FILOSOFIA GRECA
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Aristotele


La retorica

Tra le arti che sono necessarie alla vita associata c'è la retorica. La retorica è affine alla dialettica: come la dialettica, non ha un oggetto specifico perchè concerne ogni tipo e specie di oggetto e tuttavia è propria di tutti gli uomini perchè tutti «si occupano di indagare su qualche tesi e di sostenerla, di difendersi e di accusare» (Ret., I, I 354 a). La funzione della retorica non è quella di persuadere ma di mostrare i mezzi che sono adatti a indurre la persuasione.
La retorica intende scoprire quali sono questi mezzi intorno a qualsiasi argomento dato: in questo senso non costituisce la tecnica propria di un campo specifico. L'ogget to della retorica è il «verosimile», ciò che accade perloppiù (mentre l'oggetto della scienza è il necessario che accade sempre): il perloppiù è l'analogo del necessario nelle discipline il cui oggetto è privo di necessità (Ib, 2, 1157 a).
Poichè ogni discorso è diretto ad un ascoltatore che è il fine del discorso stesso e l'ascoltatore può essere o un semplice uditore o un giudice che deve pronunciarsi sulle cose passate o sulle future, vi sono tre generi di retorica: quella deliberativa, quella giudiziale e quella dimostrativa. La retorica deliberativa è quella che è rivolta a cose future e deve persuadere o dissuadere, dimostrando che qualcosa è utile o perniciosa. La retorica giudiziale riguarda fatti accaduti nel passato e il suo scopo è di accusare o di difendere, persuadendo che tali fatti sono giusti o ingiusti. Infine la retorica dimostrativa riguarda cose presenti e il suo compito è di lodarle o condannarle, come vere o false, buone o cattive.