi  tipi  di  eventi  miracolosi  che  si  accumulano  nella  vostra  pratica.  Sulla  base  di  un  singolo  caso,  non  potete  ovviamente  essere  sicuri  di  ciò   che   è   realmente  successo,  ma  se  trovate  una  corrispondenza  notevole  tra  le  cure  effettuate  da  persone  conosciute  come  sciamani  e  la  guarigione  dei  loro  pazienti  -  quando  altri  trattamenti  hanno  fallito  -  allora  imparate  a  prestarvi  attenzione.

 

          Quando  cominciate  a  praticare  il  viaggio  sciamanico,  se  siete  il  tipo  di  persona  che  suscita  la  compassione  degli  spiriti  e  che  essi  vogliono  aiutare,  riceverete  moltissimi  insegnamenti  che  non  avevate  mai  chiesto  e  che  non  vi  eravate  mai  aspettati.  Perché  una  volta  che  siete  passati  per  quelle  porte  -  qualsiasi  cosa  siano  quelle  porte  -  gli  spiriti  vi  daranno  gli  insegnamenti  appropriati  e  la  vostra  vita  cambierà.  Perfino  un  viaggio  può  incominciare  a  cambiare  la  vostra  vita.



1 Professor Zolla, il tema dello sciamanesimo attraversa la sua opera come un elemento costante di interesse e di polarizzazione di significati. Quali sono state le tappe di tale ricerca?

Ho conosciuto queste indagini grazie al grande trattato di Mircea Eliade sullo sciamanesimo: in tale opera non si parla degli sciamanesimi più importanti dell'Asia, come quelli birmani, coreani o giapponesi, ma in essa venne presentato il mondo sciamanico come un tutto. Tale idea di unità non risale a Eliade, ma a Herder che, all'inizio dell'Ottocento, scoprì l'importanza dello sciamanesimo come stato primordiale dell'umanità e quindi cominciò a parlare dell'unità del mondo sciamanico. Ma la dimostrazione particolareggiata di questa grande unità la fornì soltanto Eliade che fonda tale idea di unità sull'esperienza avuta in India, dove assimilò perfettamente la metafisica tradizionale, trovando l'ancoraggio dal quale partire per intendere a fondo lo sciamanesimo.
 

Una delle principali fonti sullo sciamanesimo è costituita dai testi russi; vanno anche menzionati, nella letteratura americana, il notevole materiale rappresentato dai volumi della Smithsonian Institution che raccolgono le indagini fatte nelle varie tribù, a partire dalla fine dell'Ottocento fino ai giorni nostri. Oltre che indagini scientifiche, antropologiche, ogni ricerca racchiude anche una storia umana: ci furono infatti grandi esploratori che dedicarono la loro vita allo studio dei Pellerossa e, grazie a loro, possediamo valide testimonianze di grandi sciamani, i quali esposero tutte le loro esperienze a questi esploratori. La letteratura a disposizione oramai è sconfinata.
 

Lo studio critico dello sciamanesimo cominciò alla fine del Settecento, quando importanti ricercatori tedeschi andarono in Russia a studiare gli sciamani; al tempo stesso, l'idea dello sciamanesimo si diffuse anche tra i grandi autori inglesi. Coleridge fu uno dei primi a parlare di una «seduta sciamanica» in ambito eschimese, in The destiny of nations, dove descrive accuratamente l'esperienza di uno sciamano che penetra, immaginativamente, nelle profondità del mare e lì scopre la dea che si ravvia i capelli, tormentati dai peccati degli uomini, riesce a sfuggire ai mostri che l'inseguono.
 

Lo studio dello sciamanesimo si è diffuso molto lentamente: per più di un secolo si è diffuso adeguatamente, fino a culminare nell'opera di Eliade.
 

Successivamente se ne appropriò l'etnologia, che si concentrò sulla distinzione tra possessione e viaggio sciamanico. La psiche occidentale si costruì una difesa dallo sciamanesimo per non doverne riconoscere l'ampiezza, il significato; si difese dall'attrazione dello sciamanesimo, dalla facoltà di utilizzare in pieno la fantasia. La fantasia europea era una parte della psiche corrotta, diminuita, disprezzata, mentre nello sciamanesimo la fantasia è la guida alla quale ci si affida per conoscere i grandi misteri dell'esistenza.
 

