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Sikhismo
Khanda: simbolo che rappresenta il potere creativo universale. Al centro
c'è una lama a due tagli, simbolo del potere onnipotente del Creatore; il
cerchio simboleggia l'infinito; le due lame all'esterno stanno per
l'equilibrio spirituale e temporale dell'universo.
Diffusione e
localizzazione geografica
I sikh nel mondo sono circa 18 milioni e vivono per lo più nella regione
indiana del Punjab. Fuori dall'India, le più grandi comunità sikh si
trovano in Nord America (Stati Uniti e Canada) e in Gran Bretagna.
Cenni storici
Il fondatore della religione sikhista è il guru Nanak Dev (1469-1539) che,
dopo avere ricevuto l'illuminazione a Sultanpur, trascorse il resto dei
suoi anni a viaggiare per l'India cantando le poesie religiose che lui
stesso aveva composto, e che successivamente furono registrate per
iscritto e inserite nel canone sikhista. Attorno al guru Nanak si raccolse
una comunità di discepoli (Sikh = "discepolo"), tra i quali egli scelse il
proprio successore, Guru Angad. In tutto, i successori del primo guru
furono dieci: all'epoca del quinto guru, la struttura della comunità sikh
si fece più marziale, in seguito alle persecuzioni subite a opera dei
Moghul, gli imperatori musulmani dell'India. Il decimo guru, Gobind Singh
(1666-1708), fondò l'ordine militante dei Khalsa ("i puri") e decretò che,
dopo di lui, non ci sarebbe stato un altro guru in quanto l'autorità
religiosa veniva trasferita al testo sacro, l'Adi Granth.
Testi sacri
Il testo sacro del Sikhismo è l'Adi Granth (noto anche come Guru Granth
Sahib), una raccolta di quasi seimila inni, composti dai primi cinque
guru, curata da Arjan Dev (il quinto guru) nel 1606. Le 1430 pagine
dell'Adi Granth comprendono inoltre alcuni inni di santi bahkti e di sufi
musulmani.
Princìpi fondamentali
Il Sikhismo si ispira ad alcuni princìpi dell' Induismo e dell' Islam ,
pur essendo una religione autonoma e a sé stante. Dall'Induismo trae la
credenza nella trasmigrazione delle anime (samsara) e degli effetti delle
azioni sulle vite successive (karma). L'obiettivo ultimo è di interrompere
il ciclo delle rinascite (cfr. Induismo , Buddhismo , Giainismo ), tranne
che la liberazione non è vista come un annullamento del sé, bensì come una
congiunzione con Dio, che è Uno e indivisibile. Tale congiunzione si
ottiene tramite il retto comportamento e la fede in Dio. Come i musulmani,
i sikh credono che Dio abbia creato il mondo e che la Sua volontà governi
ogni cosa. Secondo il Sikhismo, tutti gli esseri umani sono uguali di
fronte a Dio (dunque viene rifiutato il sistema castale): questo principio
implica l'abolizione del clero (ogni sikh può leggere il Guru Granth
Sahib, a casa o al tempio) e la parità tra uomo e donna (le donne possono
guidare la congregazione in preghiera e diventare "leonesse della fede" al
pari degli uomini). Contrario a ogni forma di ascetismo, al celibato, al
formalismo dei rituali e al culto delle immagini, il Sikhismo invita i
propri seguaci a raggiungere un equilibrio tra gli obblighi spirituali e
quelli temporali. La condivisione dei beni è ritenuta una parte importante
della vita quotidiana. I khalsa sono guerrieri, oltre che credenti e
capifamiglia, e credono nella legittimità della "guerra santa", intesa
come strumento per combattere le ingiustizie. Chi entra nei khalsa è
tenuto a portare sempre con sé le "cinque k": kesh (capelli mai tagliati:
chi se li taglia è un rinnegato); kacha (pantaloncini corti), kirpan (pugnale),
kara (bracciale di ferro) e kanga (pettine).
Rapporti con le altre
religioni
Sebbene il Sikhismo sia molto critico nei confronti di altre religioni, i
guru hanno sempre dichiarato di credere nella libertà religiosa in quanto
ciò che più conta è la condotta morale che l'individuo mantiene nel corso
della sua vita terrena e la sua fede in Dio (o in un principio di divinità).
Ciò significa che, per il Sikhismo, persone di religioni diverse possono
raggiungere la salvezza dell'anima pur rimanendo all'interno della propria
religione. Nella pratica, tuttavia, la storia dei sikh è stata segnata dal
conflitto con i musulmani e con gli induisti.
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