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Fin dal periodo paleolitico, siamo nella preistoria
dell'umanità, nella figura femminile vengono esaltate le doti sessuali: i
seni, i fianchi, le natiche abbondantemente tondeggianti, insomma tutto ciò
che naturalmente suscita il desiderio dell'uomo. Già nelle prime
rappresentazioni queste caratteristiche fisiche della donna hanno un rilievo
primario, abbastanza spesso e volentieri esagerato. Il monte di Venere, il
pube, è sempre evidenziato nelle statue e nelle primitive raffigurazioni
femminili, a dimostrazione che é roprio questo che stimola l'interesse del
maschio. Sovente nelle stilizzazioni, ad esempio nella Venere di Lespugne,
tali tratti fortemente stilizzati si configurano in un triangolo, formato
dalla piega del basso ventre e dall'inizio delle cosce. Probabilmente il
piacere che provavano di fronte a siffatte rappresentazioni sessuali gli
uomini di quella remota e primitiva cultura derivava dal fatto che avevano
scarse opportunità di vedersi nudi uno di fronte all' altra, dal momento che
si coprivano per difendersi dal freddo. Nell'era glaciale gli uomini
uscivano dalle loro caverne solo pochi mesi all'anno per andare a caccia; le
donne ancora meno. Pertanto i maschi potevano goderne le sembianze femminili
in tutti i suoi particolari solo rarissimamente. Ad ogni buon conto, anche
in quel lontano periodo della storia dell'umanità, i rapporti sessuali non
furono mai sfrenati brutali. Anzi dai reperti archeologici che ci sono
pervenuti - il più antico è senza dubbio un bassorilievo scoperto nella
caverna di Laussel -, si possono vedere figure di uomo e donna teneramente
accoppiati. Da un'incisione su osso rinvenuta in una caverna in territorio
francese c'é una delicata scena erotica che conferma come nell'età della
pietra il rapporto amoroso fosse del tutto costumato.
L'atteggiamento della figura maschile con le mani sollevate pare quasi
implorante, con lo sguardo rivolto in alto verso una donna completamente
svestita. Non si trova in questa scena alcun segno di brutalità, tanto meno
di violenza, ma c'é quasi un'adorazione nei confronti della femmina che in
questa antichissima incisione non sembra particolarmente bella ed é
fisicamente anche più robusta del suo spasimante. Nasce proprio in questo
periodo tanto lontano quella specie di culto per la figura femminile, culto
che ritroveremo anche nei secoli più avanti, fino ai tempi vicini ai ostri.
Di questa sorta di culto si é voluto da parte di alcuni studiosi, ad esempio
l'archeologo francese Reinach e il sociologo scozzese Franz, entrambi nel
XIX secolo, attribuire un carattere magico-religioso: in tal senso sono
stati interpretati nelle più remote rappresentazioni di genere sessuale il
triangolo e le freccette della scena d'amore cosiddetta di Isturitz, dal
luogo di ritrovamento. Ogni figura femminile che si portava al collo, magari
ricavata su osso o su legno, poteva essere un amuleto cosi come le statuette
di Venere dovevano essere intese come simboli di prosperità e fertilità. Ma
accanto a queste idealizzazioni le figure femminili che sono state scoperte
nella regione ella Russia meridionale si trovano vicine a un focolare e
questo dimostra che potrebbero essere state concepite come divinità
tutelatrici della casa, del fuoco domestico. Quello che colpisce comunque in
tali raffigurazioni del paleolitico é che i ritratti di donna sono puntati
soprattutto sulle caratteristiche sessuali, e non su quelle della fecondità.
Risale a circa sedicimila anni a. C. una delle prime rappresentazioni della
donna intenta a lavorare. E' l' denominata metodicità. ovvero media età
della pietra. Tutta la parte settentrionale di quella che oggigiorno si
chiama Europa é in quell'era ricoperta di ghiacci e gli uomini vivono sempre
più rintanati o trasmigrano nelle regioni meridionali, e specificamente
nella Spagna dove difatti si sono scoperti documenti di vita
agreste-famigliare: compaiono figure umane mentre raccolgono il miele e lo
depositano in un cesto, aggrappate a una primitiva scala di corda. Ci sono
anche figure femminili. Le caratteristiche sono di esseri umani, maschi e
femmine, di tipo afroide.