Ci fu il tentativo di considerare gli sciamani dei depravati, dei pervertiti, chiudendoli così in un manicomio: basti pensare che l'uomo che si dedicava allo sciamanesimo spesso era un omosessuale, tanto che in Siberia si diceva: «La sciamana mangia lo sciamano». Quindi si provò a collocare nella bolgia dedicata agli omosessuali dal sistema morale europeo tutta l'esperienza sciamanica; ci fu la categoria della schizofrenia, entro cui confinare lo sciamanesimo; si tentò anche di associarlo a malattie particolarissime, come il latah dei Malesi, caratterizzata dalla perdita della personalità.
 

Per lo più l'antropologia attuale è guarita da questa «malattia infantile» ed accetta che lo sciamano non è un menomato mentale, ma è il più capace della tribù: non è necessariamente il capo, ma è chi guida la mente della tribù.
 

2 In cosa consiste lo sciamanesimo coreano?
 

Quello coreano non è uno sciamanesimo perfettamente libero perché ha subito una persecuzione che risale più o meno all'anno Mille, con l'introduzione del Buddhismo in Corea. Il Buddhismo era ovviamente avverso allo sciamanesimo, perché l'ideale sciamanico consiste in un richiamo alla bella vita, mentre il Buddhismo invita a riconoscere la vita come dolorosa e a basarsi su questa constatazione per trascenderla. Ci fu poi la lunga parentesi confuciana della Corea, dalla metà del secolo XIV fino agli inizi del Novecento sotto un'unica dinastia, la quale impose l'ideologia confuciana, ponendo in primo piano la società e i suoi bisogni e sottomettendo l'uomo con una serie di rituali che lo conformavano alle esigenze sociali. Per tale società lo sciamanesimo rappresentava uno scandalo, ma, sopravvisse, anche se maledetto ed escluso dal centro della vita sociale. Il popolo non volle mai disfarsene, tanto più che ci furono anche imperatrici sedotte da sciamane. Nella Corea del Nord il regime comunista lo ha represso, almeno alla vista; lo sciamanesimo, infatti, ha continuato a vivere adottando una mitologia nuova; non è un caso che fra le attuali figure della visione sciamanica coreana figuri anche il generale cinese dalle molte vittorie, personaggio abbastanza recente rispetto alle origini, probabilmente tunguse, dello sciamanesimo locale.
 

L'attuale modello di cerimonia sciamanica è articolato in dodici parti, nel corso delle quali la sciamana sale lungo una scalinata, che dal mondo umano va verso i cieli, in una serie di fasi durante le quali si cambia di abiti: prima indossa il costume comune, poi si veste da generale cinese, poi indossa altri abiti ancora e infine perviene all'alto dei cieli, dove incontra il dio della vita e della vitalità, accompagnato dalla sua tigre: lì ottiene ciò che desidera. Quindi scende in altre dodici fasi. Ho provato a sovrapporre tali fasi a quelle dello zodiaco locale e mi sembra che coincidano abbastanza, dimostrando come questa cerimonia sia il riassunto di tutte le possibilità che la vita offre. Tale cerimonia rappresenta un'esperienza totale, nella quale la sciamana vive tutte le parti possibili e improvvisa una serie di poesie deliziose, basate su un testo fondamentale, sul quale divaga, a seconda di come la cerimonia procede.
 

Queste sciamane sono dunque poetesse, cantanti e grandi acrobate, in quanto danzano in vario modo per rappresentare la loro ascesa e per entrare in trance: in un certo senso, sono anche delle grandi guaritrici, perché qualunque malattia si offra alla loro attenzione, riescono a sanarla modificando l'immaginazione, i sentimenti, l'interiorità del malato, rendendolo partecipe del rito. Così come il malato partecipa del rito, allo stesso modo si partecipa di quel grande spettacolo che ritorna alle origini del cosmo e ripropone l'origine dell'anno. La sciamana, fra l'altro, per guarire, insegue l'anima, allontanatasi dal malato, in tutti gli anfratti dell'al di là, fino a riprenderla. Oppure rievoca gli spiriti del padre e della madre del malato, quindi li impersona, trasformandosi in loro. La guarigione sciamanica, dunque, guarisce fino alle fibre che per prime hanno vibrato alla vita, alle fibre del fanciullino che in ognuno si nasconde.
 

3 Nelle sue opere Lei sembra guardare in modo particolare all'archetipo del matrimonio dello sciamano con gli esseri soprannaturali e seguirne le specificazioni, le forme assunte nella storia della cultura. Potrebbe tratteggiare i passaggi più salienti dell'incarnazione di questo archetipo nella storia della cultura?
 

