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Concilio di Trento


Concilio ecumenico convocato dalla Chiesa di Roma tra il 1542 e il 1564, e più volte sospeso e ripreso, sotto i pontefici Paolo III (lo convocò con bolla del 22 maggio 1542), Giulio III (lo sospese nel 1552), Marcello II, Paolo IV, Pio IV (lo riapre nel 1562 e lo chiude il 4 dicembre 1564)), in risposta alla Riforma protestante. Diede inizio alla riforma organizzativa della Chiesa cattolica, che pose fine alla secolarizzazione rinascimentale. Condannò le tesi di Lutero, Zwingli, Calvino. Sul piano teologico fissò principi dogmatici (giustificazione per fede e opere, validità del diritto canonico, autenticità dei sacramenti) che sancirono la divaricazione definitiva dalle chiese riformate.


Martin Lutero

Nome italianizzato di Martin Luther, riformatore religioso tedesco, nato ad Eisleben nel 1483 e ivi morto nel 1546. La sua famiglia era di origine contadina, la cultura da cui proveniva superstiziosa, popolare, densa di contraddizioni, e si ripercuoterà in qualche modo almeno sulla tormentosità della sua vocazione religiosa, che lo porterà a farsi monaco agostiniano. Dopo aver compiuto studi giuridici, il giovane Lutero entrò nel convento di Erfurt nel 1505, e prese due anni dopo gli ordini sacerdotali. Poco dopo iniziò l’insegnamento di esegesi biblica presso l’università di Wittenberg e, deluso dalla formazione aristotelico-tomistica, cercò le sue risposte nello studio di Agostino, che costituirà la base per la sua concezione teologica. Contemporaneamente maturava in lui un senso di profonda critica nei confronti della Chiesa romana, che in quegli anni bandiva la vendita delle indulgenze e cedeva alla corruzione nepotistica. Il 31 ottobre del 1517, affisse sul portale della cattedrale di Wittenberg le famose 95 tesi, con le quali accusava pubblicamente la Chiesa papale, da cui si sarebbe distaccato definitivamente; da questo momento si fa iniziare convenzionalmente la Riforma, alla quale egli dedicò la sua vita e tutta la sua preparazione. Compose numerosi scritti, tra cui Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca per la riforma del ceto cristiano, Sulla schiavitù babilonese, Della libertà del cristiano. La polemica con Roma si inasprì fino ad arrivare alla scomunica nel 1521 e alla messa al bando dall’impero. Molto importante per la diffusione delle idee luterane la traduzione in tedesco della Bibbia da lui redatta.

 

Riforma
 

Movimento di rinnovamento della cristianità che, nato all’interno della Chiesa cattolica, se ne distaccò, finendo addirittura con l’opporsi ad essa, considerando il Papato di Roma come l’incarnazione dell’Anticristo o di Satana. Se è centrale e determinante l’esperienza di Martin Lutero, che per primo creò una forte scissione con le 95 tesi diffuse nel 1517 in cui si denunciavano gli scandali di Roma, bisogna considerare anche la molteplicità della reazione protestante, che comprende personaggi come Calvino, o rivoluzioni come quella anglicana, iniziata da Enrico VIII e proseguita da Elisabetta I, nonché l’esperienza svizzera di Zwingli, confluita nel calvinismo.
La Riforma è stata interpretata anche come un risveglio religioso, come una  recisa volontà di rinnovamento spirituale, che va al di là dei presupposti economici e politici che pure si fusero con quelle idee. 
I concetti fondamentali del pensiero riformista riguardano la negazione della Chiesa romana come mediatrice tra uomo e Dio, e soprattutto il presupposto che la Chiesa visibile non sia la vera Chiesa di Dio, poiché questa è composta dagli eletti ed è predestinata fin dalla fondazione del mondo. In secondo luogo, il pensiero protestante nega la validità dei sacramenti o la facoltà sacerdotale di amministrarli, attaccando duramente l’ordinamento della Chiesa cattolica.

 

Giovanni Calvino
 

Riformatore religioso nato a Noyon nel 1509 e morto a Ginevra nel 1564. Di origini borghesi, ricevette una formazione umanistica raffinata, alla Sorbona, in particolare vicina alle posizioni dell’umanesimo erasmiano, nonché sensibile ai classici. Si avvicinò alle idee della riforma luterana, venne a contatto a Parigi con il circolo spiritualista di Margherita di Navarra, sorella di Francesco I, e con il circolo neoplatonico di Lefèvre d’Etaples, ma, in seguito alla politica antiereticale di Francesco I, lasciò Parigi per Strasburgo e per Ginevra, dove decise di stabilirsi e di lavorare per un nuovo programma di riorganizzazione politica e religiosa. Vennero proclamate così le Ordonnances ecclésiastiques, che serviranno in seguito come modello a tutte le costituzioni di ispirazione calvinista. Nel 1536 fu pubblicata a Basilea la sua opera fondamentale, l’Institutio christianae religionis, tradotta poi in francese dallo stesso Calvino nel 1541. Tra i vari effetti che il pensiero calvinista ebbe su certi paesi europei, è da ricordare l’azione di unificazione e coesione che esercitò sui Paesi Bassi che, in seguito, riuscirono a liberarsi dalla politica filocattolica e repressiva di Filippo II, e a proclamare la Repubblica delle province unite nel 1579.
 

