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ANARCHIA
Dottrina politica e filosofica sviluppatasi nell’Ottocento, che propugna l’abolizione dello stato e di ogni potere costituito in nome della libertà e dell’autonomia individuale.La sua origine si fa risalire a Max Stirner (1806-56, L'unico e la sua proprietà), il quale predica come realtà veramente originaria il solo individuo: come conseguenza lo Stato e la Chiesa, intese come strutture che impongono un ordine e una legge comune ai singoli individui, rappresentano un'ingiustizia e un limite innaturale all'iniziativa e alle istanze del singolo.
Sarà Michele Bakunin (1814-96) a fare dell'anarchismo teorico un movimento politico volto ad incidere nella prassi della storia e della lotta sociale. Bakunin predicherà la necessità pratica di distruggere tutte le leggi, tutte le credenze e tutte le istituzioni.
Anarchia è un termine di origine greca composto dal privativo a- e arché, “comando”, “potere”, “principio”, ovvero “senza comando”, “senza principio”
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ANTILOGIA
Arte di dimostrare la validità di entrambe le argomentazioni opposte su un argomento, ovvero l'arte di dare forma di verità a qualsiasi argomentazione.
ANTROPOMORFISMO
Attribuzione di caratteri umani alle divinità
Concenzioni antropologiche della divinità sono testimoniate fin dalla remota antichità da reperti archeologici, a cui si affiancano successivamente opere letterarie, come i poemi di Omero e di Esiodo. Contro la tendenza dell'antropomorfismo insorge fin dai suoi inizi la filosofia: con Senofane, poi con i filosofi posteriori (ad eccezione degli epicurei) e, in particolar modo, con il cristianesimo. In epoca moderna, il problema dell'antropomorfismo nella religione è stato affrontato con decisione e rigore da Spinoza, dagli illuministi e, nell'Ottocento, da Feuerbach.

 
APOLLINEO-DIONISIACO
Nella filosofia di Nietzsche, si tratta di impulsi dualistici che caratterizzano radicalmente lo spirito della grecità antica e poi attraversano con il loro gioco dialettico l'intera cultura umana,
L'apollineo è l'impulso solare della forma armoniosa, il dionisiaco è l'impulso vitale e caotico dell'ebbrezza creativa. Si manifestano inoltre quali impulsi alla base dell'esperienza artistica. Apollo è il Dio della luminosa razionalità, Dionisio è il Dio della vitalità passionale e istintiva.

 
A POSTERIORI CONOSCENZA
La conoscenza a posteriori è la conoscenza empirica dei fenomeni, quel modo di conoscere la realtà che viene “dopo” (a-posteriori) la percezione oggettiva dei fenomeni fornita dalla conoscenza a-priori. Conoscenza a posteriori è allora tutta la gamma di conoscenze che derivano dall'esperienza, diversamente dalla conoscenza a priori che intuisce (e conosce) direttamente le cose indipendentemente da essa.
 
A PRIORI CONOSCENZA
La conoscenza a priori è quella conoscenza dei fenomeni che l'uomo possiede già, perché frutto di un modo di considerare le cose già stabilito dalla struttura stessa dei sensi. A priori, ad esempio, è il modo di conoscere (percepire) il tempo e lo spazio, i quali vengono percepiti come “tempo” e come “spazio” proprio in forza della struttura stessa della mente, che non può non considerare, immersa com'è nel mondo, una realtà priva di spazio e di tempo.
La conoscenza a priori deriva quindi direttamente dalla struttura stessa dei sensi, essa è data quindi “prima” (a-priori) rispetto a qualsiasi dato dell'esperienza. La conoscenza "a-priori" precede quindi gli effetti (gli avvenimenti empiricamente riscontrabili)..  Kant...

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ASCETISMO
Complesso delle pratiche di rinuncia e penitenza miranti a realizzare l’ascesi.
L'ascetismo è quella dottrina spirituale che predica il distacco dagli eventi del mondo, dalle passioni e dagli istinti attraverso la pratica dell'isolamento, della meditazione, della preghiera e del digiuno. Attraverso l'ascesi l'uomo abbandona il superfluo per concentrarsi sulla propria interiorità e sulla propria spiritualità.
Inizialmente riferito alle regole di vita degli atleti greci (a cui si riferisce il significato originario di “esercizio”), il termine inizia a inerire alla pratica spirituale e morale con i pitagorici, i cinici e gli stoici, i quali tramanderanno nel medioevo il concetto di ascesi come mortificazione, spegnimento delle passioni, abbandono del superfluo.

