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HERMANN SAMUEL REIMARUS
DIFESA DELLA RELIGIONE NATURALE
E RIFIUTO DELLA RELIGIONE RIVELATA

Una difesa degli adoratori razionali di Dio
Il deismo che celebrava i suoi fasti
nelle opere dei filosofi francesi e inglesi trova, nell'illuminismo tedesco, un
significativo esponente in Hermann Samuel Reimarus, filosofo amburghese, nato
nel 1694 e morto nel 1768.
Reimarus studiò teologia, filologia e filosofia a
Jena e a Wittemberg; viaggiò in Olanda e in Inghilterra; e dal 1728 in poi fu
professore di lingue orientali nel ginnasio di Amburgo.
Nel Trattato sulle principali verità della religione cristiana (1754) Reimarus
si erge a paladino della religione naturale, nel senso che la ragione dimostra,
al di là d'ogni dubbio, l'esistenza di un Dio creatore del mondo, la realtà
della provvidenza e l'immortalità dell'anima.
Contrario dunque alla religione rivelata, Reimarus è però critico verso i
materialisti francesi, giacché senza religione naturale non c'è moralità e
crolla l'umana speranza di una vita felice. D'altro canto, aggiunge Reimarus, se
Dio è creatore del mondo e dell'ordine del mondo, allora l'unico vero miracolo è
la creazione, e impossibili sono i miracoli proclamati dalla religione positiva,
perché Dio non ha né da mutare né da correggere le sue opere.
Del cristianesimo è valido solo
l'insegnamento morale
Soltanto la religione naturale è vera e, siccome la religione biblica è
contraria alla religione naturale, allora vuol dire che la religione biblica è
semplicemente falsa. E le argomentazioni che tendono a
scalzare la religione positiva Reimarus le consegna nell'Apologia degli
adoratori razionali di Dio, lavoro che però non pubblica, ritenendo che i tempi
non fossero ancora maturi per pensieri del genere. L'Apologia, sarà resa pubblica da Lessing col titolo Frammenti di un anonimo.
In essa
Reimarus ribadisce che:
1 l'unica religione valida è quella razionale;
2 la rivelazione e le religioni positive vanno rifiutate;
3 la religione naturale razionale istruisce al dovere e al timore di Dio;
4 l'insegnamento di Cristo non è, nella sua essenza, nient'altro che «una
religione razionale pratica».
Tolto questo nocciolo morale, il resto del cristianesimo è politica o inganno (Gesù
e i suoi seguaci erano dei politici; il battesimo di Gesù sarebbe stato un patto
anch'esso politico tra Gesù e Giovanni il Battista; la crocifissione sarebbe
stato il fatto che troncò il progetto politico di Gesù; e la resurrezione
sarebbe una invenzione dei discepoli e dei seguaci di Gesù, dopo la sconfitta di
costui). Tutto ciò a proposito del Nuovo Testamento.
Il Vecchio Testamento, poi, sarebbe intessuto di tanta assurdità, malvagità e
corruzione che vedere in esso un'opera ispirata da Dio sarebbe unicamente una
bestemmia. E a questo punto è chiaro, pur dal poco che si è detto sul contenuto
dell'Apologia degli adoratori razionali di Dio, perché tale contenuto fornì «una
mole di materiale talmente provocatoria ed esplosiva da turbare pesantemente il
quieto sonno dell'ortodossia luterana» (Nicolao Merker).
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