Il Concilio di Trento

Previsto inizialmente come strumento di ricomposizione della frattura fra il Papa e Lutero, il concilio fu convocato e si svolse solo dopo lunghi rinvii ed esitazioni, diventando infine solo uno strumento di solenne condanna dei protestanti.
 

Canoni sulla giustifiazione

Tra i dogmi che il concilio volle ridefinire, il primo posto toccava alle questioni della fede e delle opere, della grazia e del libero arbitrio. Su tutti questi problemi il concilio pronunciò la sua parola definitiva con i "canoni sulla giustificazione", approvati il 13 gennaio 1547, che scagliavano la maledizione (anatema) sulle tesi condannate.


1. Se qualcuno afferma che l'uomo può essere giustificato davanti a Dio dalle sue opere, compiute con le sole forze umane, o con il solo insegnamento della legge, senza la grazia divina meritata da Gesù Cristo: sia anatema.
3. Se qualcuno afferma che l'uomo, senza previa ispirazione e aiuto dello Spirito Santo, può credere, sperare e amare o pentirsi come si conviene, perché gli venga conferita la grazia della giustificazione: sia anatema.
4. Se qualcuno dice che il libero arbitrio dell'uomo mosso ed eccitato da Dio, non coopera in nessun modo esprimendo il proprio assenso a Dio, che lo muove e lo prepara a ottenere la grazia della giustificazione; e che egli non può dissentire, se lo vuole, ma come cosa senz'anima non opera in nessun modo e si comporta del tutto passivamente: sia anatema.
5. Se qualcuno afferma che il libero arbitrio dell'uomo dopo il peccato di Adamo è perduto ed estinto; o che esso è cosa di sola apparenza anzi nome senza contenuto e finalmente inganno introdotto nella Chiesa da Satana: sia anatema.
6. Se qualcuno afferma che non è in potere dell'uomo rendere cattive le sue vie, ma che è Dio che opera il male come il bene, non solo permettendoli, ma anche volendoli in sé e per sé, di modo che possano considerarsi opera sua propria il tradimento di Giuda non meno che la chiamata di Paolo: sia anatema.
7. Se qualcuno dice che tutte le opere fatte prima della giustificazione, in qualunque modo siano compiute, sono veramente peccati che meritano l'odio di Dio, e che quanto più uno si sforza di disporsi alla grazia tanto più gravemente pecca: sia anatema.
8. Se qualcuno afferma che il timore dell'inferno, per il quale, dolendoci dei peccati, ci rifugiamo nella misericordia di Dio o ci asteniamo dal male, è peccato e rende peggiori i peccatori: sia anatema.
9. Se qualcuno afferma che l'empio è giustificato dalla sola fede, così da intendere che non si richieda nient'altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà: sia anatema.
14. Se qualcuno afferma che l'uomo è assolto dai peccati e giustificato per il fatto che egli crede con certezza di essere assolto e giustificato, o che nessuno è realmente giustificato, se non colui che crede di essere giustificato, e che l'assoluzione e la giustificazione venga operata per questa sola fede: sia anatema.
15. Se qualcuno afferma che l'uomo rinato e giustificato è tenuto per fede a credere di essere certamente nel numero dei predestinati: sia anatema.
17. Se qualcuno afferma che la grazia della giustificazione viene concessa solo ai predestinati alla vita, e che tutti gli altri sono bensì chiamati, ma non ricevono la grazia, in quanto predestinati al male per divino volere: sia anatema.
18. Se qualcuno dice che anche per l'uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili a osservarsi: sia anatema.
19. Chi afferma che nel Vangelo non si comanda altro, fuorché la fede, che le altre cose sono indifferenti, né comandate, né proibite, ma libere; o che i dieci comandamenti non hanno nulla a che vedere coi cristiani: sia anatema.
20. Se qualcuno afferma che l'uomo giustificato e perfetto quanto si voglia non è tenuto a osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa, ma solo a credere, come se il Vangelo non fosse altro che una semplice e assoluta promessa della vita eterna, non condizionata all'osservanza dei comandamenti: sia anatema.
21. Se qualcuno afferma che Gesù Cristo è stato dato agli uomini da Dio come redentore, in cui confidare e non anche come legislatore, cui obbedire: sia anatema.
24. Se qualcuno afferma che la giustizia ricevuta non viene conservata e anche aumentata dinanzi a Dio con le opere buone; ma che queste sono solo frutto e segno della giustificazione conseguita, e non anche causa del suo aumento: sia anatema.
25. Se qualcuno afferma che in ogni opera buona il giusto pecca almeno venialmente, o [cosa ancor più intollerabile] mortalmente, e quindi merita le pene eterne, e che non viene condannato solo perché Dio non gli imputa a dannazione quelle opere: sia anatema.
30. Se qualcuno afferma che, dopo aver ricevuto la grazia della giustificazione, a qualsiasi peccatore pentito viene rimessa la colpa e cancellato il debito della vita eterna in modo tale che non gli rimanga alcun debito di pena temporale da scontare sia in questo mondo sia nel futuro in purgatorio, prima che possa essergli aperto l'ingresso al regno dei cieli: sia anatema.
31. Se qualcuno afferma che colui che è giustificato pecca, quando opera bene in vista della eterna ricompensa: sia anatema

 



La riforma protestante