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Cristianesimo
La croce ricorda al credente che Gesù Cristo ha dato volontariamente la
propria vita in segno di amore per tutti gli uomini. La croce invita il
cristiano a imitare il Cristo nell'amore per tutti gli uomini nella
certezza che il bene vince sul male come dimostra il fatto che Cristo dopo
essere stato ucciso sulla croce è risorto.
Diffusione e
localizzazione geografica
Quella cristiana è la prima comunità religiosa nel mondo in termini sia di
numero di seguaci (circa un miliardo e mezzo, ovvero il 32% della
popolazione mondiale), sia di diffusione geografica (il cristianesimo è
diffuso in 225 paesi in tutte le parti del mondo).
Cenni storici
Il Cristianesimo nasce duemila anni fa nella terra di Israele in seguito
alla predicazione di un ebreo, Gesù di Nazareth. Gesù era un predicatore
itinerante che raccolse attorno a sé un movimento composto dai più diversi
strati della popolazione ebraica con un nucleo di discepoli più ristretto.
Gesù auspicava l'avvento del regno di Dio e cioè di un mondo in cui si
doveva realizzare la volontà di Dio, l'amore tra tutti gli uomini e il
rispetto della giustizia. In attesa di instaurare il suo regno, Dio
concedeva il perdono a tutti i peccatori che si convertivano e che a loro
volta perdonavano a coloro che avevano fatto loro del male. Nel giudizio
universale finale Dio avrebbe punito tutti i malvagi, ma soprattutto
quelli che avevano oppresso i poveri, commesso ingiustizie e perseguitato
i giusti. Gesù ottenne successo tra la popolazione ebraica del Terra di
Isarele, ma fu fortemente osteggiato da alcuni gruppi di potenti autorità
religiose che lo denunciarono ingiustamente presso i Romani che in quel
tempo dominavano nella Terra di Israele. I Romani arrestarono Gesù e lo
misero a morte secondo il supplizio tipicamente romano della crocifissione.
Immediatamente dopo la morte di Gesù il gruppo dei più fedeli discepoli di
Gesù ebbe una serie di sconvolgenti apparizioni e credette alla
risurrezione di Gesù dando vita ad una attivissima predicazione che in
pochi decenni si irradiò in molte parti del mondo antico. Nonostante
momenti di persecuzione da parte della autorità politiche, il
Cristianesimo si diffuse nei secoli successivi fino ad ottenere un
appoggio da parte dell'impero romano sotto l'imperatore Costantino. Dalla
metà del IV secolo alla metà del VI secolo si attuò la progressiva
cristianizzazione dell'impero romano.
Nel VII secolo una nuova religione, l' Islam, nata nella penisola arabica,
si diffuse rapidamente in territori che per secoli erano stati cristiani,
come ad esempio tutta l'Africa del Nord. Ma il Cristianesimo continuò la
sua diffusione soprattutto in Europa, ma anche in altre parti dell'Africa
e dell'Asia.
Attualmente non esiste una sola forma di Cristianesimo. Pur essendo una
religione unitaria, perché unita dalla fede in Gesù Cristo, il
Cristianesimo si presenta, infatti, suddiviso in quattro grandi gruppi di
chiese principali: le chiese ortodosse (tra le quali si distinguono quelle
storicamente riconducibili al patriarcato di Costantinopoli e quelle
riconducibili al Patriarcato di Mosca); la chiesa cattolica (che nella sua
origine dipende dalla chiesa di Roma e rappresenta il Cristianesimo latino),
le chiese orientali (come, ad esempio, la chiesa apostolica armena che
risale al III secolo e quella copta) e le chiese protestanti nate da una
scissione all'interno della chiesa latina all'inizio del XVI secolo.
A partire dall'inizio del XVI secolo, grazie all'espansione delle potenze
europee in seguito allo sviluppo della moderna civiltà tecnico-scientifica
e industriale, le diverse forme di Cristianesimo si diffusero in tutte
parti del mondo. Nei primi decenni del secolo XX si è diffuso, grazie al
movimento ecumenico, nelle diverse chiese cristiane separate,
l'aspirazione alla riunificazione, che tuttavia incontra difficoltà
gravissime, poste le grandi differenze non solo dottrinali ed
istituzionali, ma anche culturali, tra le diverse chiese.
