Guglielmo Marconi e la radio
L'invenzione
della radio è frutto di un'intuizione di Guglielmo Marconi
relativa alla possibilità di utilizzare le onde radio nella
telegrafia senza fili. Dal punto di vista sperimentale, la sua
invenzione è consistita nella scoperta che il sistema ricevente
antenna-terra messo a punto da Aleksandr Stepanovic Popov
(1859-1905) poteva considerarsi un efficiente radiatore di onde
radio e che queste onde potevano essere rilevate a distanza da
un ricevitore.
All'inizio del 1895, Marconi cominciò a
dedicarsi allo studio degli esperimenti sulle onde
elttromagnetiche già effettuati da Heinrich Rudolf Hertz e altri,
che ripeté con grande accuratezza ottenendo presto risultati che
risultarono tra i migliori dell'epoca. In un primo tempo, la
disposizione adottata fu quella tradizionale, tuttavia Marconi
concentrò l'energia delle radioonde mediante accurati riflettori
metallici cilindrici a sezione parabolica, sulla cui linea
focale erano sistemati l'oscillatore hertziano e il coherer.
L'oscillatore era del tipo 'a tre scintille' ideato da Augusto
Righi e il coherer era a limatura, del tipo perfezionato da
Oliver J. Lodge ma più piccolo e, soprattutto, più sensibile e
più stabile. I risultati cosi ottenuti da Marconi, per buoni che
fossero in termini comparativi, erano, tuttavia, della stessa
modestia di quelli sino ad allora ottenuti da altri: portate di
pochissime centinaia di metri e comunque sempre con i due
terminali in vista reciproca. Nell' estate del 1895 i suoi
esperimenti, condotti a Pontecchio, cominciarono però a dare,
sempre con gli stessi apparecchi, risultati migliori e per molti
versi strabilianti: portate di qualche chilometro e, soprattutto,
anche al di là di una collina interposta.
Marconi, nel passo iniziale della Nobellecture
tenuta nel 1909 in occasione del conferimento del premio Nobel
per la fisica, cosi ricorda: «Nell' agosto del 1895 scoprii un
nuovo sistema che non soltanto fece aumentare grandemente la
distanza alla quale potevo comunicare, ma sembrò rendere la
trasmissione indipendente dalla presenza di ostacoli interposti.
Questo sistema consisteva nel connettere un terminale dell'
oscillatore a terra e l'altro terminale a un filo collegato a un
conduttore situato a una certa altezza sul suolo, e analogamente
nel connettere un terminale del coherer a terra e l'altro a un
conduttore a una certa altezza. [...] presto accertai
definitivamente che più in alto era il conduttore, maggiore era
la distanza alla quale si poteva telegrafare. Cosi trovai che
[con conduttori] su un palo [...] a un'altezza di 8 m i segnali
potevano essere trasmessi 2400 m tUtto intorno».
I conduttori di lamiera in cima al palo, una
variante delle sfere o dei cilindri dell' oscillatore di Hertz,
erano piuttosto scomodi da montare e furono presto abbandonati.
Gli elementi essenziali del sistema risultarono essere la presa
di terra e la lunghezza del filo metallico verticale che
connetteva i conduttori all'oscillatore (ciò che poi si chiamò
un' antenna filare). Si trattava, come detto, del sistema
antenna-terra di Popov - di cui è molto probabile che Marconi
sia venuto a conoscenza - ma, in questo caso, applicato anche
all'oscillatore. La lunghezza delle radioonde emesse risultava
pari a poco più del quadruplo dell' altezza dell'antenna
verticale (poi nota come 'antenna Marconi in quarto d'onda');
perciò, anche con antenne non molto alte, si passava dalle
precedenti radioonde di lunghezza centimetrica (ora note come
microonde) a radioonde di lunghezza d'onda decametrica,
ettometrica e oltre, caratterizzate da modalità di propagazione
molto differenti. Mentre le precedenti microonde presentavano
una propagazione di tipo ottico, ossia con traiettorie
rettilinee e con forte attenuazione, le onde molto più lunghe
subivano una modesta attenuazione, penetravano parzialmente
nella superficie terrestre e quindi presentavano traiettorie con
profili che seguivano la curvatura di quest'ultima, raggiungendo
cosi distanze anche grandissime. Esse erano inoltre in grado di
oltrepassare, per diffrazione, gli ostacoli opachi posti sul
loro cammino.
Gli avvenimenti
successivi
I risultati decisivi di Marconi furono presto
noti in Europa e nel mondo. Nel febbraio del 1896, raccomandato
da influenti personaggi della nobile famiglia materna, egli poté
dimostrare l'eccellenza dei suoi dispositivi ripetendo gli
esperimenti in Inghilterra, nazione molto più interessata ai
sistemi di telecomunicazione che non la modesta Italia del
tempo. In luglio fu effettuato uno scambio di messaggi
telegrafici stampati tra un ufficio del ministero delle Poste, a
Londra, e un edificio a 1600 m ca. di distanza, in condizioni di
reciproca invisibilità dei terminali; in settembre, nell' ampia
piana di Salisbury, la ricezione di tali messaggi telegrafici fu
realizzata fino a una distanza di 2800 m ca. e, mediante l'uso
di una cuffia telefonica, ancora più lontano anche al di là di
un' alta collina. Sulla base di questi risultati, esaltati dall'
opinione pubblica britannica, Marconi chiese e ottenne (7 luglio
1896) il brevetto industriale per il suo sistema, replicato
l'anno seguente per gli Stati Uniti (13 luglio 1897) e poi
esteso al mondo intero. Contemporaneamente il fisico italiano,
nel luglio del 1897, costitui un'impresa industriale, la
Wireless Telegraph and Signal Company Ltd., che dal 1900 si
chiamerà Marconi' s Wireless Telegraph and Signal Company Ltd. e
sarà per decenni la maggiore società al mondo nel campo delle
radiocomunicazioni; di essa Marconi mantenne sempre, oltre alla
maggioranza azionaria, anche la direzione tecnica. Segui un
periodo di vaste e positive sperimentazioni, a distanze
crescenti (decine di chilometri), per conto di varie istituzioni
tecniche del governo britannico e anche per conto della Marina
militare italiana, nel golfo di La Spezia, dall'Il al 18 luglio
1897.