 
ATARASSIA
Imperturbabilità del saggio di fronte alle passioni e alle vicende del mondo. apatia, indifferenza. L’intero impianto filosofico di Epicuro (ma anche degli Scettici, seppure per vie diverse) tende al conseguimento dell’atarassia.
 
ATOMISMO
E' la dottrina secondo cui la realtà è composta da atomi (dal greco atomon , "che non si può tagliare"), ovvero di particelle indivisibili che costituiscono gli elementi ultimi in cui essa può venire suddivisa. Nell'antichità, furono atomiste le filosofie di Democrito e di Epicuro; ma Leibniz, nel Seicento, mise alla berlina il concetto di atomo fisico, facendo notare come una particella, per quanto piccola, sia pur sempre (almeno concettualmente) ulteriormente divisibile. Russell introduce la nozione di atomo logico per indicare la teoria secondo cui esistono atomi logici, ovvero proposizioni elementari (o atomiche) alle quali si perviene attraverso l'analisi di proposizioni complesse (o molecolari).
Nella filosofia greca e latina, dottrina secondo cui la realtà è il risultato dei processi di aggregazione e disgregazione degli atomi
nel pensiero scientifico moderno, concezione della struttura della materia secondo cui i fenomeni osservabili sono riconducibili a proprietà dinamiche e strutturali delle particelle elementari .
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BOOLEANO
Relativo alle teorie di G. Boole. Boole è il teorizzatore dell'algebra binaria, ovvero di quel sistema che presenta come insieme di numeri possibili solo l'1 e lo 0. Data la struttura del suo sistema algebrico, che espone le combinazioni di soli due valori, il sistema booleano ha trovato applicazione nella riduzione matematica dei problemi logici, i quali rispondo necessariamente ai valori di vero (1) e falso (0). In forza di queste premesse la logica binaria è alla base anche dei circuiti elettronici.
 
CARATTERISTICA-COMBINATORIA
Programma filosofico esposto da Leibniz nel saggio De arte combinatoria (1666).
Il programma consta di due parti:la caratteristica è il progetto di un linguaggio simbolico attraverso il quale analizzare tutti i concetti,riconducendoli a combinazioni (secondo regole) di simboli primitivi semanticamente trasparenti,il qui significato,cioè,sia immediatamente perspicuo a chiunque li veda.La caratteristica dovrebbe rendere possibile la dimostrazione di tutte le verità"di ragione",cioè dipendenti esclusivamente da relazioni tra concetti:essa infatti renderebba immediatamente visibile (ad esempio) l'inclusione del concetto "animale" nel concetto "uomo",e quindi la verità di "Gli uomini sono animali".
La seconda parte del programma,la combinatoria,è il progetto di un calcolo capace di produrre "per combinazione"nuovi concetti e nuove verità(come l'idea di arma da fuoco  è nata,secondo Leibniz, combinando le idee di polvere da sparo e di strumento bellico).L'idea della combinatoria è quella di un procedimento meccanico di scoperta,in cui l'intuizione e l'invenzione siano sostituite dall'aplicazione di regole di calcolo: grazie ad essa "l'invenzione di macchine non sarà più difficile dell'esecuzione di costruzioni geometriche".
Leibniz realizzò una parte molto piccola (ti pareva!!!) del programma della combinatoria: ma dai suoi tentativi in questa direzione nacquero i suoi importanti contributi alla logica. In epoca contemporanea, il programma della caratteristica è stato ripreso dall' analisi componenziale, che ha avuto molte applicazioni nella semantica lessicale dei sistemi di intelligenza artificiale.

 
CATARSI
Nell’antica religione greca e nella filosofia pitagorica e platonica: purificazione dell’anima .
Per Platone è la liberazione dal corpo per opera della morte, vista come ritorno dell'anima alla perfezione dopo la costrizione limitante vissuta entro la materia.
Nella “Poetica” di Aristotele: purificazione dell’anima dalle passioni che si verifica in chi assiste a una tragedia
Purificazione, redenzione
In psicoanalisi: liberazione da tensioni psicologiche attraverso la rievocazione degli eventi che le hanno causate .
In senso più ampio il termine prende il significato di eliminazione delle impurità e dei gravami dello spirito ("procedimento catartico": processo attraverso il quale ci si libera delle impurità dello spirito e si ritorna a uno stato di purezza originaria).

 
CAVERNA DI PLATONE
Il mito platonico contenuto nel dialogo Repubblica che è metafora della condizione umana rispetto alla conoscenza della realtà..
 
CINESICA
Branca della semiotica che analizza la gestualità umana(linguaggio gestuale) intesa come forma di significazione.
La ricerca sul comportamento motorio si svolge a due livelli:uno microcinesico ed uno macrocinesico.Generalmente, l'analisi macrocinetica è condotta a livello paralinguistico, cioè sulla gestualità che accompagna il parlato.

