STORIA
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FISICI E METAFISICI

« La maggior parte di coloro che per i primi si posero a filosofare pensarono che i principi di tutte le cose fossero soltanto quelli di specie materiale ». Così Aristotele dà inizio, nel libro primo della Metafisica, alla sua celebre indagine intorno a quanto i filosofi, che lo ebbero a precedere, riuscirono a stabilire. «I principi di tutte le cose »: l'espressione è preziosa; e merita di essere alcun poco meditata.
Perchè è noto che la conclusione di quell'indagine aristotelica è che gli antichi non seppero veramente sollevarsi alla comprensione della totalità delle cose, ma limitarono le loro ricerche al mondo fisico. Onde furono, propriamente, dei « fisici » o, come oggi si direbbe, dei cosmologhi; e, per l'appunto, ignorarono che vi fossero altri principi oltre quelli di specie materiale, o, in generale, che vi fossero altre cose oltre le cose fisiche. E Aristotele ha ragione perchè poi, per suo conto (ma insistendo nella direzione tracciata dal suo maestro Platone), dimostra che il mondo, o le cose fisiche, non sono « tutte le cose », dato che, oltre al mondo, è necessario ammettere una realtà avente una tale struttura che solo ad essa è opportuno riservare la parola Dio ,.
Da questo punto di vista, e cioè dal punto di vista di chi sa che il mondo non è l'intero, è del tutto legittimo considerare l'interesse di coloro che per i primi filosofarono come rivolto a una dimensione particolare o limitata dell'intero: il mondo. Se, in modo provvisorio, diciamo che 'fisica' è quell'interesse nel suo costituirsi come sapere della realtà in quanto realtà cosmica; e 'metafisica, è invece l'interesse per l'intero, e cioè per la realtà in quanto realtà (ossia non in quanto limitata a questa o a quella dimensione dell'intero), è del tutto legittimo affermare che i primi filosofi fecero soltanto della fisica e non della metafisica.
Dal punto di vista invece di chi non sa o non sospetta altra realtà che il mondo (e questo è il punto di vista dei "fisici"), fare oggetto del proprio interesse il mondo non significa limitarsi alla considerazione di una dimensione particolare dell'intero, ma significa mettere in vista lo stesso contenuto concreto, la stessa determinazione esaustiva dell'intero: determinazione onnicomprensiva. Ed ecco appunto si dice che quegli antichi presero a ricercare i principi di tutte le cose. Il che significa che essi si tennero innanzi la totalità come totalità (sia pure pensando che il mondo fosse la totalità); e così facendo non furono dei fisici, ma dei metafisici.
Per questo lato – ci si consenta di annotare - la metafisica raggiunge il suo compimento e la sua definitività nel momento stesso in cui si affaccia per la prima volta nel tempo, allorchè Talete asserisce che l'acqua è il principio di tutte le cose. Talete – ma il nome tende manifestamente al simbolo e a valere come allusivo di un clima storico – scopre o disvela l'orizzonte metafisico (orizzonte della totalità); o almeno avverte, in modo preminente e intensificato, l'importanza della scoperta. Onde a ragione la tradizione lo affida al ricordo come colui che per primo si occupò di filosofia.
Furono dunque, quegli antichi, dei metafisici in quanto fecero oggetto del loro interesse l'apertura dell'orizzonte della totalità; e dei fisici in quanto l'unica determinazione che conobbero della totalità fu il mondo fisico. Non a caso Aristotele prende a esaminare all'inizio della sua Fisica (lib. I), quegli stessi pensatori che poi esaminerà, in sede di trattazione metafisica, nel primo libro della Metafisica. Ed è ancora Aristotele che avverte (Met., lib. VI, cap. I) che se non vi fosse altra realtà oltre quella cosmica, la scienza fisica – che ha appunto questa realtà come oggetto di indagine – sarebbe la più universale di tutte le scienze. E cioè non sarebbe più semplicemente una fisica E quindi, anche qui, lo sarebbe e non lo sarebbe: non lo sarebbe in quanto il suo oggetto sarebbe la stessa totalità; e lo sarebbe in quanto la realtà cosmica costituirebbe il contenuto concreto e omnicomprensivo della totalità. I primi pensatori realizzano appunto questa situazione nella quale la realtà cosmica è saputa come totalità.

Si tenga presente che il termine metafisica ' non è usato nemmeno
da Aristotele (il quale usa invece il termine 'filosofia prima' e simili),
ma deriva dall'espressione adoperata da Andronico, editore delle opere
aristoteliche (I sec. av. Cristo), per indicare gli scritti metafisici che,
nell'edizione, comparivano dopo quelli fisici.