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PRECURSORI DELL'OCCASIONALISMO
Da Louis de la Forge ad Arnold Geulincx
Il cartesianesimo ebbe una notevole fortuna soprattutto in Olanda, dove Cartesio
aveva soggiornato, e in Francia, dove divenne una moda intellettuale che provocò
vivaci reazioni e opposizioni. Qui parleremo degli sviluppi cui il cartesianesimo fu
sottoposto da parte di un gruppo di pensatori che ne approfondirono gli aspetti
metafisici e gnoseologici, pervenendo a esiti del tutto imprevedibili.
Uno dei più vistosi problemi lasciati irrisolti da Cartesio era la possibilità
di spiegare la reciproca azione della res cogitans e della res extensa, di anima
e corpo. La pseudo-soluzione della «ghiandola pineale» costituiva, in realtà,
una clamorosa ritirata in un comodo asylum ignorantiae.
Portando alle estreme conseguenze le premesse cartesiane, alcuni pensatori
radicalizzarono il dualismo sussistente fra pensiero ed estensione, negando la
possibilità che il primo agisse sulla seconda e viceversa, e proposero il
ricorso a Dio come unica soluzione del problema del reciproco rapporto delle due
sostanze. La volontà e il pensiero umano non agiscono direttamente sui corpi ma
sono occasioni perché Dio intervenga a produrre i corrispettivi effetti nei
corpi, così come i moti dei corpi sono cause occasionali perché Dio intervenga a
produrre le corrispettive idee.
Questa teoria, di conseguenza, è stata denominata «occasionalismo». Preparata da
Louis de la Forge, Geraud de Cordemoy, Johann Clauberg, ma formulata da Arnold
Geulincx, essa ha avuto la più accurata elaborazione soprattutto a opera di
Nicolas Malebranche, che seppe imporla all'attenzione di tutti.
Louis de la Forge (1632-1666), nel suo Trattato sullo spirito dell'uomo (composto
intorno al 1661) sottolinea la problematicità dei rapporti fra anima e corpo,
nonché la distinzione fra causae principales e causae occasionales, e addita in
Dio la vera causa dei movimenti, così come dell'unione di anima e corpo.
Geraud de Cordemoy (1620-1684), nello scritto Sulla distinzione di anima e corpo,
sostiene la tesi secondo cui non solo l'azione dell'anima sul corpo (e viceversa),
ma qualunque forma di causalità attiva è incomprensibile senza l'intervento
divino.
Johann Clauberg (1622-1665), nella sua opera Sulla comunicazione fra anima e
corpo, sostiene che tale comunicazione non dipende dalla loro natura, ma ex Dei
sola libertate, dalla sola libertà di Dio.
Arnold Geulincx (1624-1669), fu colui che per primo
diede forma precisa all'occasionalismo. Insegnò, all'inizio, a Lovanio, e poi a
Leida, dove si convertì al calvinismo. Solo una parte dei suoi scritti furono
pubblicati durante la sua vita, mentre la restante sua produzione vide la luce
dopo la sua morte, a opera di allievi.
La verità prima e fondamentale che, secondo Geulincx, si impone, è quella
dell'esistenza del soggetto pensante cosciente. Ora, di tutto ciò che il
soggetto fa, il soggetto ha anche piena consapevolezza: per converso, se il
soggetto non ha coscienza di fare certe azioni, ciò prova che effettivamente non
le fa. Ma noi non abbiamo affatto consapevolezza di produrre effetti sul corpo,
in quanto ignoriamo completamente il modo in cui questi si producono; dunque,
ciò significa che non siamo noi a produrli. Noi siamo semplici «spettatori» e
non «attori» di tutto ciò che avviene in parallelo nell'anima e nel corpo.
Quando l'anima ha determinate posizioni, che sono seguite da determinati
movimenti nel corpo, e, viceversa, quando hanno luogo movimenti corporei cui
fanno seguito percezioni dell'anima, volizioni e movimenti non sono «cause reali»,
ma fungono da «cause occasionali» in concomitanza delle quali Dio interviene
direttamente.
L'anima e il corpo sono come due orologi che sono sincronizzati, non per
interazione reciproca, ma perché vengono continuamente regolati da Dio. Tuttavia,
come è stato notato dagli studiosi, Geulincx non è lontano, in alcuni testi,
dalla soluzione che Leibniz adotterà e renderà celebre con la sua dottrina
dell'«armonia prestabilita».
Geulincx non limita il suo occasionalismo alla spiegazione dei rapporti anima-corpo,
ma lo estende alla spiegazione di tutte le «apparenti» interazioni delle
sostanze finite. Anzi, egli precorre addirittura Spinoza, giungendo ad
affermazioni che, in qualche modo, portano a concludere che Dio produce tutte le
nostre idee con la sua mente, essendo noi modi della mente divina medesima, così
come produce i corpi mediante l'estensione, essendo i corpi modi dell'estensione.
Anche in etica Geulincx anticipa, sia pure in forma rapsodica, alcuni pensieri
che Spinoza renderà famosi, soprattutto riducendo la virtù a ragione, e
proclamando l'accettazione serena della volontà di Dio e della necessità. Il
seguente motto riassume tutto un programma:
Ita est, ergo ita sit! («Così è, dunque
così sia!»)

MALEBRANCHE E GLI SVILUPPI DELL'OCCASIONALISMO
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