Il castello di Otranto (nell'originale lingua inglese The
Castle of Otranto) è un romanzo di Horace Walpole e considerato
il primo romanzo gotico della storia. Ambientata nella città salentina di
Otranto, nell'Italia meridionale, è l'opera che diede l'avvio al genere
letterario poi diffusosi tra il tardo Settecento e l'inizio del Novecento.
Il romanzo fa di Walpole il precursore del romanzo gotico assieme a Ann
Radcliffe, Bram Stoker, Daphne du Maurier.
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Walpole e il sogno gotico. Il castello di Otranto |
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Il castello di Otranto
Horace Walpole

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Il castello di Otranto è oggi unanimemente considerato il
capostipite del romanzo gotico, la prima opera fantastica della
letteratura inglese moderna: da Clara Reeve alla Radcliffe, da
William Beckford a Charles Robert Maturin fino al Poe di The Fall
of the House of Husher, tutti, in varia misura, si troveranno a
dover fare i conti con Walpole e le sue misteriose, inquietanti
fantasie visionarie gremite di giganti spettrali, elmi magici,
quadri parlanti, sotterranei labirintici che hanno inaugurato un
vero e proprio genere letterario.
Horace Walpole nacque a Londra nel
1717. Pur non essendo di origine aristocratica, potè ricevere
un’educazione privilegiata, grazie alla posizione sociale del padre,
primo ministro del governo whig dal 1721 al 1742. Frequentò
l’università a Cambridge e viaggiò in Francia e in Italia. In quegli
anni cominciò il suo celebre, brillante epistolario, comprendente
più di tremila lettere di argomento politico, storico, artistico,
letterario, al quale egli deve, insieme a Il castello di Otranto,
la sua fama di scrittore. Nel 1747 Walpole affittò la famosa casa di
Strawberry Hill, che volle trasformare in un vero e proprio castello
gotico. Morì a Londra nel 1797.
The Castle of Otranto, a Gothic Story
Romanzo di Horace Walpole (1717-1797), pubblicato nel 1784. L'autore
disse che l'idea gli fu data da un sogno, in cui i particolari della
sua villa a Strawberry Hill si fusero con quelli d'un antico
collegio di Cambridge; il tratto più saliente del sogno era stato
l'apparizione d'una gigantesca mano inguantata di ferro. L'opera era
simulatamente descritta nella prima edizione come una versione
dall'italiano.
Gli avvenimenti si suppongono svoltisi nel Duecento. Manfredo, cupo
signore di Otranto, nipote dell'usurpatore del regno, che ha
avvelenato Alfonso, il sovrano legittimo, vive sotto l'incubo d'una
profezia di san Nicola. secondo cui la stirpe dell'usurpatore
continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto
troppo grosso per abitare il castello, e finché discendenti maschi
dell'usurpatore lo occupino. Al principio del romanzo l'unico figlio
di Manfredo è ucciso da un elmo gigantesco, piovuto non si sa donde,
alla vigilia delle sue nozze con la leggiadra Isabella. Parte della
profezia (che l'usurpatore resti senza figli maschi) minacciando
così di avverarsi, Manfredo decide di ripudiare sua moglie e sposare
Isabella. Costei fugge aiutata da un giovane contadino, Teodoro, che
ha una strana rassomiglianza col ritratto di Alfonso, e che è
sospettato di complicità nell'assassinio del figlio di Manfredo.
Egli è gittato in prigione, ma è liberato da Matilde, figlia di
Manfredo, di cui egli s'innamora. Questo innamoramento ha un tragico
epilogo, ché Manfredo, sospettando una tresca fra Teodoro e
Isabella, e udendo che Teodoro s'incontra di nottetempo alla tomba
di Alfonso con una dama del castello, corre sul posto e uccide la
dama: e costei non è altri che la sua propria figlia! Lo spettro di
Alfonso, che s'aggira pel castello con gigantesco aspetto, secondo
la profezia diviene troppo grosso per l'edifizio e lo sconquassa;
Manfredo, atterrito, rivela il modo dell'usurpazione; Teodoro
risulta essere il legittimo erede e sposa Isabella. Manfredo e la
moglie si ritirano in un monastero. Il romanzo è artisticamente poco
notevole: il meccanismo è così allo scoperto, ché mancano quel senso
di verismo e quella sospensione che formano le principali attrattive
di simili storie; l'opera è però importante per aver dato inizio
alla voga dei "romanzi neri" o terrifici ("tales of terror"), e per
aver stimolato il gusto per lo stile gotico. Una versione italiana
apparve a Londra nel 1795.
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Nel 1786 Lady Crafen spedì a Walpole un acquarello che
rivelava il vero castello di Otranto. La dama l’aveva visto e visitato in un
suo viaggio, uno dei tanti, in Italia. Walpole sprizzò gioia e confessò in
una successiva lettera che il castello l’aveva immaginato a partire da un
nome di città trovato sopra la cartina del Eegno di Napoli.
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