Testi sacri
Il testo sacro del Cristianesimo è la Bibbia cristiana composta di due
parti: l'Antico e il Nuovo Testamento. L'Antico Testamento è
essenzialmente costituito dalle sacre Scritture dell' Ebraismo , che
tuttavia il Cristianesimo interpreta in modo molto divergente rispetto
all'interpretazione ebraica. Alcune chiese, come quella cattolica e quelle
ortodosse, ma non quelle protestanti, inseriscono nell'Antico Testamento
anche un certo numero di scritti religiosi ebraici che tuttavia gli Ebrei
non considerano rivelati da Dio. Il Nuovo Testamento è, invece, composto
da 27 opere tutte composte dai cristiani prevalentemente nel I secolo e.v..
Fra esse sono fondamentali i quattro Vangeli: quello di Matteo, di Marco,
di Luca e di Giovanni.
Princìpi fondamentali
Il Cristianesimo è una religione monoteista, come l' Ebraismo da cui è
sorto. I cristiani infatti credono che esista un solo Dio. Egli è il
creatore dell'universo (che perciò è considerato una cosa buona) e tutto
gli è sottomesso. Dio non solo domina il creato, ma anche interviene nella
storia e la guida orientandola verso un fine futuro positivo. Dio fa
conoscere la sua volontà mediante rivelazioni trasmesse dai profeti i
quali provvedono anche a scriverla in libri che costituiscono appunto la
Bibbia. Secondo il Cristianesimo, Dio, pur essendo uno solo, possiede
tuttavia una dinamica interna che si manifesta in tre persone divine che
non sono altro che l'unico Dio. È la dottrina della Trinità che ritiene
che l'unico Dio si manifesti nella persona del Padre, del Figlio e dello
Spirito santo.
Di questa dottrina fa parte anche la credenza forse più caratteristica del
Cristianesimo, quella della doppia natura, umana e divina, di Cristo: Gesù,
pur essendo un uomo vero, nato dalla Vergine Maria per opera dello Spirito
Santo, era anche veramente Dio. Per secoli i cristiani hanno discusso
questa dottrina e molte delle loro divergenze dottrinali possono essere
ricondotte alle difficoltà nel mettere d'accordo l'umanità di Gesù Cristo
con la sua divinità.
La rivelazione di Dio ha un contenuto essenzialmente morale che si
riassume nei Dieci Comandamenti contenuti nell'Antico Testamento.
L'adorazione di un solo Dio e l'amore del prossimo sono spesso presentati
come la sintesi cristiana di questi precetti. Il Cristianesimo, tuttavia,
non incita solo gli uomini ad obbedire alla volontà di Dio spingendoli ad
amare il prossimo con tutte le proprie forze. Insiste anche sul principio
secondo il quale bisogna invocare da Dio la forza di compiere il bene.
Solo la grazia di Dio rende l'uomo capace di compiere veramente il bene.
Ma, qual è il ruolo della volontà dell'uomo e
quale il ruolo della grazia di Dio? Su questo punto si sono accese spesso
divergenze profonde e anche aspre divisioni, come ad esempio nel XVI
secolo tra cattolici e protestanti. In genere tutte le forme di
Cristianesimo affermano la libertà dell'uomo e la capacità della sua
volontà di compiere il bene, ma non sono mancate concezioni pessimistiche
sulla effettiva possibilità degli uomini di dominare le inclinazioni
malvagie della natura umana.
Il principio dell'unicità di Dio, della bontà della creazione e dell'amore
verso tutti gli uomini porta il Cristianesimo all'idea dell'uguaglianza
tra tutti gli uomini e tra i sessi, anche se le diverse forme di
Cristianesimo nelle diverse epoche hanno spesso accettato (come del resto
le altre religioni monoteiste) le disuguaglianze sociali, la
stratificazione sociale e la subordinazione della donna.
Lo scopo della vita dell'uomo, secondo il Cristianesimo, è di partecipare
alla vita stessa di Dio. L'uomo non termina il suo destino con la sua
morte naturale; egli è destinato ad unirsi con Dio dopo la morte in una
condizione di felicità eterna. La possibilità di partecipare alla futura
vita divina è subordinata ad un giudizio di Dio che riassume tutta
l'intera vita di ogni uomo. Il Cristianesimo ha sempre sostenuto che
accanto al premio della felicità eterna sussiste anche la possibilità di
una condanna eterna da parte di Dio.