È fondamentale comprendere che lo sciamanesimo non è limitato al mondo rappresentato da Eliade nel suo grande trattato. Lo sciamanesimo è presente anche nei Vangeli: allorché il Cristo guarisce gli indemoniati, partecipa a un'azione di tipo sciamanico. Mi sembra, dunque, molto strano che dei popoli che credono di basarsi sui Vangeli, non abbiano dimestichezza con la vita sciamanica, la quale non dimostra altro che questa facoltà di risanamento, di esorcismo. Anche la Grecia, che è il punto dal quale si fa partire la cultura occidentale, era un paese sciamanico: i grandi eroi orfici della Grecia, infatti, non erano altro che sciamani; anche l'intellezione della tragedia greca è impossibile se non ci si immedesima con esperienze di tipo sciamanico. Si prenda, per esempio, il caso di Cassandra: responsabile di non aver voluto un figlio da Apollo, aveva avuto l'esperienza tipica della sciamana, ossia sposare un dio, tuttavia non aveva ceduto interamente a lui. Pertanto ritengo che senza tener presente le esperienze sciamaniche, non sia possibile comprendere chi fosse effettivamente Cassandra.
 

Come per il caso di Cassandra, nell'interpretare altri fenomeni si è trascurato spesso uno dei princìpi fondamentali dello sciamanesimo: quale lo sciamano, per acquistare la sua potenza, l'uso pieno della sua fantasia, deve avere un'esperienza particolare, un'esperienza erotica con la divinità. Quindi lo sciamano deve diventare l'amante della Grande Dea. Ma come fa a ottenere tale risultato? Tutti sognano di avere rapporti erotici: lo sciamano non è altro che una persona in grado di organizzare questo istinto fondamentale dell'uomo per costruire, plasmare, una grande avventura. Lo sciamano cheyenne, per esempio, si proietta in una caverna del monte cosmico e lì viene a contatto con la Grande Dea, la quale è capace di produrre abbondanza, di dare tutti i benefici all'umanità. Soltanto seducendola, egli raggiunge il suo fine.
 

Quella dello sciamano è un'esperienza fondamentale, che può essere rappresentata da un amore passeggero o addirittura, come succede in molti popoli, da un matrimonio. Per esempio, tale genere di matrimoni è una parte essenziale della vita vudù; allo stesso modo, in molti popoli della Nigeria e del Togo è comune l'idea che il sacerdote sia colui che è sposato alla dea, o addirittura colui che, a un certo punto, si immedesima con la dea, cominciando a vestirsi da donna.
 

4 Cosa accadde con l'avvento del Cristianesimo? Quanto la visione teologica totalizzante trasformò l'immaginario umano?
 

Il grande avvio della fantasia cristiana ebbe luogo in Egitto grazie ai primi eremiti rifugiatisi nel deserto. Tra di loro, infatti, ci fu un eremita, il quale ebbe una visione di tipo sciamanico, nella quale superò tutte le difficoltà sciamaniche, proiettate in veste di peccato, pervenire infine alla suprema potenza, conferitagli dal dio cristiano o dalle divinità inferiori del Cristianesimo, ovvero i vari santi, spiriti e angeli. Questa fu l'origine della fantasia cristiana, che poi alimentò tutta la grande mistica.
 

Pertanto ritengo che nel Cristianesimo ci fu una trasformazione della denominazione degli eventi, non una trasformazione degli eventi sciamanici stessi, anche perché tutte le grandi esperienze mistiche si rifecero a questo paradigma.
 

5 Nelle sue opere dichiara di rinvenire dei forti tratti sciamanici nella letteratura cortese europea. Ciò appare assai significativo proprio perchè le semplici interpretazioni in termini di letterature comparate non arrivano a rendere conto di un fenomeno così complesso, che crea un gioco di richiami tra culture dichiaratamente diverse, come quella europea e quella islamica. Ma quale fu l'origine di tale letteratura?
 

Per rispondere a questa domanda, è possibile partire dal Corano, o meglio dal rapporto che ebbe il Profeta con gli abitanti de La Mecca, i quali avevano un culto per alcune dee con le quali amoreggiavano secondo gli schemi di un rapporto puramente sciamanico. Maometto si oppose a questo culto, detto dei jinn, sostituendolo con il suo. Egli dunque disse ai Meccani, per distoglierli da questo culto, che se avessero rinunciato subito ad avere rapporti erotici con i jinn, nell'al di là avrebbero ottenuto molto di più, ovvero le huri, le compagne deliziose, sempre vergini, di chi si è comportato piamente nella vita.
 

