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La teoria dell'evoluzione

e l'opera di Charles Darwin

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L'origine delle specie
Considerazioni conclusive

Gli onori ed i riconoscimenti attribuiti a Darwin da molti contemporanei non furono senza contrasti. Sotto l'insegna di Darwin venne condotta prima e dopo la sua morte una delle più violente battaglie per trasformare in tutti i campi della cultura l'antica visione che poneva l'uomo al centro del creato, come l'essere che traeva la sua dignità ed il suo significato da un disegno divino che governa la natura. Le vittorie e le sconfitte in questa lunga battaglia hanno influenzato non pochi degli sviluppi del pensiero occidentale sino ai nostri giorni.
Le vicende di questa lotta hanno coinvolto naturalmente anche la prospettiva storica che si veniva man mano aprendo sulla figura e l'opera di Darwin. Su tale prospettiva ebbero un peso decisivo gli sviluppi della scienza biologica dei successivi decenni. Le divergenze molto accese fra i teorici della evoluzione, ma soprattutto il ritorno al vitalismo che si verificò nel clima culturale idealistico e irrazionalistico prevalente tra la fine dell'Ottocento, condussero molti a giudicare se non la teoria della evoluzione almeno la spiegazione che di essa aveva formulato Darwin come una speculazione priva di ogni solida base scientifica. La riscoperta all'inizio del Novecento delle leggi che Mendel aveva formulato nel 1866 indicavano inoltre una stabilità nella trasmissione dei caratteri ereditari che sembrava contrastare completamente con la variabilità posta da Darwin alla base della sua teoria. Anche gli sviluppi successivi della genetica sembravano individuare nelle mutazioni degli eventi discontinui e patologici difficilmente utilizzabili per un processo evolutivo.
Nella sua Storia della biologia Erik Nordenskiòld poteva così affermare nel 1923 che se noi confrontiamo le discussioni di Darwin sull'eredità e l'ibridismo con gli esperimenti che Mendel condusse contemporaneamente allo stesso scopo, lo scienziato inglese si trova naturalmente ad essere superato senza speranza con le sue speculazioni molto incerte dagli esperimenti esatti e chiaramente concepiti di Mendel. Lo stesso autore nelle sue considerazioni conclusive sul grande biologo inglese poteva poi affermare: I critici moderni si sono spesso chiesti come sia potuto succedere che un'ipotesi come quella di Darwin, basata su così deboli fondamenta, abbia potuto conquistare improvvisamente la maggior parte dell'opinione scientifica contemporanea. Se i difensori della teoria vogliono spiegare la cosa riferendosi al valore scientifico della teoria, si può rispondere che la teoria è già stata da tempo respinta nei suoi punti più vitali dalla ricerca successiva... I fattori che hanno determinato la vittoria del darvinismo rappresentano in tal modo un problema della più grande importanza, non solo nella storia della biologia, ma anche in quella della cultura in generale.
Negli stessi anni in cui Nordenskiòld esprimeva questo giudizio rispecchiante un diffuso atteggiamento di fronte alla teoria di Darwin, nel campo della genetica stava però maturando un progresso decisivo destinato a sconvolgere tale atteggiamento. Dal 1926 al 1930 si iniziava con metodo statistico lo studio dei geni a intere popolazioni di organismi viventi allo stato naturale. Da questi studi matematici, in cui il contributo più importante fu dato dall'inglese Ronald Fisher, risultava che la teoria della selezione di Darwin non solo non era in contrasto con la genetica ma ne doveva costituire una parte integrante.
Gli sviluppi di questi studi di genetica delle popolazioni portarono con sé una ripresa di interesse e di indagini sulla teoria dell'evoluzione, alla cui luce è riapparsa l'importanza del contributo scientifico di Darwin ed in particolare della selezione naturale.
Risultò allora pienamente rivalutato il nucleo centrale del pensiero del biologo inglese che aveva visto nel decorso di processi fortuiti la possibilità di un perfezionamento delle forme naturali, che aveva cioè individuato la creatività del caso. Come afferma Ronald Fisher il contributo principale di Darwin, non solo alla biologia ma a tutta la scienza naturale, è l'aver messo in luce un processo per cui dei casi fortuiti improbabili a priori, acquisiscono col passare del tempo una probabilità crescente, sino al punto che è il loro non verificarsi piuttosto che il loro verificarsi che diviene altamente improbabile .
Questo riconoscimento della validità per la scienza attuale della concezione evoluzionistica del nostro autore ha spinto, nella recente ripresa di studi su di lui, specialisti di diversi campi ad una rilettura storica delle sue varie opere. Ciò ha portato ad un quasi unanime riconoscimento della scrupolosità e dell'acutezza scientifica anche degli scritti minori di Darwin.
Tale complessivo riconoscimento, se permette di definire meglio il suo contributo alla storia della biologia ed anche della cultura contemporanea, lascia tuttavia ancora aperto all'indagine storica il compito di comprendere meglio come egli sia giunto a conseguire un risultato così importante e attraverso quali vie la cuItura del suo tempo abbia potuto realizzarsi ed esprimersi così felicemente nel suo pensiero.
 

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