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Relativismo linguistico
Tesi secondo la quale non
esistono proprietà universali delle lingue naturali.
Per conseguenza, nella sua formulazione estrema, questa tesi
sostiene che ogni sistema linguistico è peculiare e non esiste
limite alla diversità delle lingue né possibilità di confronto
tra sistemi diversi.
Questo punto di vista riecheggia le idee che furono già di J. G.
von Herder e di W. von Humboldt.
Il recupero del valore positivo della diversità culturale e
linguistica da parte dell'idealismo romantico porta Humboldt ad
affermare l'influenza della lingua sulla categorizzazione
culturale del mondo, inquadrata nelle varie "mentalità
nazionali".
Cosí, ad es., la lingua e la mentalità francesi sarebbero
"analitiche", mentre "sintetiche" sarebbero lingua e mentalità
tedesche.
Del resto, lo stesso concetto di arbitrarietà formulato da
Saussure può portare alla conclusione della peculiarità
intrinseca di ogni sistema linguistico.
L'asserzione di tale intrinseca peculiarità dei sistemi
linguistici è un punto di vista accettato dallo strutturalismo
(Scuola di Praga, Jakobson), ma respinto successivamente da
Chomsky.
La tesi del relativismo linguistico e quella del determinismo
linguistico sono sintetizzate nella formulazione della
cosiddetta "ipotesi Sapir-Whorf" [Sapir 1921; Whorf 1956].
Secondo tale ipotesi la lingua di un dato gruppo culturale - nel
repertorio lessicale che mette a disposizione del parlante, ma
anche nella sua struttura sintattica - determina la visione del
mondo di quella cultura (determinismo). Ciò è particolarmente
evidente ad es. nel lessico dei colori [Berlin e Kay 1969] o
della parentela. Ad es. secondo Boas [ 1911 ], l'eschimese
dispone di tre termini denotanti la neve nelle sue diverse
qualità, laddove l'italiano prevede la sola parola neve e deve
ricorrere a sintagmi o parafrasi come neve farinosa, neve
ghiacciata, e neve eterna per specificarne il tipo.
Determinismo è relativismo linguistico sostengono la priorità
logica della lingua nel determinare la visione del mondo, ma -
nella loro accezione piú estrema - rischiano di cadere in un
circolo vizioso, dal momento che è dimostrabile anche la
determinazione inversa, quella della realtà sulla lingua.
Inoltre, gli esperimenti condotti dalla psicolinguistica negli
anni Cinquanta e Sessanta non hanno fornito prove definitive a
sostegno della ipotesi Sapir-Whorf.
Infine, va tenuto conto del fatto che le diverse lingue, seppure
dotate di strutture grammaticali e lessicali differenti, possono
ampliare le proprie strutture ed assimilarle mutuamente grazie
al prestito (forestierismo), all'interferenza, al calco e, piú
in generale, alla diffusione culturale.
Il rapporto lingua /pensiero/cultura è campo di esercizio
privilegiato dell'etnolinguistica o linguistica antropologica
[Greenberg 1948; Hymes 1964].
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