L'alimentazione nell'Ordine Templare
 

Cosa esattamente recitava la Regola del Tempio in merito.

X. Uso della carne. Nella settimana, se non vi cadono il Natale del Signore, o la Pasqua, o la festa di S.Maria, o di tutti i Santi, vi sia sufficiente mangiare tre volte la carne: l’abituale mangiare la carne va compresa quale grave corruzione del corpo. Se nel giorno di Marte cadesse il digiuno, per cui l’uso della carne e’ proibito, il giorno dopo sia dato a voi piu’ abbondantemente. Nel giorno del Signore appare senza dubbio, opportuno dare due portate a tutti i soldati professi e ai cappellani in onore alla Santa Resurrezione. Gli altri invece, cioe’ gli armigeri e gli aggregati, rimangano contenti di uno, ringraziando.

XI. Come debbano mangiare i soldati. E’ opportuno generalmente che mangino due per due, perche’ l’uno sollecitamente provveda all’altro, affinche’ la durezza della vita, o una furtiva astinenza non si mescoli in ogni pranzo. Questo giudichiamo giustamente, che ogni soldato o fratello abbia per se’ solo una eguale ed equivalente misura di vino.

XII. Negli altri giorni siano sufficienti due o tre portate di legumi. Negli altri giorni cioe’ nella seconda e quarta feria nonche’ il sabato, riteniamo che siano sufficienti per tutti due o tre portate di legumi o di altri cibi, o che si dica companatici cotti: e cosi’ comandiamo che ci si comporti, perche’ chi non possa mangiare dell’uno sia rifocillato dall’altro.

XIII. Con quale cibo e’ necessario cibarsi nella feria sesta. Nella feria sesta riteniamo lodevole accontentarsi di prendere solamente un unico cibo quaresimale per riverenza della passione, tenuto pero’ conto della debolezza dei malati, a partire dalla festa dei Santi fino a Pasqua, tranne che capiti il Natale del Signore o la festa di S.Maria degli Apostoli. Negli altri tempi, se non accadesse un digiuno generale, si rifocillino due volte.

XIV. Dopo il pranzo sempre rendano grazie. Dopo il pranzo e la cena sempre nella chiesa, se e’ vicina, o, se cosi’ non e’, nello stesso luogo, come conviene, comandiamo che con cuore umiliato immediatamente rendano grazie al sommo procuratore nostro: che e’ Cristo: messi in disparte i pani interi, si comanda di distribuire come dovuto per fraterna carita’ ai servi o ai poveri i resti.

XV. Il decimo del pane sia sempre dato all’elemosiniere. Benche’ il premio della poverta’ che e’ regno dei cieli senza dubbio spetti ai poveri: a voi tuttavia, che la fede cristiana vi confessa indubitabilmente parte di quelli, comandiamo che il decimo di tutto il pane quotidianamente consegniate al vostro elemosiniere.

XVI. La colazione secondo il parere del maestro. Quando il sole abbandona la regione orientale e discende nel sonno, udito il segnale, come e’ consuetudine di quella regione, e’ necessario che tutti voi vi rechiate a Compieta, ma prima desideriamo che assumiate un convivio generale. Questo convivio poniamo nella disposizione e nella discrezione del maestro, perche’ quando voglia sia composto di acqua; e quando con benevolenza comandera’, di vino opportunamente diluito. Questo non e’ necessario che conduca a grande sazieta’ o avvenga nel lusso, ma sia parco; infatti vediamo apostatare anche i sapienti

Bibliografia

“Il Templare: uomo del medioevo” di Loredana Imperio – Edizioni Penne & Papiri;

“L’uomo del Medio Evo: Il piacere della «buona tavola»” Enciclopedia ‘Storia delle Crociate’ – Editoriale Domus;

“La Regola del Tempio” di F.G. Giannini – Editrice New Style;

“I Templari e la produzione vitivinicola” di Enzo Valentini – Rivista ‘Templari’ N.1 – Edizioni Trentini;

“A tavola con i Templari” di Loredana Imperio – Rivista ‘Templari’ N.2 – Edizioni Trentini.