 
COGITO
Nella filosofia di Cartesio la realtà più certa ed evidente che sopravvive a qualsiasi forma di dubbio assoluto. Per questo motivo, nel sistema cartesiano, il cogito, ovvero il "pensato", è preso a fondamento delle successive deduzioni e dimostrazioni. Cartesio avverte infatti che anche volendo dubitare sulla verità di ogni realtà, esiste sempre e comunque "un qualcosa" di certo ed evidente che è in grado di porsi la volontà di dubitare: questo qualcosa è il cogito, il pensato che contiene ed esprime il dubbio.
 
COGNITIVISMO
Lo studio dell'intelligenza(ragionamento,percezione,linguaggio,memoria,controllo dei movimenti)che abbracia parti di diverse discipline accademiche: la psicologia sperimentale, la linguistica, l'informatica, la filosofia,la neuroscienza.
 
COMPORTAMENTISMO
Il termine traduce l'americano behaviorism con riferimento a tendenze filosofiche e metodologiche,sopratutto nell'ambito degli studi psicologici, degli inizi del Novecento. La contrapposizione tradizionale è fra comportamentismo e mentalismo. Lo sviluppo della psicologia, tra fine Ottocento e primo Novecento, come disciplina scientifica, aveva portato all'adozione di metodi sperimentali, controllabili in laboratorio, in maniera quanto più possibile analoga a quella delle scienze naturali.Cercò di spiegare il comportamento degli organismi (inclusi gli esseri umani)con leggi di condizionamento stimolo/risposta.
 
CORTECCIA
La superficie sottile degli emisferi cerebrali, visibile come sostanza grigia, contenente i corpi dei neuroni e le loro sinapsi con altri neuroni, dove avviene la computazione neurale nei emisferi cerebrali. Il resto degli emisferi cerebrali consiste di sostanza bianca, grovigli di assoni che connetono una parte di corteccia con un'altra.
 
CROMOSOMA
Un lungo pezzo di DNA che contiene migliaia di geni in una confezione protettiva. Ci sono ventitrè cromosomi nello spermatozoo e nell'uovo umani; ci sono ventitrè coppie di cromosomi (una dalla madre e una dal padre) in ogni cellula umana.
 
DEDUZIONE
Ragionamento attraverso il quale da determinate premesse generali vengono ricavate conclusioni logicamente necessarie | la conclusione dedotta attraverso tale procedimento.
Il desumere, l’arguire | ciò che viene desunto, giudizio che si dà in base a una serie di dati; conclusione: le mie deduzioni sono state confermate
Aristotele l'identifica col sillogismo e, in quanto ragionamento che va dall'universale al particolare, la distingue dall'induzione (che invece va dal particolare all'universale). Nel pensiero moderno, essa rimane alla base dell'atteggiamento razionalistico, anche se spesso non viene più identificata col sillogismo, bensi col modello di procedura della matematica. Nell'Ottocento la deduzione sillogistica fu bersagliata da John Stuart Mill, che vide in essa un circolo vizioso, poichè la conclusione (Socrate è mortale) è già contenuta nella premessa (tutti gli uomini sono mortali).

 
DEISMO
Dottrina che, rifiutando la rivelazione e i dogmi, concepisce un Dio come principio ordinatore razionale della natura.
Il Deismo è una dottrina filosofica sviluppata dall'illuminismo francese che sostiene che la ragione è bastevole a giustificare la presenza di Dio nell'universo, considerando di fatto ogni forma di religione e di fede un'inutilità pratica. Per i deisti Dio non interviene nelle faccende umane (non interviene nelle questioni morali) ma si limita solo a garantire il corretto funzionamento del mondo naturale.
Rifiutando ogni forma di rivelazione, di autorità divina, di culto e di mistero, ammette solo quei principi religiosi e morali cui l'uomo può giungere con la ragione e attraverso lo studio della natura: " il Dio dei filosofi e degli scienziati " definiva Pascal il Dio dei deisti, per distinguerlo dal Dio-persona ( " Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe ") delle religioni rivelate. Il Dio dei deisti non è un Dio persona da pregare, è più un "robot" che garantisce l'ordine fisico del mondo. Deista convinto fu, ad esempio, Voltaire.
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DETERMINISMO
Dottrina filosofica sostenente che ogni evento ed ogni accadimento nasce in forza di cause necessarie e precise, e non da una pura casualità. Il determinismo considera quindi vincolante per ogni fenomeno il principio di causa ed effetto, per cui a certe cause corrispondono sempre certi effetti.
Determinismo economico  denominazione, anche polemica, data alla dottrina marxista secondo cui tutti i fenomeni ideologici, politici, sociali, ecc. sono determinati da fattori di tipo economico, spec. dai rapporti di produzione..

