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Atlante linguistico
Archivio
Strumento fondamentale e tradizionale della geografia
linguistica, l'atlante linguistico è la raccolta di un certo
numero di carte linguistiche di un dato territorio (solitamente
un'intera nazione o una regione), ordinate secondo determinati
criteri e ciascuna intestata a un concetto diverso e contenente
le rispettive traduzioni dialettali riportate sulla stessa base
cartografica, sulle quali sono riprodotti materiali dialettali
raccolti sincronicamente sul campo, da uno o piú raccoglitori,
per mezzo di inchieste condotte con uno o piú soggetti sulla
base di questionari opportunamente predisposti. Tali materiali,
registrati in trascrizione fonetica secondo la pronuncia locale,
sono costituiti sia da parole ed espressioni rispondenti a un
dato concetto o nozione o designanti un oggetto, sia da forme
nominali o verbali, sia ancora da intere frasi. A differenza di
quello geografico, che esaurisce in un determinato numero di
carte la sua materia, l'atlante linguistico non potrà mai
contenere tante carte quanti sono i concetti e le espressioni
che hanno corso e vita nei dialetti esplorati, bensí dovrà
limitarsi, per forza di cose, a rappresentare semplicemente una
porzione del lessico: un estratto comunque íl piú organico
possibile e in grado di fornire un quadro complessivo almeno dei
caratteri principali del territorio linguistico investigato,
onde consentirne lo studio. Di qui, l'importanza e, al tempo
stesso, la difficoltà che presenta la scelta delle nozioni nella
compilazione del questionario dì un atlante linguistico.
A seconda del territorio rappresentato, si riconoscono atlanti
nazionali o sovraregionali, che mirano a fornire le grandi linee
della situazione linguistica di un vasto territorio nazionale e
a prospettare e additare problemi generali di storia dialettale
(storicamente essi rappresentano gli atlanti della prima
generazione, sorti in concomitanza col nascere della geografia
linguistica e ispirati al prototipo degli atlanti, quello
francese dí Gilliéron ed Edmont); regionali e subregionali
(appartenenti alla seconda generazione), che si propongono di
precisare e meglio delineare gli aspetti particolari della
storia linguistica e della cultura specifiche di una regione o
subregione, risolvendo per lo piú problemi di microgeografia;
sovranazionali o plurilingui (detti anche plurinazionali e
interlinguali), il cui campo di osservazione si allarga sino a
comprendere il panorama dialettale di piú territori nazionali o
di un intero continente caratterizzati da un'unità culturale di
base, nonostante la grande varietà etnica e l'intensa
frantumazione linguistica (questi atlanti, della terza e quarta
generazione, riposano essenzialmente sul concetto di area di
affinità, vale a dire di area comprendente lingue di origine
anche diversissima ma legate da un comune orientamento di
civiltà). Questi diversi tipi dí atlante, con impianto e
finalità differenti gli uni dagli altri, hanno tutti per oggetto
l'esplorazione e la rappresentazione della totalità dei campi
onomasiologici, nel senso che raccolgono materiali relativi
all'intero universo lessicale di una lingua o dialetto. Esistono
però altri tipi di atlante che, all'opposto, sono caratterizzati
da una visuale d'indagine incentrata su campi onomasiologici
parziali, limitati cioè a settori particolari o specifici del
lessico.
Un notevole progresso nella metodologia di studio e di
realizzazione degli atlanti linguistici deriva dalla
considerazione e dall'attenzione parallela per la storia delle
cose intimamente e indissolubilmente legata a quelle delle
parole, secondo un orientamento della linguistica risalente a R.
Meringer e H. Schuchardt ed espresso dal motto Wórter und Sachen
'parole e cose'. Si tratta di una prospettiva metodologica
largamente sperimentata nel campo della linguistica romanza e
dell'onomasiologia e fondata sulla concezione secondo cui la
storia del linguaggio si identifica con quella della civiltà. Ne
sono quindi nati atlanti linguistici ed etnografici o, come dice
il titolo tedesco dell'Atlante italo-svizzero che per primo ha
adottato tale metodo, atlanti di parole e di cose (Sprach- und
Sachatlas), i quali aggiungono ai dati linguistici indicazioni
etnografiche o demologiche, rappresentate sia con segni
convenzionali accanto alle risposte dialettali, sia con figure e
disegni nell'esergo delle singole carte, sia con rimandi a
illustrazioni e fotografie raccolte in volumi a parte, sia
infine con apposite carte etnografiche allegate a quelle
linguistiche.
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