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Noam Chomsky
(Philadelphia 1928)

Linguista statunitense, fondatore della
grammatica generativa trasformazionale, originale modello teorico che ha
rivoluzionato la linguistica e influenzato anche gli studi di psicologia, logica
e matematica. Allievo di Roman Jakobson, Chomsky insegna al Massachusetts
Institute of Tecnology, all’Institute for Advanced Studies della Harvard
University e al Cognitive Science Laboratory della Princeton University.
Ebreo di origine russa, Chomsky ha da sempre affiancato agli studi linguistici e
agli incarichi accademici un forte impegno sociale, ponendosi come uno dei più
rappresentativi intellettuali, pensatori e attivisti della sinistra radicale
americana.
LA TEORIA CHOMSKIANA
Secondo le teorie di Chomsky, che si oppongono alla linguistica strutturalista e
funzionalista, il linguaggio è il risultato di una facoltà umana innata basata
su una “struttura profonda”; lo scopo della linguistica è quello di descrivere
tale struttura, individuando una “grammatica universale” che possa contemplare
tutta la gamma delle variazioni linguistiche umanamente possibili. L’analisi di
Chomsky prende avvio da frasi semplici, dalle quali è possibile sviluppare, per
mezzo di un insieme di regole, centrali o periferiche, una varietà illimitata di
combinazioni sintattiche.
L’apporto fondamentale della teoria linguistica chomskiana consiste nell’aver
individuato la produzione di enunciati (cioè il fatto di parlare una data
lingua) come una serie di processi suscettibili di essere analizzati. Prima di
lui, i linguisti si limitavano, nella maggior parte dei casi, ad analizzare
questi stessi enunciati sotto i loro diversi aspetti (semantico, sintattico,
morfologico o fonologico). L’approccio generativo di Chomsky propone un modello
che, partendo da un senso astratto concepito dal locutore (componente
semantica), trasforma questo senso in una sequenza di parole (componente
lessicale) opportunamente ordinate (componente sintattica) a cui corrisponde
infine una pronuncia (componente fonologica). All’interno di ciascuna di queste
componenti, ogni elemento subisce delle trasformazioni successive.
Le principali pubblicazioni di Chomsky in materia di linguistica sono: Le
strutture della sintassi (1957), Problemi di teoria linguistica (1964), La
grammatica generativa trasformazionale (1966), Riflessioni sul linguaggio
(1975), La conoscenza del linguaggio (1985), Linguaggio e problemi della
conoscenza (1987). In Italia molti dei suoi saggi sono stati tradotti e raccolti
nei tre volumi intitolati Saggi linguistici (1969-1970).
L’IMPEGNO POLITICO
Studioso noto in Europa già negli anni Sessanta per le sue innovative teorie
linguistiche, all’epoca della guerra del Vietnam Chomsky acquistò popolarità
anche per la sua attività politica contro l’intervento americano nel conflitto.
Da allora ha espresso in diverse opere il suo dissenso nei confronti della
politica estera degli Stati Uniti, in particolare in Sud America, del sistema
mediatico e, più in generale, del potere costituito.
Tra i numerosi scritti politici e di denuncia di Chomsky si ricordano: I nuovi
mandarini. Gli intellettuali e il potere in America (1969), La guerra americana
in Asia (1970), La quinta libertà (1987), Illusioni necessarie (1989), Anno 501
la conquista continua (1993), I cortili dello zio Sam (1996), Il club dei ricchi
(1993), La fabbrica del consenso (1998), Egemonia americana e “stati fuorilegge”
(2000), 11 Settembre. Le ragioni di chi? (2001), Capire il potere (2002).
Noam Chomsky: L'universalità della natura umana
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