 
DIACRONIA
Lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo una prospettiva evolutiva | lo sviluppo dei fatti linguistici nel tempo.
Lo studio e la valutazione di un fatto qualsiasi secondo il suo divenire nel tempo | l’evoluzione storica di tale fatto.

 
DIALETTICA
La dialettica è quel processo logico per cui da due termini divisi e distinti, chiamati "tesi" e "antitesi", si giunge alla formulazione di una "sintesi", che è il momento di unificazione dei tue termini in una nuova tesi. (Hegel.)
La parola fu usata per la prima volta da Zenone di Elea e designa un dialogo in movimento, un confronto di posizioni (dal greco dia + logoV , 'dialogo che va da una parte all'altra' ). Con Hegel si riveste di nuovi significati: da buon idealista, convinto che realtà e pensiero siano la stessa cosa, è evidente che per Hegel le leggi che presiedono all'andamento del pensiero e all'andamento della realtà siano le stesse.
Il termine trae origine da Platone, il quale vede nella dialettica non solo il modo in cui le idee si rapportano nella loro struttura gerarchica, ma anche il processo dinamico che permette di definire una cosa partendo dal confronto con i concetti delle altre cose.
In forza di questi significati, è detto procedimento dialettico un processo che permette ad un certo stato di svilupparsi ed essere in movimento in forza della contrapposizione dinamica dei suoi elementi.
Da ricordare come il termine sia stato utilizzato in epoca classica per designare la stessa logica, con riferimento alla radice comune che vuole dialettica e logica unite dal fatto di essere "discorsi" dinamici e che operano una separazione delle parti oggetto di analisi.
Dialettica degli opposti Nell’Idealismo, attività che opera la sintesi di tesi e antitesi, nella sfera delle cose concrete dialettica dei distinti
In Croce, d. per cui lo spirito, con un processo circolare, passa da un grado all’altro senza annullare i precedenti dialettica trascendentale
In Kant, attività del pensiero che crede di arrivare alla conoscenza dell’anima, del mondo e di Dio sul solo fondamento di ragionamenti teorici .
Abilità nel sostenere verbalmente in modo convincente le proprie argomentazioni: avere una d. pari a quella di un oratore, cedere alla d. del proprio avversario

 
DIONISIACO SPIRITO
Nella filosofia di Nietzsche, lo spirito dell'irrazionale contrapposto alla razionalità apollinea. Dioniso (Bacco per i romani) è il dio della musica, dei teatranti e dei baccanali, colui il quale rappresenta l'impeto dei sensi laddove Apollo è l'armonia e l'equilibrio. Legato a Dioniso è l'ebrezza che deriva dall'arte sensuale, ovvero la musica e la danza.
Lo spirito dionisiaco è dunque per Nietzsche lo spirito gaio e entusiasta dell'uomo che dice "sì" alla vita, la quale ha i tratti autentici dell'imprevisto, nell'irrazionale e nell'impeto sensuale.

 
DISTURBI DEL LINGUAGGIO
Esiste una gerarchia di fattori comunicativi che permette di classificare il ritardo di acquisizione o la perdita del linguaggio secondo turbe della spinta volitiva, dei mezzi cognitivi o degli strumenti periferici di ingresso e di uscita dei messaggi.
Le turbe del linguaggio caratterizzano, secondo la foniatria, sei gruppi patologici: il mutismo afasico, il mutismo oligofrenico, il sordomutismo, il ritardo semplice di linguaggio (e la disfasia evolutiva), l'audimutismo (carenziale, nevrotico o psicotico).Quest'ultimo comprende tutte le alterazioni comunicative legate a turbe psicoaffettive e socioculturali.

 
EMPIRICO
Relativo all’empirismo; che si basa sull’esperienza, sull’osservazione dei fatti: conoscenza empirica
L'empirismo è quella corrente filosofica affermante che ogni dato della conoscenza proviene solo dall'esperienza e non da idee già presenti alla mente.
Viene conosciuto con il nome di empirismo logico il neopositivismo.

 
ENTELECHIA
Nella filosofia di Aristotele la caratteristica propria degli enti in atto di avere ogni propria possibilità espressa nel proprio essere. In Leibniz l'entelechia è riferita alla qualità propria della monade di avere il compimento del proprio fine in sé stessa senza l'apporto di alcun principio esterno.
Nelle teorie vitaliste: principio vitale opposto alla materia.

