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Pierre de la Ramée
La scientia universalis
La scienza logica deve riprodurre la dialettica della natura, e la matematica ha
il compito di illuminare la strada all'uomo rinascimentale che anela a
distinguere "per numero e qualità la sterminata pluralità delle cose" (Dialecticae
partitiones ad Academiam parisiensem).
Tuttavia Pierre de la Ramée (1515-1572) non segue Telesio nella fondazione "sensista"
della matematica: in questo il filosofo cosentino resta piuttosto unico nel
panorama cinquecentesco.
La resa dei conti con il dogma religioso — che procede di pari passo con la
ricerca dell'uso naturale della ragione nella logica e nella scienza in generale
— porta Ramée a essere inviso all'ambiente ufficiale universitario parigino, e
gli procura l'ostracismo di Francesco I. Quindi è costretto a lasciare Parigi e
poi la Francia. Si reca in Germania e in Svizzera, e insegna a Heidelberg,
Ginevra, Losanna, conseguendo grande fama come grammatico del volgare francese e
delle lingue classiche. La finale adesione al calvinismo (1561) viene vissuta
fino al martirio nella strage di San Bartolomeo (24 agosto 1572).
Il radicale antiaristotelismo di Ramée non si limita a una polemica demolitrice
del metodo aristotelico, ma propugna anche l'instaurazione di una nuova
dialettica che si rifaccia al metodo socratico e alla retorica dei classici.
L'esplicito programma di critica verso le certezze consolidate di un
aristotelismo scricchiolante, ma ancora in auge, porta Ramée a soluzioni non del
tutto coerenti con le premesse: ciò è rintracciabile nelle due opere del 1543,
le Aristotelicae animadversiones e le Dialecticae partitiones ad Academiam
parsiensem.
La matematica è lo strumento idoneo per attingere all'origine divina
delle cose, poiché libera l'uomo dall'angusta prigione costituita dal suo stesso misero corpo. La matematica mette l'uomo in contatto con
la sua "matrice originaria", e mentre egli viene sbattuto qua e là senza meta
dalle passioni, la matematica gli rende la pace interiore, risolve armonicamente
i moti contrastanti dell'anima e lo conduce, sotto la guida della ragione, all'armonia e all'accordo.
Lo studio di una
nuova connessione tra filosofia ed eloquenza è basato su una logica naturale che
— se attuata secondo le regole — dovrebbe garantire a chiunque l'accesso alla
comprensione scientifica. Questa logica naturale — che, come si è detto,
dovrebbe essere contrapposta alla logica aristotelica — è articolata in due fasi:
quella dell'inventio (cioè la ricerca di argomenti per sostenere una
dimostrazione e risolvere un problema) e quella della dispositio (l'esposizione
razionale dell'argomentazione) che non esclude, ma anzi comprende, il sillogismo.
L'edificazione di una scientia universalis e la definizione di regulae come suoi
fondamentali criteri non escludono la deduzione aristotelica, assumendo come punto di
partenza proposizioni a cui viene assegnata un'immediata evidenza intuitiva, per
dedurne poi le conseguenze.
Nella sua opera principale Dialettica (1555), Ramée elabora una "dottrina della
civile conversazione", impostando in senso nuovo il problema del linguaggio e
del sapere umano, come verifica del contenuto di verità delle espressioni
spontanee dell'uomo e come arte retorico-dialettica, cioè dell'argomentazione
basata su definizioni scientifiche ed esempi colti ma universalmente
apprendibili.
Nonostante il debito sillogistico, o forse proprio grazie ad esso,
le divisiones di cui si alimenta la logica ramista, la ricerca di dicotomie —
connotato della scuola — portano acqua al mulino della semplificazione e cioè della possibilità di tradurre ogni branca della scienza in
formule snelle e d'impiego universale (si vedano gli scritti sulla dialettica e
la raccolta postuma Collectaneae prefationes).
La metodologia aristotelica non nuoce più di tanto alla nuova logica umanistica:
in Ramée è prioritaria i' inventio, così come è netta la propensione a rigettare
ipotesi che non siano mirate alla comprensione della realtà. È con pieno
orgoglio che Ramée descrive i progressi dei propri studenti parigini
nell'applicazione del nuovo metodo per attingere la conoscenza, somma felicità
del genere umano.
Logica e metodo scientifico
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