Finita l'epoca della grande glaciazione, mitigato il clima in Europa, anche
la vita sessuale si trasforma. L'uomo non si dedica solamente alla caccia ma
passa a coltivare la terra, compare il grano che sembra abbia avuto origine
in Asia e si sia propagata presto nella zona dell'Alto Nilo. E' a questo
punto che gli uomini si rendono conto del concetto di fertilità insito nella
donna. Si studiano i cicli naturali, i cicli della luna in modo che, quando
si volevano avere figli, ci si atteneva ai periodi favorevoli forniti dai
segni celesti. La fertilità si coniuga con il sesso. Dalle testimonianze che
si hanno nel periodo di diffusione dell'agricoltura le donne assumono un
ruolo via via più importante nella vita quotidiana.
La donna non era solo impegnata nell'opera dei campi; in quell'epoca, in cui
gli uomini smisero i vestiti di pelli e cominciavano a indossare capi di
lana, ecco che si scopri il fuso, al quale si dedico la donna. Di
conseguenza la figura femminile venne ad assumere un ruolo rilevante
nell'economia della conduzione della casa. Ed é proprio li che si instaura
una sorta di ius maternum. All'origine gli uomini vivevano in promiscuità
sessuale. Cosi nessuno poteva sapere chi fosse il padre di un bambino. Con
l`affermarsi dell'attività della donna in campagna o in casa, ogni figura
femminile veniva tenuta in grande considerazione. Venne la famiglia
monogama, in cui il padre diventava il padrone assoluto della comunità con
diritto di vita e di morte: era il principio della patria potestà. Tale
principio ritroviamo in età moderna, anche in America tra le popolazioni
Irochesi.
Circa i rapporti sessuali, essi avvenivano - secondo taluni studiosi tra i
più accreditati - secondo una gradualità di relazioni valide sia tra i
popoli primitivi sia tra le tribù "selvagge" ancora superstiti fino a un
secolo e mezzo fa. Ognuna delle tribù era divisa in gruppi, ogni uomo poteva
scegliere una donna appartenente a un gruppo diverso dal proprio. La coppia
viveva in comunità, anche dopo la procreazione di figli. Solo quando i due
si rendevano economicamente indipendenti si costituiva il gruppo famigliare
in cui 'uomo aveva ogni diritto di proprietà con la donna che cadeva anche
sessualmente sotto il dominio del maschio fino alla sua morte.
Scendendo nei millenni troviamo nell'antica Cina ancora situazioni di
promiscuità. Non esiste colà un matrimonio come l'intendiamo noi. Quando le
ragazze compivano vent'anni e gli uomini trenta dovevano unirsi. Per il
contadino esiste solo un'associazione. tra uomo e donna. Il matrimonio come
tale c'é soltanto nelle classi più elevate. Dobbiamo arrivare in Egitto per
constatare che il popolo riesce ad ottenere questo diritto attorno al 2000
a. C. quando con quella che viene definita la rivoluzione sociale ha il
diritto di possedere case e terreni. Diverso quel che avviene in Babilonia,
dove i più poveri non godono con il matrimonio di alcun vantaggio.
Solo i ceti agiati potevano passare da un matrimonio all'altro, trasferendo
patrimoni ereditari. Si capisce pertanto come la plebe non potesse proprio
che vivere in monogamia, non avendo ricchezze da trasmettere passando da
un'unione all'altra.
Era rigorosamente punito l'aborto dal momento che i sovrani avevano bisogno
di uomini per le loro guerre. Cosi si da il caso che in Mesopotamia venivano
protette le nascite e si incentivavano anche le classi più deboli. Previsti
i lavori forzati per chiunque provocasse anche incidentalmente un aborto.
IL FASCINO AL POTERE
Si riscontrano leggende e storie di donne al potere, che, grazie al loro
fascino e alla loro bellezza riuscivano a sottomettere ai loro voleri uomini
anche potenti. Tra gli esempi più rinomati quello di
Semiramide, la regina
che avrebbe fondato Babilonia, e dove avrebbe fatto costruire meravigliosi
giardini, e quello di Cleopatra, la bellissima che mise ai suoi piedi il
proconsole romano Antonio e che si uccise per amore. Donne meno famose ma
non meno potenti si trovano nell'antico Egitto, principesse quali Neit
Hetep, la moglie del faraone Menes, e Mert Neit, la moglie di Usaphais, che
avevano portato in dote regioni di terra fertile: proprio in Egitto,
attraverso i reperti archeologici e storici, si sa che viene formalmente
creato il matrimonio politico. Torbide storie di incesti si susseguono
dall'antico Egitto, passando attraverso la Mesopotamia, la Grecia, traffici
di donne consegnate ai creditori a saldo di debiti, insieme alla figliolanza.
Di incesto scrivono i greci, ricavando esempi dalla mitologia. Nel contempo
viene severamente punita l'adultera.
