|
•
Ebraismo
La Menorah, il candelabro a sette bracci, è uno dei simboli più antichi
dell'Ebraismo.
Diffusione e
localizzazione geografica
Attualmente, gli ebrei nel mondo sono circa 12.800.000 milioni e sono
distribuiti in più di cento paesi. Di questi, l'unico paese in cui
l'Ebraismo costituisce la religione della maggioranza della popolazione è
Israele. Fuori da Israele, le comunità ebraiche più numerose si trovano
negli Stati Uniti, in alcuni paesi europei (le comunità più numerose in
Europa sono quelle inglese e francese), in Russia, in diversi paesi
asiatici, nell'America Latina e in Australia.
Cenni storici
La storia dell'Ebraismo inizia circa quattromila anni fa quando, secondo
la Bibbia, Dio si rivolse ad Abramo per stringere un'Alleanza con il suo
popolo. Oltre ad Abramo, gli altri due padri fondatori della religione
ebraica sono Isacco (figlio di Abramo) e Giacobbe (figlio di Isacco). La
Bibbia racconta la storia del popolo ebraico, dalle sue origini fino alla
ricostruzione del secondo tempio di Gerusalemme (516 a.e.v.). Secondo il
testo biblico, Dio (in ebraico JHVH, o Jahvè) promise ad Abramo, capo di
una tribù nomade, che i suoi discendenti avrebbero ereditato la Terra
Promessa, a condizione che essi avessero accettato e rispettato la sua
Legge. I discendenti di Giacobbe (che in seguito fu chiamato Israele)
diedero origine alle dodici tribù di Israele e giunsero in Egitto. Gli
ebrei divennero schiavi del Faraone e, dopo molte tribolazioni, Mosé li
liberò dalla schiavitù e li condusse fuori dall'Egitto. Per quarant'anni
dopo la liberazione dall'Egitto, il popolo ebraico attraversò il deserto
(dove, sul monte Sinai, Dio consegnò a Mosé le Tavole della legge) e,
condotto da Giosué (successore di Mosé), ritornò nella Terra Promessa,
dove le dodici tribù si insediarono in varie zone della Palestina.
Quando le tribù furono a poco a poco unificate, reclamarono un re: il
primo re fu Saul, seguito da Davide, il quale combatté contro i filistei (una
popolazione che abitava in Palestina) e fondò la "Città di Davide", che
successivamente prese il nome di Gerusalemme. Il figlio di Davide,
Salomone, diede inizio alla costruzione del primo Tempio di Gerusalemme.
Alla morte di Salomone, dieci delle dodici tribù di Israele si separarono,
mentre le due tribù che restarono fedeli al figlio di Salomone, Roboamo,
formarono il regno di Giuda, o Giudea (da cui viene la parola "giudeo").
Nel 587 a.e.v. Gerusalemme venne distrutta dal re babilonese Nabucodonosor,
il Tempio fu bruciato e gli ebrei furono esiliati in Babilonia. L'esilio
in Babilonia diede il via alla diaspora, ovvero alla dispersione del
popolo ebraico nel mondo.
Nel 538 a.e.v., il nuovo re di Babilonia autorizzò il ritorno degli ebrei
in Israele e la costruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme (che fu poi
distrutto dai romani nel 70 della nostra era). Gli ebrei passarono sotto
varie dominazioni fino a quando, nel II secolo a.e.v., la rivolta dei
Maccabei restituì l'indipendenza politica al popolo di Israele,
indipendenza che durò fino al 63 a.e.v., quando i Romani conquistarono la
Giudea. Tra il I e il IX secolo e.v. vennero redatti la Mishnah e i due
Talmudim (il Talmud di Gerusalemme e il Talmud di Babilonia), testi
fondamentali della religione ebraica che racchiudono la giurisprudenza e
le credenze dell'Ebraismo. In questo periodo, gli ebrei vivevano in
diversi imperi: in quello romano, che lentamente stava diventando
cristiano, e in quello babilonese, che stava diventando musulmano.
