FILOSOFI
   . : pagina iniziale  . : Greca  . : storia  . : filosofi  . : appunti  . : interviste  . : elenco  



Johann Cristoph Friedrich von Schiller

(Marbach 1759 - Weimar 1805)



Filosofo, poeta, drammaturgo tedesco, che con la sua opera diede un decisivo contributo alla formazione della cultura romantica tedesca. Se nei suoi drammi (I masnadieri, Maria Stuarda, Wallenstein, Don Carlos, Gugliemo Tell ecc.) rappresentò il tema della libertà e della spontaneità dell'io, il suo pensiero filosofico si alimentò soprattutto della lettura della Critica del Giudizio di Kant, che lo portò a formulare un'originale teoria del bello (consistente nella spontaneità dell'autodeterminazione della natura, per cui contemplare un oggetto significa vederlo in se stesso, come se si fosse prodotto da sé) e del sublime (identificantesi col tragico quale espressione della tensione tra obbligazione morale e inclinazione sensibile), in cui l'arte esercita anche una funzione morale perché ne esalta le condizioni, la libertà e la potenza del volere. Sotto questo profilo, Schiller cercò di superare la divaricazione tra etica ed estetica, sostenendo che la legge della ragione esige l'educazione della sensibilità, mentre la perfezione dell'uomo consiste nell'armonia delle due facoltà (l'anima bella è quella che è buona per il solo fatto d'essere bella). Questo ideale di umanità integrale (per cui il pensiero di Schiller si avvicina al classicismo di Goethe e Herder) come supremo equilibrio tra le sue due nature, e quindi tra libertà e passività, forma e realtà, è al centro delle Lettere sull'educazione estetica dell'umanità (1795), in cui l'impulso verso il bello è individuato nel gioco come massima espressione dello spirito libero e fondamento di tutte le possibilità umane. In Sulla poesia ingenua e sentimentale (1796) si delinea una filosofia della storia quale processo teso tra una primitiva interezza (che si manifesta nella poesia ingenua) e l'attuale stato di scissione: ne deriverebbe una nostalgia (che si esprime nella moderna poesia sentimentale) per la totalità perduta e uno sforzo di recupero e tensione verso una nuova e più ricca armonia.



Friedrich Schiller
Corso tenuto dal professor Alessandro Klein nella primavera 2003 presso l'Università di Torino