FILOSOFI
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PAUL HEINRICH DIETRICH D'HOLBACH



Filosofo di origine tedesca (Heidesheim 1723 -Parigi 1789), ma vissuto quasi sempre in Francia, dove fu uno dei maggiori esponenti dell'illuminismo e collaboratore all'Enciclopedia di Diderot e D'Alembert, di cui fu amico.

Nelle sue numerose opere (fra le quali: Cristianesimo svelato del 1761, Sistema della natura del 1770, La morale universale o i doveri dell'uomo fondati sulla natura del 1776) espose una concezione materialistica e atea della natura di cui l'uomo è parte integrante e alle cui leggi fisiche e chimiche è inevitabilmente sottoposto, sia per l'aspetto sociale sia per quello morale.

Tutto in natura è in movimento (la materia stessa non è passiva ma dotata di movimento) e perciò anche i comportamenti umani si spiegano con i cambiamenti successivi dei rapporti del corpo con differenti punti dello spazio o con altri corpi: erroneamente si è quindi attribuito a una sostanza a parte (l'anima o spirito) la causa che produce i movimenti interni (passioni, volizioni, impulsi e lo stesso pensiero).

In realtà tutto è prodotto deterministicamente (il libero arbitrio è un'illusione), basta distruggere le superstizioni (in particolare quelle religiose, da cui derivano l'assolutismo politico e la teocrazia) e conoscere le vere cause per giungere alla felicità stabile cui ognuno tende naturalmente.

L'egoismo è superato in forza dell'istinto alla simpatia per i nostri simili: perciò d'Holbach finisce per fare l'elogio delle virtù civili e sociali, che consistono nel rendersi felici (nell'ambito di leggi e istituzioni idonee) mediante la felicità che si procura agli altri (il cristianesimo ha invece reso infelici gli uomini reprimendo le loro tendenze naturali).

In questo senso compito della filosofia è emancipare l'uomo dalle imposture di cui è vittima, rendendolo padrone di sé attraverso la giusta conoscenza.