|
SIGNIFICATO
Concetto fondamentale della
semantica.
La nozione di significato ha un ruolo importante anche in altre discipline, come
la filosofia del linguaggio, la sociologia e la psicologia. Al centro delle
diverse teorie sul significato, sia in linguistica sia in filosofia, c'è il
rapporto tra linguaggio, pensiero e realtà.
IL SIGNIFICATO NELLA SEMANTICA
REALISTICA
Secondo la semantica realistica tra il significato di un'espressione (o segno) e
l'oggetto denotato da quella espressione c'è una stretta correlazione. Il
significato delle espressioni ha dunque la funzione di denotare oggetti.
Affinché un'espressione possa essere utilizzata per indicare un oggetto, deve
essere innanzitutto stabilito il legame tra il segno e l'oggetto, che viene
determinato convenzionalmente. La semantica realistica si fonda sulla funzione
dei nomi propri, che hanno una relazione univoca con gli oggetti da essi
designati. Stabilendo con una convenzione il rapporto tra espressione e oggetto
a essa legato, l'espressione acquista il suo significato.
Una prima teoria del significato fu formulata dagli antichi filosofi stoici, che
lo consideravano una rappresentazione razionale (semainómenon) distinguendolo
dall'espressione linguistica a essa associata (semaînon). Questa teoria venne
ripresa dai logici medievali e quindi in età moderna. Il significato di
un'espressione, secondo John Locke, è dato dal fatto che il parlante connette
una determinata espressione con l'idea dell'oggetto che essa denota; questa
spiegazione tuttavia non tiene conto della possibilità che un'espressione possa
variare a seconda dell'uso personale o della sua evoluzione nel tempo.
Una stessa espressione con un medesimo significato può essere usata da persone
diverse e in diversi momenti, e quindi può essere recepita in modo diverso.
Gottlob Frege distingue senso (Sinn) e significato (Bedeutung). Il significato
di un'espressione verbale è l'oggetto che essa indica, mentre il senso è il modo
in cui viene indicato questo oggetto. Per spiegare meglio la differenza, Frege
porta a esempio i due nomi usati per il pianeta Venere: 'stella del mattino' e
'stella della sera'. Queste espressioni hanno, secondo Frege, lo stesso
significato (cioè Venere), ma non lo stesso senso.
Significante e significato
Nel Novecento alcuni studiosi posero la distinzione tra significante e
significato al centro dell'analisi dei segni. Tra questi fondamentali furono lo
Ferdinand de Saussure e
Charles Sanders Peirce, quest'ultimo con impostazione
prevalentemente logico-filosofica.
Nella sua definizione di segno linguistico, Saussure distingue un elemento
formale, o esterno, costituito dal significante, e un elemento intrinseco,
concettuale, costituito dal significato. Qualsiasi segno esiste solo grazie alla
relazione tra significante e significato. In altre parole, il significante è la
forma, fonica o grafica, utilizzata per richiamare l'immagine che nella nostra
mente è associata a un determinato concetto, o significato. Significante e
significato esistono solo l'uno in rapporto all'altro e questo rapporto non è
determinato a priori, bensì arbitrario: ogni lingua crea i propri segni
convenzionali, e il significato può variare indipendentemente dalle parole, in
base a fattori sociali o soggettivi.
IL SIGNIFICATO NELLA SEMANTICA
PRAGMATICA
Secondo questo indirizzo di pensiero il significato delle espressioni risiede
nel modo in cui esse vengono utilizzate in situazioni concrete. È dunque
nell'uso delle espressioni, uso che è sottoposto a regole generali stabilite da
una comunità linguistica, che risiede il significato.
Ludwig Wittgenstein
afferma che il significato di un'espressione è il suo 'uso nel linguaggio'.
L'assunto principale della semantica pragmatica sta nel fatto che il linguaggio
viene considerato sotto l'aspetto dell'azione. Le singole azioni linguistiche
sono definite 'atti linguistici'. Quando parliamo, con i nostri
atti
linguistici, indirizzati a determinati destinatari, perseguiamo di volta in
volta precise intenzioni comunicative.
Una variante della semantica pragmatica, definita nominalismo semantico,
identifica il significato con l'intenzione del parlante all'interno di una
situazione linguistica concreta (o situazione comunicativa). Questa teoria
interpreta le azioni linguistiche come il tentativo del parlante di convincere,
con quanto dice, l'interlocutore. Ludwig Wittgenstein espose nelle sue Ricerche
filosofiche (1953) una teoria del significato connessa con la sua concezione di
gioco linguistico. L'azione linguistica, secondo Wittgenstein, è inserita in
varie e complesse relazioni tra momenti e situazioni particolari e mai uguali
fra loro che egli chiama 'forme di vita'. Fino a quando gli atti linguistici
sono inseriti in situazioni sociali, allora sono da considerarsi giochi
linguistici. Per Wittgenstein le espressioni acquistano un significato quando
svolgono una determinata funzione all'interno dei giochi linguistici.

Significato
|