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Julien Offray de La Mettrie

Studiò medicina prima a Parigi poi a Leida , in Olanda , dove fu allievo di
Hermann Boerhaave , medico spinoziano sostenitore di un radicale meccanicismo
fisiologico che avrebbe molto influito sul giovane La Mettrie ; grande nemico
della Chiesa cattolica e della sua intolleranza universale , i suoi dogmi
inaccettabili per la ragione , il suo appoggio ai regimi tirannici , il suo
ruolo di divulgazione dell' ignoranza e la sua superstizione più profonda , La
Mettrie contribuì alla diffusione in Francia del pensiero scientifico di
Boerhaave , con traduzioni dei suoi scritti e relative introduzioni . La Mettrie
non tardò ad approdare a tesi fortemente materialistiche che trovarono una prima
organica esposizione nella Storia naturale dell' anima , del 1745 , e
successivamente nella sua opera più famosa , l' Uomo - macchina , del 1748 .
Questo libro suscitò grande scalpore tanto che fu pubblicamente bruciato sul
rogo e La Mettrie dovette fuggire in Prussia , accettando la protezione del
sovrano imbevuto di razionalismo , Federico II , per evitare di fare la fine
toccata a Giordano Bruno un secolo prima . Questo dimostra come in Francia non
vi fosse ancora quella libertà di pensiero che invece si era gradualmente
affermata in Inghilterra per culminare nell' abolizione della censura . Il
filosofo cui La Mettrie maggiormente si ispira , naturalmente , é l' edonista
Epicuro tant' é che tra i suoi scritti , oltre a quelli già citati e a L' uomo -
pianta e L' arte di godere , egli scrisse anche Il sistema di Epicuro , in cui
si riallacciava alle tesi propugnate al grande filosofo greco .
Nella Storia naturale dell' anima La Mettrie parte dal presupposto dell'
infondatezza della distinzione effettuata da Cartesio un secolo prima circa tra
res extensa ( la materia ) e
res cogitans ( la spiritualità ) : se la materia é solo materia ( res
extensa ) e l' anima é solo anima ( res cogitans ) e materia e anima sono
inconciliabili ( come dice Cartesio ) , che rapporto c' é tra corpo e anima ?
In altre parole , se sono due realtà tra loro così radicalmente distinte , come
fa il corpo ad agire sull' anima e l' anima ad agire sul corpo ? Che agiscano l'
uno sull' altro non si discute : quando con l' anima decido di alzare il braccio
e poi col corpo lo alzo é l' anima che agisce sul corpo ; viceversa , quando
metto la mano su una superficie calda , provo con l' anima una scottatura . Ecco
che allora Cartesio si trova di fronte ad un problema non da poco : due sostanze
eterogenee , tra loro opposte , che nell' uomo agiscono l' una sull' altra . Le
realtà fisiche , poi , per Cartesio si comportano secondo schemi meccanici e
deterministici , mentre invece l' anima é libera di scegliere , gode del libero
arbitrio ( l' errore consiste proprio nella volontà ) : anche qui Cartesio deve
far fronte a un grande problema che se non risolto può far vacillare l' intero
suo edificio del sapere .
Cartesio deve far quindi incontrare il mondo fisico , meccanicistico e privo di
libertà d' azione con quello spirituale libero e immateriale . Diventa poi
difficilissimo spiegare come l' anima muova il corpo e viceversa visto che l'
anima , per definizione , é sostanza spirituale e non é riconducibile ad
estensione : nell' ottica meccanicistica cartesiana , ogni movimento é causato
da urti fisici , ma come fa il corpo materiale ad urtare l' anima immateriale
per farla muovere a sentire il calore quando appoggiamo la mano su una
superficie calda ? Come può esserci movimento per contatto tra una realtà fisica
e una spirituale ? E' una contraddizione parlare di movimento e di urti a
riguardo dell' anima .
Ecco allora che Cartesio tenta di fornire una spiegazione ipotizzando proprio un
contatto tra anima e corpo , una spiegazione non molto convincente già all'
epoca : nella cosiddetta ghiandola pineale avviene l' incontro fatidico e
misterioso tra le due res . Ma tutta la filosofia del 1600 non é altro che un
tentativo di risolvere la problematica mal conclusa da Cartesio sul rapporto tra
la res cogitans e la res extensa e perfino La Mettrie , nel 1700 , prova a
risolvere la questione in modo analogo a come aveva fatto Hobbes : eliminando la
res cogitans .
Per Le Mettrie esiste solo la res extensa , la materia , mentre la res cogitans
é solo una manifestazione della materia . Anche l' anima , spiega La Mettrie ,
presenta gli attributi dell' estensione e della materialità . Infatti , dal
momento che non possiamo conoscere l' intima essenza nè della sostanza estesa nè
di quella pensante ( come aveva già dimostrato Locke ) , siamo autorizzati a
pensare che anche la materia partecipi di quella sensibilità che Cartesio
attribuisce esclusivamente all' anima .
Corpo e anima , entrambi materiali ( res extensa ) , sono quindi per La Mettrie
strettamente interdipendenti , come é provato dal fatto che l' alterazione delle
condizioni fisiche ( per esempio , la febbre elevata : ricordiamoci che La
Mettrie é medico ) comporta la diminuzione delle capacità intellettuali .
