Mesi Sacri

(Da Rivista Massonica, vol. LXIII, n. 2, febbraio 1972 - Ed. Soc. Erasmo , Roma)

La nascita di Gesù - festa che la Chiesa Romana celebra in dicembre, il primo dei sei mesi sacri - non può trovare adeguata spiegazione soltanto nella tradizione e nei sentimenti popolari.
Soffermiamo quindi il pensiero sul piano più alto dell'esoterismo.
Se invero ci soffermiamo ai dati storici, constatiamo che le dissertazioni sulle origini della festa cristiana sono state sempre numerose e poco chiare.
I padri dei primi secoli non sembrano avere conosciuto questa festa: soltanto Clemente di Alessandria, santo, scrittore e teologo greco, convertitosi al Cristianesimo dal Paganesimo, ed assertore delle convergenze tra pensiero cristiano e filosofia platonica, ci dice che Gesù sarebbe nato al 20 di Maggio, ma le sue indicazioni, fra l'altro, non corrispondono perchè dicendo Gesù nato 194 anni, 1 mese e 13 giorni prima della morte di Commodo (31 Dicembre 192), che fu figlio e successore di Marco Aurelio, si dovrebbe accettare la data del 18 Nov. del 3 a.c.
Sempre Clemente Alessandrino soggiunge che i " basilidiani " che erano poi gli " gnostici " di Alessandria di Egitto, celebravano il battesimo di Gesù il 15 o l'11 del mese di Tybi, corrispondente al 10 e 6 gennaio.
Williamson sottolinea infine che tra le diverse sette cristiane, sarebbero state fissate e dibattute addirittura 136 date diverse intorno alla nascita di Gesù.
La questione fu quindi risolta dalla Chiesa di Roma con Papa Giulio I, nell'anno 390, il quale la riconobbe nel 25 Dicembre.
Ma tutto questo appartiene alla tradizione storica intorno alla nascita del Redentore.
L'evento, peraltro, trascende indubbiamente la storicità per attingere alle fonti vive della significazione esoterica ed occultistica, come "festa della NASCITA".
In questi valori vanno approfonditi l'evento ed il mito della natività
, collegati astronomicamente e sul piano simbolico con quello della EPIFANIA (manifestazione del Logos), per trovare poi la conclusione nella Pasqua di Resurrezione che ne costituisce il compimento e l'ascesa mistica e magica.
Nel rapporto simbologico trovano pertanto intreccio concezioni astronomiche (solstizio d'inverno ed equinozio di primavera) influenti esotericamente con il fenomeno nascita-morte, ossia con il mistero della vita.
I fatti della "natura" e le cerimonie di tutte le grandi Religioni hanno un legame profondo che impegna tutta la storia dell'anno astronomico.
Non per nulla, al principio di giugno, i Tibetani celebrano l'anniversario del Nirvana di Buddha, perchè in quell'epoca -solstizio di estate - culmina la vittoria della luce sulle tenebre.
Ma la natività Cristiana, come festa religiosa, precede anche non a caso il capo d'anno, come simbolo della stagione (solstizio d'inverno) in cui il SOLE-LUCE, siccome era anche presso i pagani, inizia la sua rinascita per tornare a conquistare tenebre e morte.
Ecco perchè il Natale e le cerimonie della Natività Cristiana (e non soltanto Cristiana) sono simboleggiate nel " bambino ".
Dicembre indica nella natura il mese di " preparazione " della " nuova vita ", ossia l'epoca in cui la luce (bambino) ritorna nel mondo.
Tutto quindi si ricollega misticamente ed in senso esoterico al "MITO SOLARE ", in quanto il SOLE è il simbolo del LOGOS, ma ne personifica anche una incarnazione nella sua manifestazione cosmica (Epifania).
La storia del bambino si compie quindi nell'arco nascita-morte-resurrezione.
Si incentra nel solstizio d'inverno (25 dicembre) e si conclude all'equinozio di primavera.
La prima data (nascita) è una componente invariabile; la seconda (morte-resurrezione) è invece una data " mutevole " proprio perchè culmina in una particolarissima posizione solare (congiunzione SOLE-LUNA) collegata alla allegoria dell'iniziazione.
La variabilità della seconda data - che per la Chiesa viene determinata - attraverso un certo sistema - nella domenica consecutiva alla prima luna piena sta ad indicare, afferma la Besant, non la storia di un uomo, ma l'EROE di un mito SOLARE.
E tornando alla natività ricordiamo che la stessa data del solstizio di inverno segnava la nascita di MITRA, divinità della Religione persiana; ed anche ORO - divinità egizia del Sole nascente, figlio di Iside ed Osiride -nasceva parimenti in quella data.

" L'essere spirituale dell'uomo - ci avverte Collins - è indissolubilmente legato a questo piccolo bambino apportatore di Luce che è descritto nelle grandi Religioni, come nascita (o natività) morte e resurrezione ".
La significazione della natività quando si esprime nella simbologia della festa Cristiana compendia dunque tutta la grande lezione del Cristo, ossia del sacrificio dell'umanità nella croce " la cui importanza sta nel non avvalersi della liberazione fino a tanto che tutti gli uomini non siano liberati dalla rinascita ".
E forse qui il valore semantico delle parole neanche riesce ad esprimere appieno il senso vero della morte " fisica " del Redentore: egli " non fu crocifisso " ma " scelse ed elesse " la CROCE.
La natività ci riporta pertanto dal Gesù storico, al CRISTO.
Per l'uomo la coscienza Cristica, al di là di ogni dogmatismo temporale, diviene allora imperativo categorico.
" Conoscete la VERITA' e la verità vi renderà liberi " dice il Cristo; mentre S. Paolo, l'iniziato, ci ripete nella lettera ai G
lati (Gal. IV, 19) " Io lavoro di nuovo per la rinascita finchè Cristo SIA FORMATO in voi ".
Qui è il grande messaggio ed il significato di questa nascita.
Nella natività vi è il senso dell'essere pronto al pellegrinaggio attraverso la mater
a per essere arso e consumato; così le stagioni si succedono anno per anno, nell'eternità, perchè lo Spirito Divino della natura " discende " continuamente sulla terra e passando attraverso la materia, " ritorna " a se stesso.
Il dramma dell'uomo, che è poi il mistero della vita e della morte, è tutto qui, in questo viaggio, in questa peregrinazione dello Spirito, nella sua - " discesa " nascita -natività, per raggiungere poi la crocifissione (morte) premessa della resurrezione; quest'ultima per l'iniziato rcal
zzata come liberazione dalle rinascite.
Nei mesi sacri, tra il solstizio d'inverno e l'equinozio di primavera - attraverso la festa solare della nascita del Messia Cristiano portatore della più sublime LUCE SPIRITUALE, la LUCE DELL'AMORE -quel dramma, quel mistero, nella iterazione di ogni anno, si compie e si conclude, al di qua e al di là del velo.

Morale, coesione, spirito di corpo