 
ENTROPIA
Nella fisica termodinamica, indice di degradazione dell'energia di un determinato sistema fisico. In un sistema chiuso, in presenza di una trasformazione dell'energia, parte di essa viene irrimediabilmente persa, in modo che all'atto di una conversione inversa, non è possibile ristabilire l'intera quantità di energia presente inizialmente (seconda legge della termodinamica).
Per estensione si designa come entropia una tendenza intrinseca ad un sistema di perdere irreversibilmente parte del proprio ordine o delle proprie qualità.
Nella teoria dell’informazione, perdita di informazioni nella trasmissione dei messaggi.
Tendenza al disordine, caos.

 
ERMENEUTICA
Dal greco hermeneutike (“tecnica dell'interpretazione”), dal verbo hermeneuein (“interpretare”). Per ermeneutica, nel senso più ampio, si intende qualsiasi tecnica che permetta di interpretare un testo, un documento, un'epoca storica e qualsiasi altro discorso o segno. In età medievale l'ermeneutica fu la disciplina che interpretava il testo biblico. In età moderna il termine è stato proposto da Schleiermacher, quindi, in epoca contemporanea, ha visto una sua riformulazione per opera di Gadamer.
L'ermeneutica contemporanea si configura come il metodo per il quale ogni aspetto della realtà presente e passato è interpretabile a partire dalla conoscenza del suo carattere storico e legato ad una particolare tradizione culturale. La verità non è quindi qualcosa che rimane al di sopra di ogni cosa, stabile e immutabile indipendentemente dalle epoche e dalle diverse società, ma è il senso che può via via rivestire la realtà entro i cammini mutevoli e soggettivi dati dall'interpretazione degli eventi.

 
FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO
La riflessione filosofica sulle Iingue (naturali e artificiali), sulla funzione linguistica e sulla (o sulle) facoltà su cui essa è basata. In questa accezione
generale del termine, la f d I è antica quasi quanto la filosofia stessa, e vi rientrano a pieno titolo testi come il  Cratilo di Platone, le Categorie e sull'espressione di Aristotele,buona parte della cosiddetta "logica" medioevale  (per es. le teorie della suppositio),il III libro del Saggio sull'intelletto umano di Locke,e cosi via, fino a molti testi di Heidegger,Gadamer, Foucault o Derrida. In un'accezione più restrittiva, oggi prevalente la filosofia del linguaggio è un settore di ricerca prevalentemente interno alla filosofia analitica, che ha i suoi classici in Frege, Russell e Wittgenstein e la cui bibliografia è per la maggior parte in lingua inglese..La f .d . l. in questo senso più specifico include programmi di ricerca come la Pragmatica filosofica(Austin, Searle, Grice) e confina con gli aspetti più generali della riflessione di Chomsky.Il suo nucleo principale è costituito dalle discussioni sul significato nelle lingue naturali,sia come analisi filosofiche autonome, sia in quanto funzionali alla fondazione di una semantica delle lingue naturali. Buona parte della ricerca in quest'area (Carnap, Montague, Davidson,Kamp, Barwise e Perry) è orientata in senso formale, cioè si avvale degli strumenti forniti dalla logica e dallo studio dei linguaggi artificiali per sviluppare teorie volte ad esplicitare il significato delle espressioni di una lingua naturale (in questo ambito il lavoro di più vasta portata è quello svolto da Montague e dalla sua scuola, D. Kaplan, H.Kamp:>grammatica di Montague).
Tra gli strumenti formali, hanno avuto un ruolo importante la teoria dei modelli originata dal lavoro di Tarski e la semantica dei mondi possibili sviluppata da Kripke e altri.Peraltro, molte analisi classiche della filosofia del linguaggio contemporanea, come l'analisi semantica dei nomi propri di Kripke o quella di Putnam dei nomi di genere naturale (riferimento) sono solo indirettamente connesse con il progetto di una semantica formale (e anzi hanno contribuito a metterne in discussione alcuni aspetti). In tempi recenti, i limiti intrinseci della semantica basata sulla teoria dei modelli e il confronto con le problematiche dell'intelligenza artificiale hanno prodotto una tendenziale separazione, all'interno della f.d.l, tra ricerche orientate in senso cognitivo e attente ai processi di comprensione del linguaggio(Jackendoff, Fauconnier, Block, McGinn) e ricerche più fedeli all'idea dell'autonomia della semantica rispetto alla psicologia, e intrecciate con discussioni di ontologia  (Kaplan, Almog, Bealer).

