FILOSOFI
   . : pagina iniziale  . : Greca  . : storia  . : filosofi  . : appunti  . : interviste  . : elenco  



Jonas Hans



Filosofo tedesco, ebreo di nascita (Mònchengladbach 1903 - New York 1993), allievo di Husserl, Heidegger e Bultmann, emigrò dalla Germania all'avvento del nazismo insegnando in varie università canadesi e americane.

Dopo aver studiato la gnosi antica in chiave esistenzialista, si è progressivamente interessato dei problemi di etica e di bioetica in merito al rapporto uomo-natura, fortemente alterato nell'età dello sviluppo tecnologico.

Nella sua opera più nota Principio di responsabilità (1979) Jonas si pone il problema dell'uomo quale autore di comportamenti che sono possibilità di catastrofe (buco dell'ozono, distruzione delle foreste, aumento della natalità ecc.), da cui la necessità di riflettere sulla fondazione di una nuova etica che non sia (come quella tradizionale, compresa quella di Kant) unilateralmente antropocentrica e tenga miopemente conto solo dell'hic et nunc, ma consideri anche il mondo extraumano e le generazioni future per la loro salvaguardia dalle conseguenze irreversibili delle azioni del presente.

Perciò è importante non formulare un'etica collettiva e pubblica ma anche assumere un orizzonte temporale in grado di prevedere effetti a lungo termine conseguenti all'azione tecnologica. Jonas in questo senso parla di "imperativo ecologico", fondato sul criterio del primato dell'essere e dello scopo (la vita esige di essere conservata) e avanza il principio euristico della paura che, nell'incertezza, deve indurre gli uomini a temere più il male e gli effetti negativi del comportamento attuale rispetto a quelli immediatamente positivi, moderando così l'intervento sull'ambiente.

La paura (ma non la disperazione) è una componente di quella responsabilità che, mentre deve guidare razionalmente i nostri comportamenti e le nostre scelte in modo da renderli compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra, Jonas vuole contrapporre (anche nel titolo del volume) all'utopia (Bloch) il cui spirito prometeico (sia nella versione baconiana sia in quella marxista) ha generato euforie rivelatesi pericolosi veicoli di stravolgimento del mondo.

L'indagine di Jonas si estende infine al campo politico, denunciando l'inadeguatezza degli attuali sistemi democratici, legati a interessi contingenti, e auspicando un'autorità che si assuma la responsabilità di salvare l'umanità e la natura stessa dall'imminente catastrofe, poiché in situazioni estreme non «rimane spazio per i lunghi processi decisionali della democrazia e non ci si può limitare ad attenderne gli esiti».





Jonas Hans
L'etica della responsabilità