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FAVOLA E
FIABE |
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Favola e fiaba sono usati spesso come sinonimi perchè derivano dalla stessa
radice latina, il verbo fari che significa "parlare", "raccontare" e
distinguono un tipo di racconto risolto con elementi irreali o addirittura
soprannaturali.
La favola è un componimento scritto
con intendimenti morali e ammaestrativi ed ha come protagonisti quasi sempre
animali, intesi come simboli dei vizi e delle virtù degli uomini. La fiaba, invece, è un tipo di narrazione i cui protagonisti non sono quasi mai animali (tipici invece nella favola), ma creature umane, coinvolte in avventure straordinarie con personaggi dai poteri magici come fate, orchi, giganti e cosi via. |
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MITI E FIABE |
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I miti ruotano intorno al tema
natura/cultura, affrontando il rapporto esistente tra prodotti naturali e
prodotti creati dall’uomo e sviluppandolo attraverso opposizioni. In altri miti troviamo esseri umani in opposizione agli spiriti, i fratelli maggiori ai minori, l’autorità terrena a quella sacra, la luce al buio, ecc. Questa struttura binaria è riscontrabile anche nelle fiabe classiche: ad esempio Cenerentola è buona, bella, ha piedi piccoli, è giovane e adotta un atteggiamento passivo verso la matrigna e le sorelle, mentre le sorelle sono più vecchie, più brutte, aggressive, con i piedi grandi. Levi-Struss afferma anche l’impossibilità di separare nettamente mito e fiaba: "è anzi possibile constatare come dei racconti, che hanno il carattere di favole in una società, sono miti per un’altra, e viceversa". Ma mentre i miti si basano su forti opposizioni interne di carattere cosmologico, naturale e metafisico tra gli elementi, le fiabe presentano opposizioni più lievi, solitamente di carattere sociale o morale; poichè "la favola è una trasposizione attenuata di temi la cui realizzazione amplificata è caratteristica del mito."
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Le 31 funzioni di Propp In Morfologia della fiaba lo studioso russo Vladimir Propp ( 1895-1970 ) ha indagato la fiaba popolare. Egli ha individuato nelle cosiddette “funzioni” gli elementi costanti che si presentano nel testo secondo un determinato ordine (grosso modo il tipo di azioni e di avvenimenti che vi ricorrono); le azioni che essi compiono sono poche e si ripetono spesso.
Le 31 funzioni:
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Secondo Christopher Booker,
The seven Basic Plots: Why We Tell Stories, le
trame possibili della narrativa sono solo sette. Eccole: 1) Il mostro sconfitto. Storie in cui l’eroe sconfigge un mostro o allontana una minaccia, arriva alla conquista di un tesoro o alla mano dell’amata. Si va dall'eterna lotta tra il bene il male nella Bibbia (Davide e Golia, per esempio) alla mitologia indiana (Gilgamesh), alla saga del Signore degli Anelli di Tolkien, fino allo Squalo di Spielberg e ai film di James Bond; 2) Dalle stalle alle stelle. Storie di persone del tutto normali che scoprono in sè una seconda e migliore identità. Come Cenerentola, David Copperfield, Pinocchio, Oliver Twist, My fair lady. 3) La rinascita, dove occorre che prima qualcuno muoia. E che si tratti di morte apparente. O, per lo meno, simbolica. Poi avviene il riscatto da questa morte, attraverso un intervento miracoloso. Come in Biancaneve, nella Bella Addormentata nel Bosco, nel Canto di Natale di Dickens, in Delitto e castigo. 4) La ricerca, avventure e peripezie all’inseguimento di un obiettivo o di una ricompensa. Un tesoro di inestimabile valore o l’oggetto del desiderio, la salvezza eterna o qualche forma di redenzione morale. Esempi: l’Odissea e la Divina Commedia, la Cerca del Graal, ma anche Il giro del mondo in 80 giorni e Indiana Jones. 5) La commedia degli equivoci. Imbrogli scoperti e appuntamenti mancati. E trame che prendono in giro se stesse. Ma poi tutto si aggiusta per cui tutto è bene quel che finisce bene. Aristofane, l’Avaro di Moliere, le Nozze di Figaro, le commedie di Feydeau. 6) Il viaggio. Storie in cui succede qualcosa (un naufragio, un incontro o una guerra) che proietta gli eroi in un mondo o in una dimensione sconosciuta. Come nell’Asino d’oro di Apuleio, in Robinson Crusoe, in Alice nel paese delle meraviglie o in Via col vento. Ma l'Odissea potrebbe stare anche qui, non credete? Quale altro mito del viaggio è cosi eterno? 7) Una storia che
finisce male. Gli eroi sono sopraffatti da una passione che li porta al
disastro e alla morte. E si va dall'Edipo Re, ad Anna Karenina, da Madame
Bovary a Lolita. Da Rogoletto a Otello a Macbeth. |
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Fratelli
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Uno
"strano" violinista si avventura nel bosco per trovarsi un "buon compagno".
Strada facendo incontra un lupo, una volpe e una lepre; tre animali che
sebbene manifestino un comportamento amichevole e chiedano solo di imparare
a suonare il violino, vengono ingannati e imprigionati dall'uomo. Il lupo simbolicamente ha sempre rappresentato la voracità, la forza furiosa a stento trattenuta. La caratteristica principale della volpe è indubbiamente la furbizia, l’astuzia e la malizia. Quindi rappresenta l’egoismo astuto, l’imbroglio e l' intelligenza perfida. Il leprotto ha sempre rappresentato un carattere infantile: salta da una parte all’altra, è facilmente instabile in quanto molto timoroso e pertanto può giocare facilmente dei tiri. Sono tre comportamenti che dimostrano modi non funzionali di affrontare le difficoltà e che possono portare allo stress cronico. La prima categoria è quella delle persone che affrontano i rapporti con il mondo in maniera altamente competitiva e conflittuale, mors tua vita mea - i lupi per cosi dire - in lotta continua con i propri simili, tendenzialmente ipercritici e probabilmente candidati alle malattie circolatorie. Vi sono poi altre persone fondamentalmente invidiose e/o gelose, che vivono con la convinzione pessimistica degli altri, non si fidano e pertanto sono “furbi” come le volpi. Con il risultato che non fidandosi degli altri, sono da una parte incapaci di farsi aiutare e dall’altra incapaci di delegare i loro compiti o mansioni, tanto da trovarsi facilmente sovraccarichi di impegni e continuamente agitati. Altri, poi, come la lepre sono di base persone che hanno reazioni emotive più accentuate, frequenti e più intense rispetto alla media. Sono più reattive e la loro emotività fa spesso paura. |
| Peter Pan | |
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La sindrome colpisce molti giovani uomini che si sentono rifiutati dai genitori, abbandonati ed incompresi, sono inquieti, non hanno nessuno a cui rivolgersi con fiducia, ma cercano di nascondere le loro inquietudini con coperture, come fa Peter Pan quando si mette a suonare allegramente il suo flauto proprio mentre sta per essere abbandonato da Wendy e dai suoi Bimbi Sperduti. |