 
FORMALISMO
Dal latino formam, derivante dal greco morphe (“forma”). In generale, il formalismo indica qualsiasi atteggiamento filosofico che prende come principio delle sue argomentazioni gli aspetti formali della realtà. In estetica il formalismo indica la teoria per cui sono esclusivamente gli aspetti formali di un'opera d'arte (i suoi colori, il suo disegno, il suo stile, il suo suono o le sue forme, nel caso della scultura) a determinarne il valore.
Con Hilbert, il formalismo diviene invece quella teoria per cui ogni sistema matematico deve la sua validità solamente dagli aspetti formali dei suoi teoremi e dei suoi processi intrinsechi, per cui un sistema matematico è valido se non presenta alcuna contraddizione al suo interno. Questo atteggiamento si oppone al logicismo. Il progetto formale di Hilbert venne messo poi in crisi da Godel.
Tendenza a dare eccessiva importanza alle forme esteriori, alle convenzioni sociali; atteggiamento formale: il suo f. mi riesce insopportabile
Arte, dottrina che fa della perfezione stilistica e dei valori formali l’essenza dell’opera d’arte, lasciando gli aspetti contenutistici in secondo piano | la pratica artistica che segue tale indirizzo teorico
Movimento critico e letterario, sorto in Russia fra 1914 e 1930, che si prefiggeva di esaminare compiutamente l’insieme delle caratteristiche formali del testo letterario
Formalismo giuridico  teoria secondo cui il diritto darebbe maggiore importanza alla forma piuttosto che alla sostanza applicando le norme giuridiche in modo generale e astratto e non in base al singolo caso concreto.

 
FRAME
In telematica, pacchetto di bit che costituisce un’unità strutturata di informazioni.
La singola immagine che può essere visualizzata da un nastro videomagnetico e corrisponde a un fotogramma cinematografico.

 
GENE
1) un pezzo (o un insieme di pezzi) di DNA che ha le informazioni necessarie per costruire un tipo di molecola preteica;
2) un pezzo di DNA abbastanza lungo per sopravvivere intatto attraverso molte generazioni di ricompinazione sessuale;
3) un pezzo di DNA che, in confronto ad altri pezzi che potrebbero risiedere in quel punto del cromosoma, contribuisce alla specificazione di qualche tratto dell'organismo (per esempio."un gene per gli occhi azzurri").

 
GESTALT
Teoria secondo cui il fenomeno percettivo non è spiegabile come giustapposizione o semplice somma di singole unità particolari, ma come totalità organizzata.
In arte, principio estetico che si fonda sul rapporto tra elemento sensibile ed elemento riflesso, e conferisce valore a un’opera solo nel suo insieme negandolo alle singole parti.

 
IDEALISMO
Attitudine dello spirito che porta a credere in alti ideali e a vivere in base a essi:.
Tendenza a ignorare la realtà, mancanza di concretezza: un sognatore prigioniero del suo i., rifugiarsi nell’i.
Qualsiasi filosofia che, come già quella di Platone, ponga le idee come modello, fondamento ed essenza della realtà.
Nel XIX sec., corrente filosofica, sorta in Germania, che spiega la realtà come prodotto dell’autocoscienza di uno spirito assoluto trascendente.
Idealismo trascendentale: dottrina elaborata dal filosofo tedesco I. Kant, secondo la quale la realtà è una costruzione dell’intelletto che interpreta i dati forniti dai sensi mediante le proprie categorie a priori..

 
INDUZIONE
E’ il risalire da casi singoli all’universale (è il contrario della deduzione). Una o più affermazioni (dette premesse) ne implicano induttivamente un’altra (detta conclusione) se la verità delle prime rende più o meno probabile che quest’ultima sia vera . L’inferenza da "nessun cane che io conosca è vizioso" a "assolutamente nessun cane è vizioso" è un’inferenza induttiva perchè la verità della prima affermazione rende probabile che la seconda sia vera ma non lo garantisce. A dubitare in qualche modo della validità dell’induzione saranno Bacone e, successivamente, Mill; nel ‘900, Popper le negherà ogni valore.
 
INNATISMO
Dottrina che sostiene la presenza nell’uomo di principi conoscitivi o comportamentali innati, in quanto trasmessi dalla divinità o geneticamente ereditati
Il termine designa ogni atteggiamento filosofico che affermi la presenza di conoscenze acquisite già prima della nascita, indipendentemente dai dati appresi dall'esperienza. La dottrina è quindi presente già in Platone (anamnesi) e in molti altri pensatori (importante il concetto di conoscenza a priori in Kant), mentre è generalmente negata dagli empiristi inglesi.

