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Pierre Gassendi

Il libertinismo
L'accentuazione del valore e dell'autonomia dell'individuo porta, soprattutto in
Francia, alla diffusione di una mentalità laica, non dichiaratamente
anticristiana ma indifferente nei confronti degli aspetti dogmatici della
religione. Contemporaneamente si assiste alla riaffermazione del piacere, della
corporeità e della libertà di pensiero. Queste istanze vengono incarnate dal
movimento dei libertini, cioè i liberi pensatori, impegnati in una critica
radicale ai conformismi e ai dogmi etico-religiosi e nella riproposizione
dell'atomismo e dell'edonismo epicureo, del dubbio scettico, del naturalismo
rinascimentale, del materialismo di Hobbes, della scienza galileiana.
La loro
origine aristocratica o altoborghese li porta ad assumere un atteggiamento di
doppiezza nei confronti della politica e della religione, profondamente
criticate e smascherate nei loro meccanismi psicologici e storici, ma
considerate indispensabili per il controllo delle masse e della vita pubblica.
Pubblicamente, infatti, si proclamano obbedienti all'autorità ecclesiastica e
monarchica, mentre affidano le critiche alle conversazioni private e alla
letteratura clandestina o anonima.
Pierre Gassendi
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Noi non conosciamo le
essenze
Se mi chiedi [...] se io so che il miele mi appare dolce o che degustando
io ho esperito la dolcezza del miele, risponderò che lo so, e in questo
modo posso concedere che si abbia scienza di questa data cosa. Ma se
tuttavia poi mi chiedi se so che il miele di propria natura, in se stesso
e realmente è dolce, questo allora è proprio quello che confesso di non
sapere, giacché non sono in possesso di una causa necessaria o di una
dimostrazione che spieghino perché la cosa stia così.
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Pierre Gassend , detto Gassendi ( 1592 - 1655 ) , sacerdote , scienziato e
filosofo , è autore delle Quinte Obiezioni , nelle quali , pur condividendo
alcune conclusioni di Cartesio - come l'esistenza di Dio e l'immortalità
dell'anima - egli critica il "metodo" attraverso cui esse sono conseguite .
Gassendi polemizza innanzitutto con l'adozione del concetto stesso di evidenza .
Mancando un criterio oggettivo per stabilire quando un'idea possa dirsi chiara e
distinta , anche ciò che ci appare tale potrebbe essere frutto di un'illusione .
In particolare , non è evidente l'idea di Dio , la quale non è affatto innata e
non ha in sé maggiore realtà oggettiva di quanta ne abbiano le idee della
potenza , della scienza , della durata e della bontà , allorchè vengano dilatate
all'infinito in modo da tramutarsi in quelle dell'onnipotenza , dell'onniscienza
dell'eternità e della bontà perfetta . Molte pagine sono inoltre dedicate da
Gassendi alla critica della separazione tra corpo e anima . L'anima non è per
lui che un corpo più sottile , ma ontologicamente non diverso dalla rimanente
materia estesa . E' dunque errato presupporre due sostanze distinte . Ma lo
stesso concetto di sostanza dev' essere evitato . Infatti , anche se esiste una
sostanza che soggiace ai singoli atti di pensiero o ai singoli corpi estesi
percepiti con l'esperienza - nel qual caso si tratterebbe comunque di un'unica
sostanza "insieme pensante ed estesa" - essa rimarrebbe del tutto
irriconoscibile per l'uomo . In altri termini , la fiducia cartesiana nelle
capacità esplicative del concetto di sostanza appare a Gassendi un'indebita
concessione a un sapere metafisico che , seppure in forma diversa , ripropone i
presupposti dogmatici della tradizione aristotelica . La critica di Gassendi a
Cartesio si nutre di letture tratte dalla tradizione nominalistica ( il negare
l' esistenza degli universali ) , soprattutto Guglielmo di Ockham , e scettica ,
soprattutto Sesto Empirico tra gli antichi e Montaigne tra i moderni . Nelle "
Exercitationes paradoxicae adversus Aristoteleos " ( 1624 ) al razionalistico "
scire per causa " aristotelico egli contrappone l' osservazione empirica della
realtà naturale e la sua puntuale descrizione . L' uomo pertanto , chiarirà in
seguito Gassendi , può conoscere soltanto i fenomeni : infatti , egli può avere
conoscenza compiuta solamente di ciò che fa egli stesso ( nel caso degli oggetti
artificiali ) o di ciò che può scomporre e ricostruire mentalmente , in modo da
coglierne la costruzione interna ( nel caso della realtà naturale ) . Le
sostanze , la cui esistenza tuttavia non viene negata , rimangono al di là di
queste possibilità e sono conoscibili solo da parte di Dio . Tuttavia va subito
detto che i testi cartesiani riportati da Gassendi e indicati come citazioni
testuali sono spesso riassunti o parafrasati . Ciò fa sì che egli a volte
polemizzi con affermazioni che non corrispondono al dettato del suo
interlocutore . Di ciò ebbe a lamentarsi Cartesio stesso nelle Risposte alle
Quinte Obiezioni : " ( voi ) non combattete le mie ragioni , ma , dissimulandole
come se fossero di poco valore , o riportandole imperfette , cogliete così l'
occasione di farmi molte obiezioni che le persone poco versate nella filosofia
sogliono opporre alle mie conclusioni " . Verso il 1630 Gassendi , pur rimanendo
fedele a questi presupposti di ascendenza scettica , si accosta progressivamente
all' epicureismo nel tentativo di ritrovare il fondamento teorico dei nuovi
indirizzi scientifici , dopo il fallimento dell' aristotelismo e del
cartesianesimo . Questo processo culmina nel " Syntagma philosophicum " del 1658
. Gli atomi di Democrito e di Epicuro consentirebbero infatti di spiegare da un
lato la permanenza della materia e dall' altro i continui mutamenti che si
registrano nei fenomeni fisici . Essi fornirebbero inoltre una convincente
spiegazione del processo conoscitivo , provocato dal fatto che alcuni atomi si
staccano dall' oggetto conosciuto per colpire i sensi del soggetto conoscente .
Gassendi , che non dimentica di essere un religioso , apporta tuttavia alcune
correzioni alla tradizione epicurea , in modo da renderla compatibile con il
cristianesimo . Egli sostiene infatti non solo che gli atomi ( eterni per
Epicuro ) sono creati da Dio e da lui possono essere eliminati , ma anche che l'
atomismo non esclude il carattere finalistico della natura , voluto da Dio , e
che , proprio in base a tale ordine finale , si può risalire dall' esistenza del
mondo a quella di Dio . Infine , egli afferma che gli uomini posseggono ,
accanto all' anima sensitiva , anche un' anima razionale immortale ,
distaccandosi qui in modo radicale dall' epicureismo , che voleva l' anima
mortale alla pari del corpo . In questo modo, si ha una vera e propria
conciliazione (o, per lo meno, un tentativo) tra cristianesimo ed epicureismo,
da sempre considerati come incompatibili.
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