Questo discorso diede origine a una serie di conseguenze: nell'Islam i primi Sufi, o esoteristi, cominciarono a pensare che le huri potessero anche essere percepite, in qualche maniera, in vita; ne cominciarono una sorta di culto, anche se in veste islamica, finché ci fu la grande esperienza di Ibn Arabi il quale, durante il suo pellegrinaggio a La Mecca, incontrò prima una deliziosa fanciulla di Isfahan che lo fece innamorare e assurgere al massimo dell'esperienza mistica. Successivamente incontrò un giovinetto che lo portò a un'esperienza ancora più profonda. Questa è la base da cui partì tutta l'esperienza trovadorica europea.
 

A tal proposito vale la pena ricordare che i poeti dello Stil Novo si chiamavano fra loro «donne» come, d'altra parte, chi aveva un rapporto con una Grande Dea, a un certo punto si trasformava in lei. Il fatto che si chiamassero «donne» era dunque l'indicazione di un'esperienza precisa: Dante, Cavalcanti e Guinizelli avevano fra loro un rapporto di comunicazione atto a informare del grado che ciascuno aveva raggiunto. In altre parole, si trattava di scambi fra «donne» su esperienze rarissime, difficili da esprimere con le metafore comuni e che, pertanto, solo raramente furono espresse chiaramente. Per esempio ne La vita nova ci sono pagine straordinarie, nelle quali Dante spiega, in termini che potrebbero essere proprio quelli di uno sciamano, la sua elevazione alla conoscenza di Beatrice. Ma chi era mai Beatrice? Le ricerche su quale donna di carne e ossa della Firenze dei tempi di Dante si potesse far coincidere con Beatrice sono abbastanza inutili, poiché essa rappresentava la Somma Dea, cioè la figlia del fondatore dell'universo. Quindi Beatrice ebbe esattamente la funzione della Grande Dea delle religioni primitive e non fu una figura che Dante trasse dalla teologia cattolica.
 

6 La Dama come «eterno femminino» sembra emergere nel Romanticismo tedesco con una sua rilevanza. In particolare Lei, ne L'amante invisibile, parla dell'incarnazione dell'«eterno femminino» in Goethe. In quale opera Goethe fece un esplicito riferimento a tale tema?
 

Goethe nascose i propri convincimenti esoterici nelle sue opere, salvo che nel Wilhelm Meister dove ne fece una spiegazione totale, completa. È straordinario come in questo romanzo, che sembra realistico, all'improvviso Wilhelm, il protagonista, si innamori di una donna che è al di là dei pianeti. Goethe, dunque, mentre sembra presentare la descrizione di un essere femminile vero e proprio, estremamente elevato, come un angelo sollevato al di là della sfera planetaria, in realtà sta enunciando, in modo molto semplice e preciso, una esperienza sciamanica, ovvero la scoperta della donna che è al di là delle influenze planetarie e che si trova verso stelle come Sirio e Aldebaran.
 

Quindi all'interno di tale opera compare quella visione dell'«eterno femminino», altrove incarnato da Beatrice o da Laura, all'origine della grande poesia europea.
 

7 Nella modernità sembrano rarefarsi le tracce più vitali dello sciamanesimo. Cosa ha determinato questa sorta di depotenziamento dell'archetipo?
 

Potrei rispondere che sono state le fiamme che hanno avvolto Giordano Bruno, che fu il massimo teorico della fantasia e dell'uso della fantasia come metodo per allenare la memoria. Non è un caso che oggi i suoi libri sulla memoria non si comprendano a pieno, risultano molto difficili. Dunque è possibile considerare Giordano Bruno come l'ultimo a essersi occupato di questa utilizzazione della fantasia, di questo irrobustimento della fantasia finalizzato all'accrescimento della memoria per ottenere una conoscenza più profonda. Pertanto è all'inizio del Seicento che comincia a cedere la fantasia europea. È possibile considerare il Tasso come l'ultimo grande poeta epico dell'Europa, poiché con esso si vede morire tutto l'insieme dei prodotti della fantasia che un tempo rallegravano la vita. La nostra attuale fantasia non ha nulla in comune con quella di un qualunque seguace del vudù di Haiti: la nostra fantasia non riesce nemmeno più ad affrescare una chiesa.
 

