|
CRONOLOGIA E CARATTERI
DEL PERIODO
UMANISTICO–RINASCIMENTALE
Le suddivisioni
cronologiche
Dal punto di vista cronologico l'Umanesimo e il Rinascimento occupano due secoli
interi: il Quattrocento e il Cinquecento.
I preludi vanno però cercati nel Trecento, specie nella singolare figura di Cola
di Rienzo (la cui opera culmina verso la metà del secolo) e nella personalità e
nell'opera di Francesco Petrarca (1304-1374). L'epilogo giunge fino ai primi
decenni del Seicento.
Campanella è l'ultima grande figura di uomo del
Rinascimento.
Tradizionalmente si parlava del Quattrocento come epoca dell'Umanesimo e del
Cinquecento come epoca del Rinascimento vero e proprio. Caduta però la
possibilità di distinguere sul piano concettuale l'Umanesimo dal Rinascimento,
necessariamente cade anche questa distinzione cronologica.
Se prendiamo in considerazione i contenuti filosofici, questi mostrano che nel
Quattrocento prevale il pensiero sull'uomo, mentre il pensiero del Cinquecento
si allarga, abbracciando anche la natura.
In tal senso, se, per ragioni di comodo, si vuole indicare con Umanesimo
prevalentemente quel momento del pensiero rinascimentale che ha avuto per
oggetto soprattutto l'uomo e per Rinascimento questo secondo momento del
pensiero che considera l'intera natura, lo si può anche fare, sia pure con molte
riserve e con grande circospezione. Certo è, in ogni caso, che oggi con «Rinascimento»
si intende la denominazione storiografica dell'intero pensiero del XV e XVI
secolo.
Ricordiamo, infine, che i fenomeni di imitazione estrinseca e di filologismo e
grammaticismo non sono propri del Quattrocento, ma del Cinquecento, e in quanto
tali costituiscono i sintomi dell'incipiente dissoluzione dell'età
rinascimentale.
La questione dei rapporti fra Medioevo e Rinascimento italiano
Per quanto riguarda poi i rapporti fra il Medioevo e il Rinascimento italiano,
gli studiosi hanno in vario modo sostenuto le seguenti tre differenti tesi:
1 frattura fra le due età;
2 pura e semplice continuità;
3 una frattura, che suppone la opposizione e la contrarietà delle due età in
modo dinamico - relazionale.
In effetti, là teoria della frattura postula una sostanziale discontinuità,
mentre la teoria della continuità una essenziale omogeneità; ma fra la
contrarietà e la omogeneità esiste una via intermedia, quella della diversità.
Ora, dire che il Rinascimento è una età diversa dal Medioevo permette non solo
di distinguere senza contrapporre le due età, ma anche di individuare
agevolmente i loro nessi e le loro tangenze, così come le loro differenze, con
grande libertà critica.
Il problema se il Rinascimento apra o no l'età moderna
Un altro problema, di conseguenza, può essere agevolmente risolto. Il
Rinascimento apre l'età moderna? I teorici della «frattura» fra Rinascimento e
Medioevo erano fervidi sostenitori della risposta positiva al quesito. I teorici
della «continuità» davano invece una risposta negativa. Oggi si tende, in
generale, a far incominciare l'età moderna con la rivoluzione scientifica, ossia
con Galilei. Dal punto di vista della storia del pensiero, questa sembra essere
la tesi più corretta.
L'età moderna risulta dominata dalla grandiosa rivoluzione galileiana e dagli
effetti che essa ha provocato a tutti i livelli. Il primo filosofo «moderno», in
questo senso, è Cartesio (e in parte anche
Bacone). Se così è, il Rinascimento rappresenta una età diversa sia da quella
medievale, sia da quella moderna.
Naturalmente, così come nel Medioevo vanno cercate le radici del Rinascimento, a
sua volta nel Rinascimento vanno cercate le radici del mondo moderno. Si può
anzi dire che l'epilogo del Rinascimento è segnato dalla stessa rivoluzione
scientifica: ma tale rivoluzione marca appunto l'epilogo, non la «cifra» del
Rinascimento, indica la sua fine e non esprime affatto la sua generale temperie
spirituale.
E' necessario richiamare l'attenzione su uno degli aspetti forse più tipici
del pensiero rinascimentale:
La reviviscenza della componente ellenistico - orientaleggiante, piena di
risonanze magico-teurgiche diffusa in alcuni scritti che la tarda antichità
aveva attribuito ad antichissimi Dei o profeti e che erano, in realtà, delle
falsificazioni, ma che i Rinascimentali presero per autentiche, con conseguenze
di importanza enorme, come è emerso con tutta chiarezza soprattutto dagli studi
e dalle ricerche degli ultimi decenni.
• • •
Il fenomeno dell'ermetismo
Lo zoroastro del rinascimento e gli oracoli caldaici
L'Orfeo rinascimentale
• • •
|