Intorno all'anno mille, sorsero in Europa due nuovi poli della cultura
ebraica: in Spagna si formò la comunità sefardita (fino a quando, nel
1492, gli ebrei furono cacciati dalla Spagna), mentre l'Europa orientale
divenne la culla dell'ebraismo askenazita.
Mosé Maimoide, nato a Cordova (in Spagna) nel 1138, fu uno tra i più
importanti filosofi e teologi del mondo ebraico medievale: le sue opere,
tra cui La guida dei perplessi, divennero di fondamentale importanza per
tutti gli ebrei. Egli riformulò la legislazione rabbinica in modo da
renderla di facile comprensione ed elaborò un sistema di credenze
normative per tutti gli ebrei.
Fino al XIX secolo, gli ebrei hanno vissuto in tanti paesi come gruppo
religioso di minoranza, spesso perseguitato. Dalla metà del Cinquecento
vennero obbligati a risiedere in quartieri separati - i ghetti - che
venivano chiusi di notte e riaperti di mattina. Le persecuzioni si
intensificarono tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, quando in
Russia gli ebrei subirono numerosi massacri e saccheggi (pogrom). Sotto il
nazismo (1933-1945), milioni di ebrei vennero perseguitati, deportati e
sterminati (Shoah).
Fu circa nello stesso periodo che si affermò il sionismo, un movimento
culturale e politico il cui scopo era di ricondurre gli ebrei nella terra
di Israele per costituirvi una comunità nazionale, al riparo dalle
persecuzioni.
Attualmente, l'Ebraismo si suddivide in diversi movimenti religiosi. I
gruppi più importanti sono: gli ebrei riformati (che lasciano ai singoli
credenti la libertà nell'interpretare gli insegnamenti della Bibbia e
nell'osservare le leggi rituali), gli ortodossi e ultra-ortodossi (per i
quali le leggi rituali e cerimoniali vanno considerate come immutabili), e
i conservative (una ortodossia più attenuata).
Testi sacri
L'Ebraismo ritiene che vi sia stata una Rivelazione di Dio messa per
iscritto nella Bibbia (dal greco ta biblia, "i libri"). La Bibbia ebraica
è composta da 24 libri, ed è suddivisa in tre sezioni: la Torah (o
Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia ebraica), i Nevi'im ("Profeti")
e i Ketuvim ("Scritti"). Nella Bibbia sono narrate le vicende storiche del
popolo ebraico, l'Alleanza instaurata tra il popolo e il suo Dio, e i
princìpi che gli ebrei devono seguire per non rompere l'Alleanza.
Tutti i libri della Bibbia ebraica sono scritti in ebraico salvo alcune
brevi sezioni in aramaico. I libri biblici furono scritti in diverse
epoche: le tradizioni più antiche risalgono al 1000 a.e.v., mentre la
maggior parte dei testi vennero redatti intorno al VI secolo a.e.v.. Nel
mondo antico la Bibbia fu tradotta in greco e i suoi insegnamenti e i suoi
princìpi si diffusero velocemente.
La Bibbia è un testo sacro anche per il Cristianesimo , che inizialmente
era costituito da un gruppo di ebrei (Gesù e alcuni suoi discepoli), ed è
la base dell' Islam, che si ritiene compimento sia dell'Ebraismo che del
Cristianesimo.
Accanto alla Bibbia, il Talmud (che
significa "insegnamento") è il grande libro sacro dell'Ebraismo:
diversamente dalla Bibbia ebraica, il Talmud è infatti riconosciuto solo
dall'Ebraismo, che lo considera come la "Torah
orale", rivelata sul Sinai a Mosè e trasmessa a voce, di
generazione in generazione, fino alla conquista romana. Il Talmud fu
fissato per iscritto solo quando, con la distruzione del Secondo Tempio,
gli ebrei temettero che le basi religiose di Israele sparissero.
