LE POLARITA'  
La bipolarità del pensare

C. G. Jung è stato il primo studioso della psiche, che ha concepito il pensiero come una funzione psicologica fondamentale con sue proprie leggi; leggi che fanno mettere in relazione i contenuti rappresentativi secondo concetti che si differenziano in un pensare subordinato al principio logico e un pensare subordinato al principio del sentire (C. G. Jung,, Tipi Psicologici, Boringhieri, 1969). Tuttavia, già prima di Jung, in campo filosofico, religioso e antropologico e, in seguito, in campo neurofisiologico e psicologico, diversi autori avevano intuito la dicotomia della natura umana descrivendola secondo caratteristiche funzionali differenziali: Platone ci parla del linguaggio filosofico razionale e di quello dei miti e dei simboli, Wilhelm nei I Ching ci informa sullo Yang e lo Yin e sul Tempo e lo Spazio, Radhakrishnan sul Razionale e l'Integrale, Lévi-Strauss sul Positivo e sul Mitico, Freud sul Processo secondario e il Processo primario, Pavlov sul Secondo segnale e sul Primo segnale, James sul Differenziale ed Esistenziale, Pribram sul Digitale e l'Analogico, Young sull'Astratto e il Geografico, Bogen sul Proposizionale e Apposizionale, Hobbs sul Direttivo e sul Disordinato, Sperry sulla Funzione logico-analitica e sintetica o ghestaltica, Ricci Bitti sul Linguaggio verbale e non verbale ecc.
Tutto il Pensiero appare fondato sul continuo interagire di due polarità, quella femminile e quella maschile, che si accentrano verso la ricerca della totalità. In questo percorso l'adattamento o l'orientamento dell'individuo nel mondo si attua secondo la funzione che in lui è più differenziata; e l'adattamento è sempre un rapporto d'adattamento giacché ognirelazione tra soggetto e oggetto implica quelleazioni modificatrici dell'uno sull'altro che nel loro complesso
 
ALTERAZIONI DEL PENSIERO  
Psicopatologia classica

La Funzione Pensiero è stata solo parzialmente descritta dalla psicopatologia classica, che si è limitata a evidenziare le alterazioni del pensiero correlate alla formulazione del Giudizio, quali: Delirio, Fuga delle idee, Inibizione del pensiero, Pensiero confuso, Pensiero povero (K. Jaspers, Psicopatologia generale, 1913).
 
Né la Psicologia generale ha evidenziato approfonditamente le caratteristiche fisiologiche del pensiero, e tantomeno le differenze fisiologiche del pensiero femminile e maschile (R. Canestrari, Psicologia Generale e dello Sviluppo, Clueb, 1984).
 
Psichiatria

Anche la psichiatria si è limitata a descrivere solo alcune alterazioni del pensiero prevalentemente nella Schizofrenia, nella Sindrome bipolare e nel Disturbo ossessivo-compulsivo, suddividendoli in Disturbi specifici della forma del pensiero, quali: Neologismo, Insalata di parole, Circostanzialità, Tangenzialità, Incoerenza associativa, Perseverazione, Verbigerazione, Ecolalia, Condensazione, Deragliamento, Fuga delle idee, Associazione per assonanza, Blocco, Glossolalia; e Disturbi specifici del contenuto del pensiero, quali: Povertà di contenuto, Idea prevalente, Delirio, Egomania, Monomania, Ipocondria, Ossessione, Compulsione, Coprolalia, Fobia, Noesis, Unio Mystica (H. I. Kaplan, B. J. Sadock, J. A. Grebb, Psichiatria. Manuale di Scienze del Comportamento e Psichiatria Clinica, C.S.I., 1998).








PSICHIATRIA