Anche altri sperimentatori ottennero risultati
importanti in tale campo"Tra questi un posto molto rilevante
spetta a Karl Ferdinand Braun (1850-1918), professore di fisica
all'Università di Strasburgo (città allora tedesca). Egli non
soltanto replicò con successo - e talora sopravanzò per certi
aspetti - gli esperimenti di Marconi, ma impresse alla sua
attività lo stesso carattere tecnico-scientifico-industriale che
quest'ultimo aveva dato al proprio lavoro; a tal fine costitul
nel 1898 la Gesellschaft flir drahtlose Telegraphie Systeme Pro£
Braun und Siemens & Halske, che nel 1903 diverrà la Gesellschaft
fur drahclose Telegraphie Systeme Telefunken, poi brevemente
nota come Telefunken. Nacque in tal modo una viva, fruttuosa e
leale competizione tra i due poli della nascente industria delle
radiocomunicazioni internazionali: il polo inglese (la Marconi
Company) nell'immenso Impero britannico e il polo tedesco (la
Telefunken), il cui sviluppo seguiva linee geopolitiche
definite, le principali delle quali erano verso il Vicino e
Medio Oriente, per il tramite dell'alleata Turchia, e verso gli
Stati Uniti, per mezzo della numerosa, ricca e potente comunità
statunitense di origine germanica. La validità dei contributi
scientifici e tecnici di Braun al progresso delle
radiocomunicazioni avrà poi un giusto riconoscimento quando egli
sarà chiamato a condividere con Marconi il premio Nobel per la
fisica nel 1909.
Nel corso di questa competizione anglo-tedesca
per le reti mondiali di radiocomunicazione, la qualità degli
apparati tedeschi risultò sempre eccellente e in qualche caso
migliore, dal punto di vista fisico, di quella degli apparati
della Marconi Company. Un contributo fondamentale di Braun e
della sua societàin tal senso fu la soluzione del problema della
selettività nelle nascenti radiocomunicazioni. Era necessario
infatti che gli apparati riceventi fossero capaci di ricevere
senza sovrapposizioni radioonde di frequenza differente
provenienti da trasmettitori circostanti e che gli apparati
trasmittenti fossero in grado di emettere radioonde in un
intervallo di frequenze il più ristretto possibile. Dopo avere
scoperto che ciò dipendeva dalla resistenza elettrica offerta,
rispettivamente, dallo spinterometro e dal coherer nel circuito
oscillante dell' antenna trasmittente e di quella ricevente,
Braun risolse il problema trasferendo questi componenti in un
apposito circuito oscillante principale, accoppiato
induttivamente con l'antenna (brevetto tedesco del 13 ottobre
1898); poco dopo la Marconi Company replicò con una disposizione
analoga (il famoso brevetto inglese n. 7777 del 26 aprile 1900).
Il risultato decisamente più importante nell'
ambito della competizione anglo-tedesca per il raggiungimento di
portate maggiori fu ottenuto il 12 dicembre 1901, quando Marconi
riusd a ricevere, in cuffia telefonica, segnali radiotelegrafici
- corrispondenti alla lettera S - tra una stazione trasmittente
a Poldhu (in Cornovaglia, all'estremità sudoccidentale della
Gran Bretagna), che generava onde radio con lunghezza d'onda di
1800 m ca. (frequenza di 167 kHz ca.) mediante un alternatore di
potenza di 25 kW, e una località presso Sto John nell'isola di
Terranova, poi chiamata Signal HilI. La ricezione fu realizzata
attraverso 3400 km ca. di oceano, superando cioè anche la 'montuosità
equivalente', alta 140 km ca., costituita dalla curvatura della
superficie terrestre tra le due località terminali. La riuscita
dell' esperimento di Marconi fu definitivamente confermata,
quasi un anno dopo, dal fatto che - risolta una grave
controversia di privative con la potente Compagnia dei cavi
telegrafici transatlantici, proprietaria del cavo
Inghilterra-Nordamerica - il 20 dicembre 1902 la Marconi
Company, con due telegrammi diretti al re d'Inghilterra e al re
d'Italia, dava inizio al servizio radio telegrafico regolare tra
la stazione britannica di Poldhu e la stazione canadese di GIace
Bay, distanti 4100 km. La prima stazione era collegata alla rete
telegrafica britannica ed europea, la seconda a quella
canadese-statunitense e americana; le lunghezze d'onda furono
per vari anni di 4200 m (frequenza di 71,4 kHz ca.) in un verso
e 4900 m (frequenza di 61,2 kHz ca.) nel verso opposto.