Viene via via stabilito il diritto famigliare, mentre si cerca di regolare
anche la prostituzione. Un mestiere vecchissimo, che vede coinvolte le donne
che per le loro prestazioni debbono ricevere regali. Accanto al matrimonio
si ritrova pure 11 concubinato un po' in ogni epoca e presso ogni popolo.
Generalmente nell'antichità la prostituzione viene condannata, anche se ciò
contrasta con quanto descrive Erodoto il quale afferma che in Mesopotamia
una donna, prima del matrimonio doveva recarsi al tempio e prostituirsi con
il primo che incontrava, con uno sconosciuto.
C'erano a quei tempi veri e propri bordelli in luoghi sacri. Sotto il
leggendario Nabucodonosor ,l'ultimo dei re caldaici, cento anni prima di
Erodoto, alcuni signori di Babilonia vivevano con il ricavato della
prostituzione delle loro schiave. C'era uno di questi ricconi del tempo, di
nome Nabu-Aki-Iddin che sfruttava le proprie schiave costringendole a
lavorare in un bordello e riscuotendo i tre quarti delle entrate. Fin
dall'antichità l'omosessualitá era diffusa in Mesopotamia e gli uomini
avevano a isposizione allo scopo determinati spazi nei templi, una vera casa
di piacere, organizzata sotto la sorveglianza di un alto sacerdote.
Tra gli Ebrei veniva apprezzata più l'intelligenza rispetto alla bellezza e
alla castità in fatto di unioni tra uomo e donna. E questo non era un'
esclusiva del maschio. Anzi ci sono state delle figure femminili che
assunsero posizioni rilevanti: un esempio di ciò fu
Debora che partecipò
alla conquista di Canaan in maniera determinante incoraggiando ed esortando
gli incerti, forte della sua posizione di profetessa. Profetessa era pure in
Grecia Saffo che creo un ginnasio riservato alle sole giovinette. Da Saffo é
scaturito 'amore saffico, ribattezzato anche lesbico dall'isola di Lesbo
dove Saffo teneva il suo ginnasio femminile. Dal canto suo Platone esaltando
l'amore fu tra i primi a rendersi conto che, in una società dove gli uomini
non si scandalizzavano di rapporti mosessuali, lo Stato dovesse intervenire
per prevenirli. Di pederastia, cioè l'amore di uomini verso fanciulli o
adolescenti, parla anche Aristofane nelle sue commedie.
A Roma l'importanza della moglie era sicuramente inferiore rispetto agli
altri popoli orientali e ai greci: nei confronti del marito comunque la sua
posizione era legata ai piaceri sessuali che procurava e che sapeva offrire
con le sue doti erotiche. A Roma la prostituzione era generalmente
sopportata se persino insigni moralisti come Catone il vecchio, Cicerone,
Seneca ammettevano che essa potesse venire sfruttata favorevolmente per
proteggere i matrimoni nel senso che non permetteva agli uomini di mettere
le corna ad altri, rovinando i matrimoni altrui. Ovidio in Ars Amatoria
predica il libero amore e meretrici si trovano in ogni periodo di Roma, età
repubblicana ll'impero. Properzio canta in una delle sue elegie la donna che
sa esprimersi nelle arti amatorie: "Amo la donna libera da ogni inibizione,
che cammina con le vesti semiaperte, per nulla intimorita dagli sguardi
curiosi o gelidi, e passeggia con le scarpe impolverate sul selciato della
Via Sacra, senza far la smorfiosa se qualcuno le fa cenno. Non si rifiuta
mai, e mai ti toglie tutto il tuo denaro".
Una ninfomane era Valeria Messalina, sfrenata divoratrice di uomini: chi le
piaceva e la soddisfaceva sessualmente diventava inevitabilmente un suo
protetto. Messalina non era una bellezza ma aveva le sembianze di una vera
matrona. Quando divenne la terza moglie dell'imperatore Claudio non era
molto giovane: il suo primo pensiero, quando Claudio sali al trono, fu
quello di crearsi attorno un potere. Per questo si appoggiò a due liberti
greci. Per assumere sempre maggior autorità represse nel sangue la rivolta
degli aristocratici, preoccupati del prepotere di questa donna.
Lussurioso il legame tra Nerone e Poppea, arricchito da aneddoti e leggende.
Di tutti gli imperatori romani Adriano é stato l'unico omosessuale. Sia il
Cristianesimo sia l'Islam predicavano l'amore e la castità. Ma la castità
non era obbligatoria nei primi secoli dopo risto.
