PERCORSI
   . : pagina iniziale  . : Greca  . : percorsi  . : filosofi  . : appunti  . : interviste  . : elenco  



Francesco Guicciardini


Un ordine di idee analogo a quello di Machiavelli, sulla natura dell'uomo, sulla virtù, la fortuna e la vita politica, si trova in Francesco Guicciardini (1482-1540), in particolare nei suoi Ricordi politici e civili (terminati nel 1530). Ma Guicciardini, più che alla dimensione storica pare più sensibile a quella del «particulare».

Notissimi sono due suoi pensieri. In uno dice che avrebbe voluto vedere realizzati tre desideri prima di morire:

1 vivere in una ben ordinata repubblica;
2 vedere l'Italia liberata dai barbari; e
3 vedere il mondo liberato dalla tirannia dei preti.

Nell'altro, con pochi tocchi, traccia il punto-chiave del suo pensiero:

Io non so a chi dispiaccia più che a me la ambizione, la avarizia e la mollizie de' preti: sì perché
ognuno di questi vizi in sé è odioso, sì perché ciascuno e tutti insieme si convengono poco a chi fa professione di vita dependente da Dio, e ancora perché sono vizi sì contrari che non possono stare insieme se non in uno subietto molto strano. Nondimeno el grado che ho avuto con più pontefici m'ha necessitato a amare per el particulare mio la grandezza loro; e se non fossi questo rispetto, arei amato Martino Luther quanto me medesimo; non per liberarmi dalle leggi indotte dalla religione cristiana nel modo che è interpretata e intesa communemente, ma per vedere ridurre questa caterva di scelerati a' termini debiti, cioè a restare o sanza vizi o sanza autorità.

Francesco Guicciardini


Giovanni Botero

La dottrina di Machiavelli è stata riassunta nella formula «i fini giustificano i mezzi»: formula che se non fa giustizia della statura effettiva del pensiero dell'autore del Principe, tuttavia ne esplicita una certa lezione che l'età moderna ha ricavato da quest'opera.

Da Machiavelli è stata altresì ricavata la nozione della «ragion di Stato».

Su questi aspetti del pensiero del Machiavelli è fiorita una ricca letteratura, costituita da opere di vario genere e di varia consistenza, fra le quali fa spicco specialmente quella di Giovanni Botero (1544-1617), intitolata Della ragion di Stato, intesa a temperare il crudo realismo machiavelliano, mediante il fattivo richiamo all'incidenza dei valori morali e religiosi.


Tommaso Moro

Con la sua Utopia Moro stigmatizza le ingiustizie e la miseria dell'Inghilterra del suo tempo, e indica come modello positivo un'isola priva di proprietà privata e denaro, retta da una sorta di comunismo evangelico. L'opera segna la nascita del genere utopistico.

Tommaso Moro e L'utopia