 
LIBERO ARBITRIO
Il termine arbitrio si riferisce alla capacità di giudicare in assoluta libertà attorno a un fatto o a un concetto. Il libero arbitrio è quindi la facoltà propria dell'uomo di essere libero da qualsiasi necessità riguardo alle decisioni che vuole prendere. Per essere realmente libera, una scelta non deve avere nulla alle sue spalle che la determini, sia direttamente che indirettamente.
Sul termine molto si è discusso e molto si discute: un libero arbitrio assoluto comporterebbe infatti l'inesistenza di un qualsiasi principio divino, mentre, al contrario, l'esistenza di un Dio onnipotente comporterebbe l'impossibilità di una qualsiasi libertà di fatto.
Se fosse vero il primo caso, il divino non potrebbe nulla contro la libera decisione dell'uomo di fare il bene e il male, e questo contraddirebbe l'onnipontenza divina (nonostante ciò, è questa la strada seguita dalla tradizione teologica, per cui Dio ha concesso all'uomo il libero arbitrio, ovvero la possibilità di scegliere il male).
Visione opposta è per contro quella dello stoicismo: il libero arbitrio non esiste nella sua forma assoluta poiché ogni cosa del mondo risponde alla legge del logos che la costringe entro un destino necessario.

 
LOGICA
Dal greco logos ("discorso, ragione"). La logica è la disciplina strutturata che intende esporre e codificare il funzionamento del discorso dichiarativo e dimostrativo, ovvero i meccanismi che permettono di ragionare in modo corretto attorno ai concetti. In epoca classica per designare la disciplina era in uso anche il termine "dialettica", con riferimento alla capacità della logica di dimostrare le verità seguendo un percorso dinamico, parimenti al discorso, radice comune dei termini "logos" e dialettica. Aristotele la chiamava anche analitica, per il fatto che la logica comporta anche la scomposizione dei problemi nelle sue parti più semplici.
Logica degli enunciati  parte della logica che si occupa della validità dell’inferenza solo in base al significato dei connettivi.
Logica dei predicati parte della logica che si occupa della validità dell’inferenza in base al significato dei termini che indicano quantità.
Logica dei termini  sistema logico in cui sono considerati come variabili nomi e verbi.
Logica delle proposizioni sistema logico in cui sono considerate come variabili le proposizioni.
Logica deontica  basandosi su argomentazioni per esclusione, tratta delle proposizioni che si riferiscono alle idee di comando, permesso e divieto.
Logica estensionale  in cui il significato degli enunciati è denotato come vero o falso, e in base alla quale si possono definire regole di calcolo che consentono di eseguire operazioni fra enunciati.
Logica formale  che studia i modi della connessione di proposizioni indipendentemente dagli oggetti cui si applicano.
Logica fuzzy  in cui vengono accettati anche valori di verità intermedi tra il vero e il falso.

 
LOGICISMO
Dottrina filosofica che pone la logica a fondamento della filosofia o le assegna un’importanza preponderante in questo ambito
Corrente di pensiero nata alla fine dell’Ottocento, secondo cui l’intera matematica sarebbe riducibile a logica.(Frege, Russell e alcuni pensatori del Circolo di Vienna.). Tale visione trova il suo opposto nel formalismo.
Eccessivo rigore logico | tendenza a ridurre tutte le attività dello spirito a operazioni logiche.

 
MANICHEISMO
Nel sec. III d.C., religione gnostica mesopotamica fondata dal principe persiano Mani (216–277), che concepiva la realtà come una continua lotta fra due principi opposti, come il bene e il male, lo spirito e la materia, ecc.
Per estensione è detto manicheo un atteggiamento che radicalizza i giudizi sulle cose in senso estremo, non ammettendo la possibilità di posizione intermedie.( il suo m. rende impossibile ogni confronto).

