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Gestalt      Archivio



(ted., 'forma, figura, aspetto, struttura').

Utilizzato dagli studiosi di filosofia e soprattutto di psicologia, il termine Gestalt rinvia innanzitutto alla Gestalttheorie (propriamente 'teoria della forma'), dottrina gnoseologica precorsa in certo senso da Kant —contrario all'associazionismo della filosofia empiristica inglese e fautore dell'unità dell'atto percettivo — ma espressamente rilevabile, tra la fine del XIX e l'inizio del XX sec., nell'opera fenomenologica di F. Brentano e dello stesso E. Husserl, cosí come negli scritti di A. von Meinong e di Ch. von Ehrenfels: posto che per Gestalt sí intenda una "struttura", ovvero una configurazione di elementi in cui la funzione delle parti è determinata dall'organizzazione dell'intero (dunque un "tutto" irriducibile alla semplice somma dei suoi elementi costitutivi), ben si comprende che la dottrina gnoseologica denominata Gestalttheorie sia essenzialmente fondata sul concetto della percezione intesa come struttura autonoma e non come pura giustapposizione di elementi sensoriali; cosí, secondo un celebre esempio di Von Ehrenfels, una melodia possiede una propria struttura che va al di là della mera successione dei suoni che la compongono, visto che, anche qualora venga trasposta in un'altra tonalità e conseguentemente i suoi elementi-suoni risultino tutti cambiati, essa resta pur sempre per l'ascoltatore la stessa melodia, immutato essendo il rapporto delle note fra loro, rapporto che ne costituisce appunto la struttura.

In secondo luogo il termine Gestalt allude propriamente alla Gestaltpsychologie (o 'psicologia della forma'), affermatasi in Germania intorno al 1912 e costituitasi a partire dallo studio dei fenomeni percettivi (nel senso in cui andava considerandoli la Gestalttheorie), soprattutto ad opera di M. Wertheimer, K. Koffka e W. Kòhler, fondatori della rivista « Psychologische Forschung », che sino al 1938 —anno in cui ne venne sospesa la pubblicazione, per essere i suoi fondatori tutti contrari al regime hitleriano —poté qualificarsi come il periodico ufficiale del movimento gestaltista europeo: sottolineando — sulla scia, appunto, della Gestalttheorie — l'importanza e la precedenza assoluta della struttura percettiva rispetto ai singoli contenuti oggetto di percezione la Gestaltpsychogie interpreta i fenomeni psicologici come insiemi di elementi strutturati, reagendo cosí alle istanze di una psicologia atomista e associazionista, tesa piuttosto a studiare questi stessi fenomeni isolatamente; privilegiando di conseguenza la soggettività cosciente, essa può inoltre contrapporsi nel modo piú radicale, sul piano epistemologico, al comportamentismo statunitense, ufficialmente sorto nel 1913 con un articolo-manifesto di J. B. Watson. Quanto il concetto di Gestalt abbia contribuito, proprio a partire dagli ambiti della gnoseologia e della psicologia, al costituirsi dello strutturalismo non soltanto linguistico, è un tema di ricerca rimasto tuttora in larga parte inesplorato.



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