Di contro, la fantasia sciamanica riesce a ordinare il cosmo evocando un archetipo fondamentale, quale l'ascesa di una montagna, l'entrata in una caverna e la scoperta, in fondo alla caverna, della Grande Dama che concede la vita. Questo è uno degli schemi più antichi, più diffusi, che è possibile trovare in tutti i popoli. Laddove si trasforma la scena, non cambia nulla del sostrato. Un'altra storia prototipica è rappresentata dallo sciamano che si immerge nel mare fino alle massime profondità e, in un anfratto della costa, entra in una caverna dove incontra la divinità, principio della vita e fondamento dell'esistenza. In altre storie, invece della salita o della discesa, vi è la grande traversata del deserto e l'arrivo nell'oasi dove domina la Grande Dea dell'Atlantide.

 

Quindi tutte le possibilità sono aperte, ma in realtà è unica la storia: l'attraversamento di un percorso accidentato, la perdita di tutte le vesti e, infine, l'arrivo nudi alla meta e la lotta per avere l'accesso alla fonte della verità e della vita.

 

8 Perché nell'esperienza sciamanica le dimensioni della guarigione e della cura assumono un'importanza fondativa?
 

L'esperienza sciamanica è sempre terapeutica nel senso che, riconducendo l'uomo alle scene fondamentali, permette a questo di acquistare una visione complessiva della realtà e quindi di superare quell'angustia che ha determinato la malattia. Oggi, in certi paesi dell'America Latina, dove la tradizione sciamanica ancora sopravvive, lo sciamano viene chiamato a risolvere quei casi disperati che nessun medico riesce a guarire: è interessante notare il fatto che, ancora oggi, qualche volta tali sciamani riescano a trasformare il malato.

 

Inoltre, un tempo, la funzione terapeutica dello sciamano era concepita come un tutt'uno con la funzione poetica, con la funzione musicale e con la funzione, in genere, teatrale: un tempo non si facevano distinzioni, dunque l'arte doveva guarire. Un'arte che non era in grado di guarire era considerata inutile, era considerata come uno scialo di immagini che non rispondeva a nessun fine. Quindi la domanda non è tanto come mai lo sciamano si protende alla cura, ma come si fa a produrre arte senza intendere come suo fine la guarigione.
 

9 Oggi si tenta in qualche modo di riattingere alla cura sciamanica, anche da parte dell'etnopsichiatria. Lei ritiene possibile un attingimento del genere o lo considera solo uno sforzo inutile?
 

Personalmente non credo a questo attingimento. Io vidi nascere tale movimento in America, negli anni Ottanta. Ogni volta che facevo una conferenza di argomento sciamanico, tutti mi parlavano dell'ultimo libro di Harner, ma rimanevo esterrefatto perché essi parlavano di esperienze di studio, non di possibilità reali. Scoprii che già allora c'erano vari centri i quali spedivano, in contrassegno, le maracas e tutti gli strumenti utili per immedesimarsi con un'esperienza sciamanica, quale che fosse. Inoltre Harner diffondeva lo sciamanesimo delle tribù venezuelane o brasiliane. Quindi c'era la pratica di scavare dentro la terra per arrivare al mondo soprannaturale, oppure la pratica di volare nei cieli, per librarsi fino al mondo sovraceleste. Di fatto oggi lo sciamanesimo è una delle tante religioni americane perché alcuni hanno portato in America gli sciamani degli Huicholes del Messico, mentre altri hanno inventato altre forme.

 

Personalmente non credo che qualcuno oggi possa immettersi in un mondo sciamanico, tuttavia non posso nemmeno escluderne la possibilità in senso assoluto. Ciò che vidi in America mi parve puerile, ma questa che sembra una debolezza degli Americani, in realtà rappresenta l'inizio di una grande forza. Per ora credo che sia soprattutto una fonte di guadagni per chi riesce a simulare di essere uno sciamano: quindi tanti Indiani d'America e tanti Messicani probabilmente stanno ingannando il popolo più labile e più facile da incantare.

 

Esiste tuttavia una rivista molto importante, lo Shaman's drum di San Francisco che rappresenta uno strumento, secondo me, indispensabile: si tratta di un mensile straordinario che porta qualche testimonianza di esperienze sciamaniche dimenticate, tratte dalla letteratura passata o attuale.