 
METAFISICA.
Dal greco metà tà physikà, "oltre le cose sensibili (fisiche)". La metafisica è la disciplina che intende studiare le cause e il "perché" di ogni cosa, andando oltre la semplice considerazione dei dati empirici per indagare i principi primi che generano e determinano le cose esistenti.
La metafisica, secondo Aristotele, è la scienza prima, poiché essa si rivolge allo studio non di un determinato ente, ma allo studio di ogni ente in quanto ente, ovvero lo studio delle qualità generali e comuni ad ogni ente (cosa esistente).
Nella filosofia moderna esso è usato nel senso (anch'esso aristotelico) di "scienza prima", di disciplina filosofica fondamentale che sta alla base di ogni altra ricerca. In questo senso la metafisica può significare due cose: per un verso essa continua a indicare la ricerca filosofica sui principi costitutivi della realtà e dell'essere; per altro verso può indicare la ricerca preliminare sulle possibilità della conoscenza e sulla struttura generale del sapere: quest'uso riceve la sua formulazione più chiara in Kant, per il quale la metafisica è lo studio di quei principi (da Kant chiamate "forme") che, essendo intrinseci alla costituzione stessa della mente umana, condizionano ogni forma di conoscenza. Con Hegel la metafisica torna ad essere scienza della realtà e, poichè quest'ultima coincide con la razionalità, per lui metafisica e logica coincidono. Il valore ontologico della metafisica viene recuperato anche da Bergson seguendo però la strada opposta: egli svincola la metafisica da ogni fondamento intellettuale/razionale e vede nell'intuizione l'unica facoltà conoscitiva adatta a penetrarne i problemi. Heidegger ha dapprima concepito la metafisica come ontologia, volta a chiarire il problema del senso dell'essere a partire da quell'ente particolare che è l'esserci, per il quale è costitutivo porsi questo problema. In seguito, egli ha considerato la metafisica come il contrassegno di un'epoca che va da Platone fino a Nietzsche ed è caratterizzata dall'oblio dell'essere: ciò è dovuto al fatto che la metafisica pensa l'essere alla stregua di un ente, cioè come un qualcosa di presente e, quindi, di controllabile e dominabile; ma in tal modo smarrisce la verità dell'essere, che è disvelamento, ossia manifestarsi, ma insieme anche sempre nascondersi nel corso del tempo. Nell'ambito del neoempirismo, per esempio da parte di Carnap, la metafisica è invece intesa come un insieme di proposizione prive di significato, in quanto non riconducibili nè a tautologie nè ad asserzioni empiriche verificabili.


 
METEMPSICOSI
Credenza nella trasmigrazione dell'anima da un corpo all'altro in esistenze che si succedono nel tempo. Il termine significa, letteralmente, "passaggio dell'anima" (dal greco meta + yuch ) e designa una dottrina assai diffusa nell'antichità greca e orientale. La metempsicosi è elemento essenziale dell'Orfismo ed è oggetto dell'insegnamento di Pitagora. Anche Empedocle ne parla nelle Purificazioni , mentre in Platone se ne trovano ben due diverse interpretazioni come destino dell'anima per eccessivo attaccamento alla vita corporea (nel Fedone ) e come prospettiva propria di tutte le anime che, terminato il ciclo millenario della vita ultraterrena, devono tornare ad incarnarsi (nella Repubblica , mito di Er). In età rinascimentale, sulle orme di Bruno e di Telesio, molti pensatori reinterpretano la metempsicosi come principio della filosofia naturale. L'induismo e il buddhismosi fondano su di essa.
In alcune credenze e teorie religiose e filosofiche, trasmigrazione dell’anima dopo la morte in altri corpi, anche animali, vegetali o minerali, fino alla completa purificazione da una colpa o da un peccato; reincarnazione.

 
MISERIA DELLO STORICISMO
Titolo di un'opera di Popper ed espressione chiave della sua filosofia, della storia; lo storicismo nasconde una metafisica infondata, che presuppone in senso univoco e oggettivo delle vicende storiche e implica una concezione deterministica e totalitaria della realtà umana, come fosse governata da leggi fisse e invariabili, mentre si danno soltanto tendenze storiche interpretabili esclusivamente in base a ipotesi soggettive e variabili.
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MISTICISMO
Credenza religiosa o filosofica e atteggiamento spirituale secondo i quali la conoscenza perfetta è data dall’intima unione dell’individuo con il divino, raggiungibile mediante la meditazione interiore, la contemplazione, l’ascesi, ecc.
Senso di religiosità profonda, aspirazione a un completo distacco dalle cose terrene
Sentimento o disposizione d’animo particolarmente intenso e profondo
Atteggiamento di totale adesione, di fede incondizionata in un’ideologia, in un principio e sim.

 
MONADE.
Dal greco monos ("unico"). La monade è l'unità minima e indivisibile della sostanza spirituale di cui tutte le cose sono composte, secondo la filosofia di Leibniz.
Elemento ultimo e indivisibile della realtà considerato come unità reale metafisica, inestesa e spirituale.
Nella filosofia pitagorica, unità originaria dalla quale deriva la serie dei numeri.

 
MOVIMENTO
Il tipo principale di regola trasformazionale nella teoria di Chomsky, che muove un sintagma dalla sua posizione abituale nella struttura profonda a qualche altra posizione non saturata, lasciando dietro una traccia: Gianni crede che Maria abbia baciato Pietro  >Chi crede Gianni che Maria abbia baciato (traccia). Do you WANT WHAT  > WHAT DO YOU WANT (traccia).
 


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