ISTITUZIONE CRISTIANA

Istituzione cristiana (Institution chrètienne)
Opera del riformatore religioso francese Giovanni Calvino (1509-1564), pubblicata in latino nel 1536 a Basilea col titolo di Institutio christianae religionis.



L'opera è preceduta da una lettera al re Francesco I, con cui l'autore difende la Riforma e i riformati francesi perseguitati come sediziosi. Un'altra edizione venne pubblicata nel 1541, in lingua francese, con il titolo Institution de la religion chrtienne (divenuto poi con l'uso appunto Institution chrètienne), e un'altra, sempre in francese, nel 1560. Nell'opera, in quattro libri, destinata a tutti i credenti, che secondo Calvino non devono conoscere altro che la Sacra Scrittura, unica fonte di fede e costante sostegno delle sue argomentazioni, l'autore fa un'esposizione sistematica della sua dottrina. Il primo libro tratta della conoscenza di Dio creatore e sovrano reggitore del mondo: la sovranità di Dio è assoluta, in funzione dell'esclusiva "gloria di Dio", per la quale tutto è stato creato. La natura umana, di contro, è sostanzialmente corrotta e, senza l'aiuto di Dio, tutte le creature sono destinate all'Inferno. Il secondo libro si occupa della conoscenza di Dio redentore: vi si sostiene che l'uomo, dopo il peccato di Adamo, è in stato di schiavitù e incapace da solo, di alcun bene. Nel terzo libro, che tratta del modo di partecipare alla grazia di Cristo e delle sue conseguenze, è formulata con rigore la teoria della cosiddetta "doppia predestinazione", conseguente alla sovranità del Creatore, secondo la quale Dio, nel suo alto disegno, non ha lasciato a ogni creatura la possibilità di guadagnarsi con i propri meriti la salvezza, ma ha predestinato gli uni alla salvezza e alla vita eterna, gli altri all'eterna dannazione. Nei primi è manifestata ed esaltata la misericordia di Dio, nei secondi la sua giustizia. Nel quarto libro si parla con tono assai aspro, delle istituzioni positive della Chiesa, della sua costituzione, della sua amministrazione e disciplina. Sono trattati inoltre gli argomenti dei voti monastici, dei sacramenti e del governo civile. La Chiesa è considerata come l'insieme degli eletti, conosciuti soltanto da Dio e, sotto questo aspetto è "invisibile"; è invece "visibile" se la si considera quale insieme di persone, quale comunità di chi onora Dio con l'esercizio della carità cristiana, con la predicazione del Vangelo, con la celebrazione dei sacramenti ecc. I sacramenti sono "i segni" per mezzo dei quali Dio suggella le sue promesse di grazia. Circa il governo civile, Calvino afferma che l'esistenza dello Stato si concilia con la libertà cristiana e che la sua forma non ha rilevanza. Con un esempio che sarà poi seguito, Calvino non scrive più in latino ma in francese, in una lingua che rende sempre più chiara e più pura. Egli ha adottato nella sua Istituzione un metodo assai diverso da quello della scolastica medievale, un metodo che si fonda nel porre i vari problemi in funzione dell'uomo, dei suoi interessi, del suo destino, e che sarà poi seguito da Pascal. Lo stile è semplice, chiaro, vigoroso.
 

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