 

10 Ne L'amante invisibile Lei delinea una sorta di pedagogia della visionarietà, auspicando un possibile ritorno di attenzione al piano dei sogni, delle visioni. Lei parla di una traduzione delle conoscenze scientifiche in una griglia mitica: cosa intende con ciò?
 

Prospettavo la possibilità che qualcuno potesse avere una forza della fantasia così agguerrita da riuscire a costruire un sistema di metafore attorno alle verità scientifiche ultime, quali, per esempio, la fisica quantistica. Di fatto, coloro i quali non conoscono la matematica in modo abbastanza profondo, non sanno nulla della fisica quantistica. Dunque un matematico potrebbe ideare qualche metafora con la quale fornire un piccolo aiuto a trasportare la mente su quel piano.

 

In genere nelle scuole si insegna soltanto il sistema metaforico congegnato attorno alle verità tradizionali. Perché non inventare, con superba forza, tutte le metafore necessarie, evitando di limitarsi a quelle puramente pedagogiche attualmente in uso, allestendo un grande dramma, come usavano fare gli sciamani?
 

Elémire Zolla racconta come è nato il suo interesse per lo sciamanesimo ed espone lo sviluppo di queste ricerche con una conseguente analisi critica delle reazioni occidentali di fronte alla singolarità della figura dello sciamano. Zolla parla dello sciamanesimo soreano, sopravvisuto a diverse forme di proibizione nel corso dei secoli -dal divieto buddhista ai tentativi di repressione del regime comunista della Corea del Nord- quindi descrive una delle cerimonie sciamaniche coreane più importanti, affontando anche la funzione guaritrice dello sciamano Zolla dimostra che lo sciamanesimo è, in realtà, ben radicato nella tradizione culturale occidentale, sia rileggendo da tale punto di vista gli episodi di guarigioni miracolose riferite dai Vangeli, sia riferendosi al mondo greco. Analizzando la vicenda di Cassandra, viene inoltre evidenziato che il punto fondamentale dell'esperienza sciamanica è indissolubilmente legata al cosiddetto «matrimonio» con la Grande Dea, ossia al rapporto sessuale con la divinità depositaria dell'abbondanza, della fertilità, in grado di arrecare benefici alla comunità; sono anche documentati casi in cui lo sciamano non solo si sposa con la Dea, ma si abbiglia egli stesso da donna. Nel Cristianesimo si è verificata non una trasformazione dell'esperienza sciamanica, ma una trasformazione della dominazione degli eventi. Nella letteratura cortese, tradizionalmente considerata debitrice delle produzioni islamiche, vi sono degli effettivi richiami all'esperienza sciamana legata alla predicazione di Maometto. Egli, infatti, introdusse la figura delle huri per distogliere i Meccani dall'antico culto delle jinn: come conseguenza, nell'Islam si verificò una sorta di costante ricerca delle huri anche nel mondo terreno, ricerca che culminò con la vicenda sciamanica di Ibn Arabi, che raggiunse i più profondi livelli di esperienza mistica prima incontrando una fanciulla, quindi un ragazzo. Queste tradizioni giungono nella letteratura europea medievale e, in particolare, i segni più evidenti sono nello Stil Novo: su tutti, vale l'esempio di Beatrice; altro caso esemplificativo, molto più recente, è costituito dal Wilhelm Meister di Goethe, in cui il protagonista si innamora della donna che è al di là dei pianeti. Va tuttavia ricordato che in Europa lo sciamanesimo perde forza e consistenza nel Seicento, il secolo che si apre con il rogo di Giordano Bruno e nel quale la poesia cortese ha il suo ultimo grande rappresentante in Torquato Tasso. Questoha determinato la perdita, da parte del mondo occidentale, della fantasia propria dello sciamanesimo, ordinatrice del cosmo grazie all'attuazione di uno schema, di un archetipo per il quale lo sciamano deve compiere un viaggio faticoso -grotta, deserto, caverna marina- che lo porterà al congiungimento con la Grande Dea. L'esperienza sciamanica ha sempre una funzione terapeutica, in quanto arreca guarigione attraverso l'acquisizione di una visione complessiva della realtà che supera il dolore. Inoltre la funzione terapeutica si associa a quella poetica, musicale, teatrale proprie dello sciamano; hanno invece un valore del tutto commerciale i fenomeni di massa legati ad una nuova e presunta attività sciamanica guaritrice, di moda negli Stati Uniti. In conclusione, Zolla si auspica un ritorno alla fantasia sciamanica per costruire un sistema di metafore intorno alle cognizioni scientifiche.