Scolastica  Per sapere di più



Qualsiasi pensatore dei giorni nostri (per non dire dí un poeta o romanziere o pittore) per essere preso sul serio deve mostrare ín qualche modo di dire qualcosa di diverso dai propri immediati predecessori, e anche quando non lo fa deve fare finta dí farlo. Ebbene, gli scolastici facevano esattamente il contrario. Compivano i parricidi più drammatici, per così dire, affermando e cercando dí mostrare che stavano esattamente ripetendo quello che avevano detto i loro padri.
San Tommaso ha, per i suoi tempi, rivoluzionato la filosofia cristiana, ma sarebbe stato pronto a rispondere, a chi glielo avesse rimproverato (e c'è stato chi ci ha provato), che lui non faceva altro che ripetere quello che aveva detto otto secoli e mezzo prima Sant'Agostino. Non era menzogna né ipocrisia. Semplicemente il pensatore medievale credeva che fosse giusto correggere qua e là le opinioni dei suol predecessori quando gli pareva di avere, proprio grazie a loro, idee più chiare.

La filosofia scolastica rappresenta la filosofia della religione cristiana medioevale del IX secolo. Ebbe una diffusione tra il IX secolo fino al Rinascimento, distinguendosi in Alta Scolastica (dall'800 al 1200) in cui spicca Anselmo d'Aosta; il periodo d'oro, per tutto il 1200 grazie alla diffusione della teologia di San Tommaso e ad una lenta decadenza fino al Rinascimento, dove spicca Guglielmo d'Ockham (vi è però un cambio di prospettiva tra i due filosofi). La parola scolastica deriva dal latino "scholasticus", cioè un docente universitario che teneva lezioni basate sulla lettura e discussione del testo.
Il carattere fondamentale della filosofia scolastica è l'uso della ragione al servizio della verità di fede.
Il compito dei filosofi era quello di contrastare le tesi eretiche e di convertire gli atei. Per fare ciò lo scolastico doveva servirsi di concetti di sistemi filosofici anteriori, per giustificare l'uso del dogma e della fede non potevano essere in contrasto con la ragione.
La filosofia scolastica aveva quindi come limite e ambito esclusivo dei suoi studi il dogma religioso cristiano e la sottomissione alle auctoritas , che erano rappresentate dagli scritti dei Padri della Chiesa (filosofia Patristica), dai testi sacri e da scritti della tradizione cristiana. Le auctoritates erano, in sostanza, la decisione di affidarsi ad una voce ufficiale e decisa dai concili, per cui esisteva l'auctoritas in campo medico (Galeno), quella in campo metafisico (Aristotele) e quella in campo astronomico (Tolomeo).

Per l'abitudine di affidarsi a un sistema già collaudato per giustificare le proprie tesi, ogni filosofia, anche moderna o contemporanea, che utilizzi e si appoggi su una teoria filosofica già esistente, viene definita scolastica.

Dallo studio dei testi greci nasce il problema degli universali (cioè del logos, della forma) che viene sviluppato in modi differenti per tutta la scolastica.

forma ante rem: l'essenza nasce prima delle cose (materia) come secondo Platone e Sant'Agostino;
forma in re: l'essenza non ha senso senza la materia come secondo Aristotele;
forma post rem: forma>nome>convenzione che adottiamo dall'analisi delle caratteristiche di una serie.
Un altro tema che emerge nello studio dei testi greci e persiste per tutta la scolastica è il problema del rapporto tra ragione e fede.

La scolastica si sviluppa nelle varie scholae europee e quindi in diverse realtà, è quindi inevitabile che in ogni schola, avendo differenti esigenze e finalità, i pensieri e i metodi acquistassero caratteristiche diverse. Vi erano quindi scholae più vive e attive dove spesso si accendevano contrasti tra gli intellettuali più conservatori e i maestri d'arte, i più innovativi.



Causalità ed esistenza
L'"aseità" è la natura o la caratteristica di ciò che ha in sé la causa della del proprio essere. Il termine si contrappone ad "abalietà", che indica la natura o la caratteristica di cio che è ab alio, ossia di un essere, la cui esistenza dipende da un altro o comunque da qualcosa che è al di fuori di sé.

Se l'aseità indica un'esistenza totalmente indipendente, diviene attributo dell'Assoluto, di Dio.



La Scolastica e la scienza
Gli scolastici diedero un forte impulso allo sviluppo della scienza proprio perché erano in opposizione agli aristotelici ed a gli altri autori classici. Questi ultimi pensavano che la teoria fisica di Aristotele fosse completa ed infallibile ed ogni osservazione scientifica in contrasto con essa sicuramente era scorretta o derivante da pura illusione, mentre gli scolastici che si occupavano di filosofia della natura, basata sulle osservazioni degli eventi, ne contestavano i contenuti, in particolare gli elementi antiscientifici del pensiero greco vennero rifiutati da tutti gli autori scolastici.

Nel XII - XIII secolo nell'ambito degli studi teologici che si tenevano nelle prime Università europee come Bologna, Parigi, Oxford si svilupparono le ricerche sulla natura, ovvero sul creato considerato opera di Dio, che avrebbero dovuto portare alla giustificazione della fede, cioè alla intelleggibilità dell'opera di Dio creatore. Per i filosofi della natura del XII - XIII secolo la creazione era come un libro che andava letto e compreso, un libro che conteneva leggi naturali immutabili decise da Dio al momento della creazione. Tali studiosi pensavano che conoscere quelle leggi naturali avrebbe portato ad una conoscenza che avrebbe avvicinato sempre più a Dio.