Solo con il Concilio di
Trullo nel VII secolo si stabili che un uomo sposato che si facesse prete
poteva convivere con la moglie sotto il medesimo tetto ma che se fosse fatto
vescovo sua moglie avrebbe dovuto ritirarsi in convento. L'Arcivescovo di
Canterbury in Inghilterra si era invano dato da fare per costringere che i
preti sposati cacciassero la rispettiva moglie, mentre a Milano tutto il
clero era sposato a quell'epoca. La resistenza e l'insubordinazione del
clero milanese costituì la molla per una grande lotta con il potere di
Roma., che sosteneva il celibato ecclesiastico.
Nel tardo Medio Evo ad ogni buon conto si assistette anche a un
atteggiamento diverso da parte della Chiesa, quando Innocenzo III raccomandò
ai borghese di alto livello di sposare delle prostitute. In ogni città del
Medio Evo come nell'antico Impero Romano esistevano i lupanari, i bordelli
pubblici che venivano denominati Case di donne. Erano luoghi dove gli uomini
avevano rapporti con le "signorine". In pratica qualcosa come le case chiuse
moderne, ovvero dette "casini" vietati in Italia con la legge Merlin.
IL LIBERO AMORE
Tra i poeti del dolce stil novo e tra i trovatori la donna veniva beatificata
nella sua bellezza, soprattutto spirituale. Attraverso la donna, Dante cercò di
purificarsi e fece di Beatrice un modello di virtù. Con il Rinascimento pero
prevale sulla morale il naturalismo, cosi si tendeva a dare sempre minore
importanza al fatto che i figli fossero legittimi o illegittimi tanto che
personaggi e artisti che vanno per la maggiore, tra tutti Giorgione, l'Aretino e
Leonardo da Vinci erano nati da legami illegittimi.
Si racconta che lo stesso Lutero, padre della Riforma, uomo di costituzione
robusta, avesse di tanto in tanto esplosioni di sessualitá anche in età avanzata.
Anche dopo il suo matrimonio, Lutero parlava con molta franchezza dei problemi
del sesso., sostenendo che non era affatto disdicevole né vergognoso trattare di
questioni riguardanti i rapporti uomo-donna. Suo un famoso suggerimento agli
sposi: "Due volte alla settimana, é un diritto della donna, non nuoce né a me né
a te e fa centoquattro volte all'anno". Anche in merito al divorzio Lutero era
di vedute larghe, come dimostrò allorché un suo orreligionario, il langravio
Filippo di Assia, volle separarsi dalla moglie Cristina di Sassonia per unirsi a
un'altra donna. Lutero gli accordò il proprio consenso, pronunciandosi a favore
dell'introduzione del divorzio. Contro le innovazioni, ispirate anche al libero
amore, scese in campo la Chiesa di Roma, con il Concilio di Trento ( 1545-1563)
da cui ebbe origine la Controriforma. Si giunse con l'Inquisizione a ancellare
tutti i nudi dai dipinti di famosi artisti che avevano illustrato il
Rinascimento, a cominciare dalla Cappella Sistina. Ciò non ha impedito che la
vita di corte nelle grandi monarchie del secolo XVII si svolgesse spesso in
forme perverse, con rapporti anche incestuosi tra padri e figlie, tra madri e
figli. Frequenti anche i rapporti omosessuali. In una sua opera Pierre de
Bourdeille, abate di Brandome, ci ha consegnato una dettagliata descrizione dei
vizi correnti dell'epoca, anche l'amore di donna con donna, diffuso allora
specialmente in Spagna e in Francia. Spicca la figura di Caterina de' Medici,
definita dal Brandome "dame de qualité".
Anche Oltre Manica c'era una signora potente che aveva abdicato all'attività
sessuale per il potere, Elisabetta I d'Inghilterra, figlia di Enrico VIII e di
Anna Bolena. Elisabetta aveva fatto sposare uno dei suoi figli a Maria Stuarda,
regina di Scozia. Ma i suoi figli era sessualmente degeneri e pervertiti, dediti
a vizi. Enrico III, il figlio prediletto, era un donnaiolo fino a ventitré anni,
ma da quell'età in poi si interessò solo degli uomini: i suoi amanti, i
"mignons", lo hanno reso ridicolo in ogni parte del mondo. Persino in Spagna,
una corte cattolica osservante per tradizione, regnava una grossa confusione al
punto he Carlo V aveva suggerito di tenere il nipote Don Carlos, figlio di
Filippo II, lontano dalle donne onde mettere fine agli scandali da lui
perpetrati. Il fratellastro di Don Carlos, Filippo III, una volta salito al
trono, tenne a ristabilire alla Corte i principi di moralità. E suo figlio
Filippo IV emanò severe disposizioni contro il lusso e i vizi dei propri sudditi.