Nella Storia naturale dell' anima La Mettrie non negava l' esistenza dell' anima
( come indica lo stesso titolo dell' opera ) , ma soltanto la sua immaterialità
: l' anima é materia poichè tutto ciò che esiste deve per forza essere materia e
se l' anima é materia significa che essa , come ogni altra cosa materiale , é
destinata a perire .
Nell' Uomo macchina , invece , che é il suo capolavoro , egli , estendo il
meccanicismo di Cartesio anche all' uomo , rende assolutamente superflua l'
ipotesi dell' anima , che in fondo già nelle teorie cartesiane sembrava un
qualcosa di superfluo , aggiunto solo per non inimicarsi la Chiesa : quello che
per Cartesio differenzia gli uomini dagli animali é proprio l' anima , che però
sembra più un elemento aggiuntivo che non fondamentale : gli animali , senz'
anima , vivono benissimo . Pare un elemento forzatamente aggiunto l' anima tant'
é che poi nel 1900 un filosofo definirà adeguatamente la concezione cartesiana
dell' uomo : una macchina con uno spettro all' interno : l' uomo é una macchina
esattamente come gli animali e in più rispetto ad essi si trova ad avere uno
spettro ( l' anima ) . Ma quest' ipotesi dell' anima nella macchina parve poco
convincente fin dall' inizio perchè in fondo il problema di come realtà
materiale e spirituale entrino in contatto Cartesio lo risolve in modo poco
convincente , quasi come se l' anima nella ghiandola pineale si comportasse da
corpo .
Ecco allora che La Mettrie , eliminando radicalmente la res cogitans , non esita
a dire che l' uomo , come ogni altro animale , é soltanto una macchina che
risponde alle rigide leggi del meccanicismo , é cioè un meccanismo che funziona
in base alle proprietà intrinseche della materia stessa .
D' altronde Cartesio era arrivato a dire che gli animali fossero macchine e l'
uomo no avendo ipotizzato che una macchina imiti perfettamente un animale : chi
non mi dice che l' animale stesso non sia una macchina ? Con l' uomo tutto é
diverso perchè nessuna macchina potrà mai pensare razionalmente come fa l' uomo
; oggigiorno però ci si avvicina sempre di più a macchine che imitano il
ragionamento dell' uomo e quindi il ragionamento di Le Mettrie , per molti versi
, é più coerente di quello di Cartesio ( teniamo presente che l' epoca in cui
vive Le Mettrie é un' epoca che va sempre più verso la rivoluzione industriale ,
caratterizzata dal brulicare delle macchine ) .
Le leggi naturali che regolano il meccanismo dell' uomo macchina non possono
essere conosciute astrattamente , ma devono essere indagate sperimentalmente da
scienze quali l' anatomia e la fisiologia ( La Mettrie é medico ) . La sola
differenza tra animali e uomini non é il fatto che gli uni non abbiano l' anima
e gli altri sì ( come aveva detto Cartesio , ma é la maggiore complessità
strutturale della macchina uomo . Così come gli animali sono macchine più
complesse rispetto alle piante e le piante sono macchine più complesse rispetto
agli esseri naturali più semplici , l' uomo é la macchina più complessa di tutte
, ma é pur sempre una macchina : il fatto di essere una macchina e di agire
secondo le rigide regole meccanicistiche comporta il fatto che non vi é libero
arbitrio : l' uomo non può scegliere come agire perchè tutto é dettato dalla
fisica meccanicistica ; con Cartesio c' erano sì le regole meccanicistiche che
muovevano i corpi , ma nell' ambito della res cogitans vi era il libero arbitrio
: l' anima può scegliere , é libera .
Ma se l' anima non c' é e tutto é materia , allora viene a cadere anche la
libertà : l' uomo non piange perchè vuole piangere , ma piange perchè é
stimolato a piangere : ad ogni imput corrisponde un output proprio come in una
macchina : se suono il clacsono ad una macchina suona , se tiro la coda a un
gatto miagola ( fin qui lo diceva anche Cartesio ) se percuoto un uomo piange ;
tutto é dominato dal meccanicismo .
L' intera natura é ricondotta ad un unico principio , la materia fornita di
sensibilità e movimento e le differenze tra macchina e macchina consistono solo
nei diversi modi di funzionamento e nei diversi livelli di complessità dei
meccanismi naturali .
L' uomo é in altri termini una sorta di orologio : costituisce un tutto unitario
proprio come un orologio in cui tutti gli ingranaggi sono costruiti per servire
a un unico scopo e la composizione meccanica della macchina ( i meccanismi sono
giustapposti , ma mantengono una loro indipendenza ) consente la distinzione tra
diversi ambiti di funzionamento : una parte della macchina si può guastare senza
pregiudicare con ciò il funzionamento delle altre parti : Il corpo umano é un
orologio , ma immenso e costruito con tanto artificio e abilità che se la ruota
adibita a indicare i secondi si ferma quella dei minuti continua a girare e a
compiere il suo corso , ed anche la ruota dei quarti d' ora continua a muoversi
. ( L' uomo - macchina ) .
Negli scritti a carattere morale La Mettrie sviluppa un' etica edonistica che si
ispira ad Epicuro : la natura stessa indica ciò che é bene per l' uomo
connettendolo con il piacere , che é sempre e solo materiale , anche se può
assumere espressioni raffinate , come il piacere intellettuale ed estetico .
L' uomo non deve vivere nel timore di Dio proprio perchè Dio non esiste !
Esiste solo la materia e quindi Dio, che certo non può essere materia ( come
invece aveva detto Hobbes ) non esiste , proprio come l' anima.

L'illuminismo
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