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Argomentazione      Archivio



Discorso volto a persuadere. Come oggetto linguistico, un'argomentazione è una sequenza di proposizioni p1, p2, pn, di cui l'ultima (pn) costituisce la conclusione dell'argomentazione, mentre p1, p2, pn-1 ne sono le premesse. Le argomentazioni possono essere classificate da diversi punti di vista. Per Aristotele, la distinzione fondamentale era quella tra argomentazioni basate su premesse certe e argomentazioni le cui premesse sono soltanto plausibili: le une e le altre hanno struttura logica (cioè, per Aristotele, sillogistica), ma solo le prime sono produttive di scienza. Lo studio delle seconde è compito della dialettica. Poiché nella dialettica (in senso aristotelico) la validità logica è disgiunta dalla verità di premesse e conclusione, la tradizione medioevale e rinascimentale ha spesso chiamato "dialettica" lo studio delle proprietà formali delle argomentazioni, che noi chiamiamo "logica"; mentre allo studio dell'argomentazione comunque persuasiva è stato riservato il nome dí retorica. Qui la distinzione importante è quella tra argomentazioni logicamente valide (in cui la conclusione deriva dalle premesse in base a regole logiche) e altre argomentazioni, non logicamente valide ma ugualmente persuasive. Regole logiche sono quelle che "conservano la verità", cioè che non portano mai da premesse vere ad una conclusione falsa. Per la logica moderna, la distinzione principale resta quella tra argomentazioni logicamente valide e altre argomentazioni; una sottoclasse delle argomentazioni valide è costituita da quelle corrette, che oltre ad essere valide hanno premesse vere (e quindi una conclusione vera).
Lo studio delle argomentazioni non logicamente valide ma persuasive è stato ripreso negli anni Cinquanta dalla "nuova retorica" di. Perelman e Olbrechts-Tyteca [1958], Toulmin [1958] e altri, in esplicita polemica con le pretese di monopolio della razionalità avanzate dalla logica. Perelman e Olbrechts-Tyteca distinguono quattro classi di argomentazioni;
a) argomentazioni quasi-logiche, che sfruttano relazioni formali come compatibilità e incompatibilità, reciprocità, transitività;
b) argomentazioni basate sulla struttura della realtà, che sfruttano relazioni causali, di mezzo a fine, ecc.; ,
c) argomentazioni che tendono a imporre una certa struttura alla realtà, come quelle basate su esempi, o i ragionamenti per analogia;
d) argomentazioni che tendono a dissociare nozioni, o aspetti della realtà, che sono normalmente associati (fondamentali tra questi gli argomenti che contrappongono apparenza e realtà delle cose).
Le quattro classi non sono né esaustive, né veramente disgiunte, ma corrispondono piú che altro a punti di vista da cui possono essere studiati i procedimenti argomentativi. In tempi più recenti, lo studio dell'argomentazione si è avvicinato a settori di ricerca come l'analisi conversazionale, occupandosi, più che degli esempi letterari che avevano tanto spazio ancora nel Trattato dell'argomentazione, delle strutture argomentative negli scambi linguistici quotidiani.



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