Il Talmud consiste in una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti
(hakhamim) e i maestri (rabbi) circa i significati e le applicazioni dei
passi della Torah, e si articola in due livelli: la Mishnah (o "ripetizione")
raccoglie le discussioni dei maestri più antichi (giungendo fino al II
secolo e.v.), mentre la Ghemarah (o "completamento"), stilata tra il II e
il V secolo, fornisce un commento analitico della Mishnah. Il Talmud ci è
giunto in due versioni diverse: il Talmud di Gerusalemme (redatto tra il
IV e il VI secolo nella Terra d'Israele) e il Talmud di Babilonia (redatto
tra il V e il VII secolo in Babilonia).
A seconda del contenuto, il Talmud si suddivide in due generi di testo:
una parte legislativa, chiamata Halakhah, in cui sono registrate le norme
che regolano la vita quotidiana di ogni ebreo praticante (anche se non
tutti gli ebrei, e non tutte le scuole, interpretano queste norme allo
stesso modo), e una parte narrativa, chiamata Aggadah, in cui gli
insegnamenti rabbinici assumono la forma di leggende e di racconti.
Princìpi fondamentali
Il principio che fonda la religione ebraica è la credenza in un solo Dio
che - dopo avere creato il mondo - si è manifestato agli uomini attraverso
una Rivelazione, tramandata per mezzo dei Libri Sacri (per questo motivo
l'Ebraismo è chiamato anche Religione del Libro).
Un altro principio fondamentale, strettamente collegato al primo, è quello
dell'Alleanza tra Dio e il popolo ebraico. Attraverso l'Alleanza, che in
origine Dio strinse con Abramo, il popolo ebraico si impegnò a riconoscere
Dio, a sostenere il suo progetto e a rispettare le sue Leggi. È tramite
l'accettazione di questo patto che gli ebrei si riconobbero come il "popolo
eletto": ciò non significa che gli ebrei si aspettino di ricevere
particolari privilegi da Dio, o che si sentano migliori degli altri popoli,
bensì che ritengono di essere stati designati da Dio per testimoniare agli
altri - attraverso l'esempio delle loro azioni - la presenza di Dio sulla
terra.
L'Alleanza di Dio e con il popolo ebraico viene rinnovata quando gli ebrei
osservano nella vita pratica le leggi di Dio: alla base del sistema etico
ebraico ci sono i Dieci Comandamenti che Dio consegnò a Mosé sul Monte
Sinai. Vi sono poi 613 precetti, o mitzvot (di cui 365 divieti e 248
obblighi), registrati nella tradizione talmudica, che regolano la vita
quotidiana di ogni ebreo praticante, e che comprendono leggi relative a
tutti gli aspetti della vita sociale, dal matrimonio alle procedure
cerimoniali, nonché diverse regole e divieti alimentari.
Nel patto tra Dio e il suo popolo, il premio per la buona condotta è dato
dal possesso della terra, che innanzitutto appartiene a Dio. Ogni volta
che il popolo trasgredisce alle leggi di Dio, rompendo l'Alleanza, Dio lo
esilia. La speranza di un ritorno nella Terra Promessa, più per volontà di
Dio che per la diretta azione dell'uomo, ha dato luogo in certi periodi
alla credenza nell'arrivo di un messia, e cioè di un capo carismatico che
avrebbe ricondotto il popolo nella Terra d'Israele.
Un aspetto molto rilevante della religione ebraica è l'importanza che essa
attribuisce alla lettura e allo studio della Torah e del Talmud. Non si
può essere un buon credente se non si studia, e studiare significa
interrogare incessantemente i Testi, ricercandone tutti i significati
possibili.
Rapporti con le altre
religioni
La religione ebraica non è interessata al proselitismo attivo e non
incoraggia (anche se non esclude) le conversioni. Tuttavia, l'Ebraismo
incoraggia un rapporto di collaborazione interreligiosa in campo sociale e
morale. Secondo il Talmud, l'ebreo deve rispettare le leggi del paese in
cui vive. Nel corso dei secoli, gli ebrei hanno subito discriminazioni e
persecuzioni da parte di altre religioni (in particolare da quelle
cristiane).
|