Rapporti con le altre
religioni
La religione con la quale il Cristianesimo ha il più stretto legame è l'
Ebraismo perché Gesù era ebreo ed ebrei furono i suoi primi seguaci.
Dall'Ebraismo il Cristianesimo trae una parte delle proprie Scritture (l'Antico
Testamento), l'idea del Dio unico creatore rivelatore e guida della storia
e le basi della sua visione morale. La divergenza sostanziale con
l'Ebraismo sta nella credenza in Gesù Cristo Dio e uomo e
nell'interpretazione di tutta la rivelazione biblica che da questa
credenza in Cristo deriva.
Il fatto che la maggioranza degli ebrei del I secolo non abbiano aderito
alla predicazione dell'ebreo Gesù e che nei secoli successivi l'Ebraismo
abbia continuato ad esistere e a svilupparsi ha portato ad aspre polemiche
teologiche e politiche. Dal punto di vista teologico i cristiani hanno
spesso pensato che il popolo ebraico, avendo rifiutato di credere in Gesù
Cristo avesse perduto il diritto di considerarsi il popolo di Dio, e che
la Chiesa fosse ormai il nuovo Israele che aveva sostituito l'antico
Israele. Quando i cristiani conquistarono il potere nell'impero romano,
cominciarono a perseguitare gli ebrei, limitandone le libertà e i diritti.
Si diffuse anche la concezione per la quale gli ebrei avrebbero perduto il
diritto alla propria terra destinata ormai da Dio al possesso dei
cristiani. La storia secolare della presenza delle comunità ebraiche nei
territori a maggioranza cristiana non è però solo di intolleranza e
persecuzione, e testimonia uno scambio continuo creativo da ambedue le
parti, anche se non mancano periodi ed episodi di straordinaria violenza e
drammaticità. Dopo la Shoah, nelle chiese cristiane, soprattutto
protestanti e cattoliche, si è sviluppata una radicale autocritica dell'
antisemitismo cristiano che ha portato ad un diverso tipo di rapporti e ad
una diversa teoria dei rapporti tra le due religioni.
Le relazioni del Cristianesimo con l' Islam sono essenzialmente di due
tipi: religiose e politico-culturali.
Dal punto di vista religioso, l'Islam ha in comune con il Cristianesimo la
concezione monoteistica e una notevole quantità di elementi che l'Islam ha
tratto dalla religione ebraica e da quella cristiana. L'Islam ritiene, ad
esempio, che Dio si sia rivelato ad Abramo, Mosè e a Gesù ma che, tuttavia,
la rivelazione di Mohammed sia quella definitiva. Questo ultimo punto è
inaccettabile per il Cristianesimo, anche perché il Corano, testo sacro
dell'Islam, considera Gesù non Dio, ma semplicemente uomo, figlio di
Maria. Là dove i Vangeli cristiani differiscono rispetto a quanto il
Corano scrive a proposito di Gesù, il Cristianesimo non accetta la
versione coranica.
Le difficoltà di natura politico-culturale stanno soprattutto nel fatto
che l'Islam si è diffuso in paesi precedentemente a maggioranza cristiana
(si pensi all'Africa del Nord, alla Turchia e anche alla Mongolia). Lo
scontro anche militare durato per secoli sulle sponde del Mediterraneo e
in diversi paesi dell'Europa meridionale e orientale ha contribuito ad una
estraneità e ostilità culturale tra le due religioni, acuitasi spesso a
causa del recente colonialismo europeo in diversi paesi a maggioranza
musulmana.
Nella sua storia millenaria il Cristianesimo ha spesso assorbito elementi
molteplici dalle religioni accanto alle quali si è diffuso. Ciò vale non
solo per le religioni ellenistico-romane, ma anche per quelle delle
popolazioni via via cristianizzate. Dopo il XVI secolo l'espansione
coloniale si è accompagnata con una espansione missionaria cristiana
spesso critica verso i metodi violenti e verso lo sfruttamento del
colonialismo. Ma la concomitanza dell'espansione europea con quella delle
missioni cristiane doveva necessariamente impostare il rapporto del
Cristianesimo con le religioni delle popolazioni colonizzate in modo non
corretto.
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