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MONTESQUIEU:
LE CONDIZIONI DELLA LIBERTÀ E LO STATO DI DIRITTO

Charles Louis de
Secondat, barone di Montesquieu
«Dopo aver letto lo Spirito delle leggi, il naturalista Charles Bonnet scrisse
all'autore: "Newton ha scoperto le leggi del mondo naturale: voi, signore, avete
scoperto quelle del mondo intellettuale".
Se pur non giunse a tanto, Montesquieu – erudito, moralista, giurista, politico,
viaggiatore, cosmopolita – si era proposto infatti nel suo capolavoro di
estendere allo studio della società umana il metodo sperimentale; di fissare
taluni "principi" universali atti ad organizzare logicamente l'infinita
molteplicità delle usanze, delle norme giuridiche, delle credenze religiose e
delle forme politiche; di formulare infine le leggi obiettive secondo le quali
si articola costantemente, sotto l'apparenza del caso, il vario comportamento
degli uomini. Non rifiutò la concezione machiavellica della politica come forza,
ma la integrò con una paziente considerazione delle altre infinite "cause" –
storiche, politiche, fisiche, geografiche, morali – che operano negli eventi
umani.
Trasponendo allo studio della società i criteri del metodo sperimentale, fu uno
dei padri della sociologia; e tuttavia, filosofo illuminista, condivise la fede
illuministica nella perfettibilità dell'uomo e della società. Rinunciò alla
ricerca della miglior forma di stato, cara alla letteratura utopistica, e tentò
di stabilire in concreto le condizioni che garantiscono nei diversi regimi
politici l'optimum della convivenza civile: la libertà. Il suo realismo e
relativismo si salda con un altro intento normativo, con un invito alla
razionalizzazione delle leggi e delle istituzioni»
Lo spirito delle leggi (De I'esprit des lois)
Capolavoro dell'autore (pubblicato nel 1748), tra le massime espressioni del
pensiero politico moderno. All'apparenza disorganica, l'opera, in 31 libri,
possiede invece un suo disegno coerente: posto Dio, creatore e ordinatore
dell'universo, quale principio metafisico (libro I), si passa a ricercare quali
siano le leggi naturali della vita sociale nelle sue varie manifestazioni
empiriche.
Per rispondere al quesito si determinano (libri II-XIII) i diversi tipi di
associazione politica, attraverso la loro caratterizzazione istituzionale e il
loro "spirito", cioè l'atteggiamento psicologico corrispondente alle varie forme
di governo: emergono così i tipi sociologici fondamentali di stato (democrazia,
aristocrazia, monarchia, tirannide), di ciascuno dei quali si individuano le
particolari leggi costitutive e conservative nei vari settori della vita sociale
(educazione, finanza, difesa, legislazione civile e penale ecc.).
In questo contesto si inserisce la nota teoria della separazione dei poteri,
mirante a stabilire, sulla base dell'esperienza inglese, le condizioni
istituzionali della libertà politica attraverso un'equilibrata divisione di
funzioni tra gli organi dello stato.
Nel passaggio successivo (libri XIV-XVIII) è condotta l'analisi delle influenze
fisico-ambientali (clima, orografia, estensione del territorio ecc.) sulle forme
associative, che sfocia (libro XIX) nella teoria dell'ésprit général, che
esprimendo in sintesi tutti i fattori (fisici, culturali, spirituali) fin qui
colti consente di caratterizzare l'individualità dei singoli popoli e di
stabilire la legge suprema del loro sviluppo.
Dopo aver esaminato (libri XX-XXIII) alcuni problemi economici particolari (l'evoluzione
e le leggi del commercio e della finanza) e quello dello sviluppo demografico in
rapporto alle condizioni naturali e sociali di vita, Montesquieu affronta il
problema religioso sotto il duplice profilo dell'incidenza dei dogmi e delle
credenze sulla società (libro XXIV) e del rapporto tra organizzazione
ecclesiastica e organizzazione statale (libro XXV).
L'opera si conclude analizzando (libri XXVII-XXVIII e XXX-XXXI) l'evoluzione
delle istituzioni politiche e giuridiche (per esempio il diritto successorio
romano, quello processuale francese, la struttura feudale franca) sotto
l'influsso delle forze sociali, allo scopo di mostrare come l'ésprit général sia
un principio non naturale e statico ma storicamente dinamico.

L'ILLUMINISMO
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