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Gotthold Ephraim Lessing
(Kamenz 1729 - Brunswick 1781)

«Lessing ovvero la passione della verità.
Il più grande poeta dell'Illuminismo tedesco, se non fu sempre un grande poeta,
fu sempre un grand'uomo, un uomo tutto d'un pezzo come pochi altri; certo fu
l'anima più virile del Settecento tedesco; campione risoluto, intransigente,
eroico della verità. La lotta per la verità, anche per verità di valore in sé
trascurabile, era per lui cosa sacra; usare in ogni attimo della vita la facoltà
raziocinante ed affinarla attraverso l'esercizio diuturno costituiva il solo
scopo degno dell'uomo, la sola maniera di mostrare la gratitudine che si doveva
a Dio per il dono supremo della ragione. Illuminismo sostanziale, dunque, e
soprattutto energetico, volto sempre verso l'azione. Lessing andava
letteralmente in cerca di nemici da attaccare, li attaccava con gioiosa ed irosa
impazienza e — simile veramente, almeno in ciò, a Federico II — non si limitava
ad attaccarne uno alla volta» (Ladislao Mittner).
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Filosofo e letterato tedesco tra gli
esponenti più rilevanti dell'illuminismo. Il tratto originale del suo pensiero è
la critica alle religioni positive, in particolare al cristianesimo (da Lessing
distinto dalla religione professata da Cristo stesso) la cui verità non può
essere provata da un fatto storico qualsiasi e neppure sulla base dell'autorità
dei testi sacri (inattendibili in quanto pieni di incongruenze e contraddizioni).
La posizione di Lessing (che, come ci testimonia Jacobi, approdò alla fine della
sua vita al panteismo spinoziano) è ispirata all'ideale voltairiano di
tolleranza (come dimostra il dramma Nathan il saggio, 1779 in cui è ripresa
l'antica parabola dei tre anelli) anche se le religioni positive, pur false in
sé, tuttavia rispondono al bisogno di creare un legame sociale intorno a un
medesimo culto in un processo educativo (iniziato con gli ebrei e completato da
Cristo) attuato provvidenzialmente da Dio per lo sviluppo morale dell'umanità.
La religione rivelata è dunque un continuo processo storico di sviluppo della
razionalità, e questa rende possibile interpretare la storia dell'uomo come un
lungo perfezionamento morale e intellettuale che deve portare all'età del "Nuovo
Evangelo", dove religione naturale e rivelata, dogma e verità coincideranno:
un'epoca moralmente adulta nella quale la virtù sarà amata e ricercata per se
stessa. Rilevante anche la riflessione estetica di Lessing che nel Laocoonte
(1766) contrappose la pittura (che opera con lo spazio e quindi rappresenta
corpi) alla poesia (che opera con il tempo e rappresenta azioni) e che nella
produzione di drammi cercò il rinnovamento pur restando fedele alla tradizione
nazionale tedesca.

Nathan il Saggio
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