Archimede nacque
a Siracusa verso il
287 a.C..
Era
figlio di un astronomo, di nome Fidia. Per qualche tempo visse ad Alessandria,
ma non s’inserì nell’ambiente del Museo, e preferì trascorrere la maggior parte
della sua vita a Siracusa;
contribuì al miglioramento della METODOLOGIA scientifica. Servendosi
di procedimenti meccanici, come lo spostamento e la dissezione di volumi, scoprì
vari teoremi geometrici. Dal suo scritto, Sul metodo, dedicato ad Eratostene, si
capisce che non giungeva alle sue scoperte con metodi complicati o artificiosi:
spesso si affidava ad un metodo induttivo ed intuitivo, costruendo figure e poi
sottoponendole a delle prove. Un passo del suo scritto lo dimostra:
“Vedendoti… come ho
detto, diligente ed egregio maestro di filosofia, e tale da apprezzare anche
nelle matematiche la teoria su cui (ti) accada di riflettere, decisi di
scriverti e di esporti nello stesso libro le caratteristiche di un certo metodo,
mediante il quale ti sarà data la possibilità di considerare questioni
matematiche per mezzo della meccanica. E sono persuaso che questo (metodo) non
sia meno utile anche per la dimostrazione degli stessi teoremi. E difatti alcune
delle (proprietà) che a me dapprima si sono presentate per via meccanica sono
state più tardi da me dimostrate per via geometrica, poiché la ricerca (compiuta)
per mezzo di questo metodo non è una dimostrazione: è poi più facile, avendo già
ottenuto con (questo) metodo qualche conoscenza delle cose ricercate, compiere
la dimostrazione, piuttosto che fare ricerca senza alcuna nozione precedente.
Perciò anche di quei teoremi, dei quali Eudosso trovò per primo la dimostrazione,
riguardo il cono e la piramide, (cioè) che il cono è la terza parte del cilindro
e la piramide (è la terza parte) del prisma aventi la stessa base e altezza
uguale, non poca parte (del merito) va attribuita a Democrito, che per primo
fece conoscere questa proprietà della figura sopraccitata, senza dimostrazione”.
Nello scritto
Sui corpi galleggianti, le proposizioni 5 e 7 esplicitano il famoso
principio di Archimede:
“Delle grandezze solide quella che è più
leggera del liquido, abbandonata nel liquido, si immerge in modo tale che un
volume del liquido quale è quello della parte immersa, abbia lo stesso peso
dell’intera grandezza solida”;”Le grandezze più pesanti del liquido, abbandonate
nel liquido, sono trasportate verso il basso, fino in fondo, e saranno tanto più
leggere nel liquido, quanto è il peso del liquido avente tale volume quanto è il
volume della grandezza solida”.
Eureka!