LE FAVORITE E LA POLIGAMIA
Non c'erano limiti di sorta per i re e le regine di avere uno o più amanti.
Ma ovviamente non erano solo i sovrani, anche gli alti dignitari di corte, i
ricchi borghesi e cosi via. Le persone con cui si intrattenevano in rapporti
sessuali erano chiamati compagni di piacere. E' più o meno attorno al XVII-XVIII
secolo che si delinea la figura della "favorita", l'amante ufficiale del sovrano.
La
Pompadour era una di queste donne che godeva dei favori di principi e primi
ministri. Cosi come sappiamo che la Du Barry era l'ultima favorita di Luigi XV:
a lei si rivolgevano i rappresentanti di altri paesi per ottenere qualcosa dal
debole sovrano francese.
Generalmente erano scelte tra le dame di corte, ma avevano anche un'estrazione
meno nobile. Erano ballerine, cantanti e attrici , quest'ultima una professione
nuova per le donne che, si sa, fin dall'antica Grecia non comparivano mai in
scena: nelle tragedie lleniche la figura femminile veniva interpretata da uomini.
Tra i ballerini e i giullari si annoveravano uomini castrati capaci di
interpretare nelle opere di canto le parti del soprano: nel 1562 un certo
Gerolamo ossini faceva parte della Cappella Pontificia come soprano nei cori
della Chiesa. Nel Settecento si inserisce il godimento nei giochi d'amore. In
una pagina delle "Liasions angereux" una donna scrive al suo adoratore: "Ma
crede proprio, mio svenevole amante, di aver violentato tutte le donne che ha
posseduto?" C'é tra le donne il piacere di venire orteggiate. Madame d'Epinay -
la signora che proteggeva Rousseau si incapricciò di un cantante e prese con
questi il suo primo appuntamento per un convegno galante in una stanza da letto.
Spariscono via via le inibizioni. La fa da protagonista un personaggio come
Casanova, che entra nella storia e nella leggenda con le sue avventure. Come sia
diventato l'emblema del don Giovanni non si riesce a spiegare. Eppure í suoi
intrighi, le sue fughe da un paese all'altro, fughe rocambolesche, i suoi
inganni non sembra abbiano suscitato tanto interesse, come invece le sue trame
amorose, le sue avventure con le belle e nobili dame di questa o quella città.
Forse il suo fascino era proprio in quel suo vagabondaggio. Nell'Ottocento con
la lotta delle suffragette per conquistare alla donna un suo ruolo, affrancato
da una condizione di inferiorità, subentrano altri tipi di rapporti. eno
convenzionali, ma sicuramente più spregiudicati. Si liberano da taluni
pregiudizi, capita di incontrare riandando nella storia del XVIII e poi nel XIX
secolo figure di donne di estrazione modesta che sanno affermarsi sovente anche
in campo letterario: e sono cameriere o sartine che conquistano il cuore di
gentiluomini.
Pamela é il titolo di un romanzo scritto in forma di epistolario da una
cameriera, un libro che Prevost tradusse in francese e si propagò per tutta
Europa. Voltaire compose un dramma, Goldoni ne trasse due impareggiabili
commedie. Samuel Richardson ne scrisse il seguito con "La storia di Clarissa
Harlow", ovvero la storia di una ragazza sedotta e poi abbandonata. Esplode
l'erotismo nel periodo romantico. Diversi stati d'animo, fatti di amore e
sofferenza. E' il sex appeal dello spirito che si trova dalla ivoluzione
francese e dall'etá napoleonica in poi. Sorgono numerosi salotti in cui la
padrona di casa é una donna che intrattiene i suoi ospiti, artisti, uomini di
teatro, generali e ufficiali. E' l'epoca di Stendhal, che predilige gli amori
liberi e che consiglia i rapporti prematrimoniali.
Siamo ormai vicini ai giorni nostri, con la George Sand che cambiava i propri
amanti con disinvoltura, passando da uno all'altro senza troppi scrupoli morali.
I1 compagno le serviva semplicemente come incentivo alla sua autosoddisfazione
narcisistica: nei suoi sogni, nei suoi desideri ricercava un uomo sempre
differente. E' il Romanticismo in cui poesia e musica esercitano una grande
attrazione sessuale. I rapporti erotici vengono pienamente descritti dal
marchese de Sade nella sua opera, in cui sono presentati i giochi amorosi che
verranno denominati dal suo nome sadici. I1 sesso non é più tabù, le danzatrici
ostentano le loro gambe nei saloni e nei tabarin. Siamo al Novecento, ai tempi
del Moulin Rouge e del Can Can parigino.
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