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Daoismo (o Taoismo)
Yin e yang sono le due forze opposte e complementari che regolano
l'universo, agendo l'una sull'altra in forma ciclica.
Diffusione e
localizzazione geografica
Al mondo vi sono circa 20 milioni di daoisti, concentrati soprattutto in
Taiwan.
Cenni storici
La tradizione attribuisce la nascita del pensiero daoista (o taoista) a
Laozi (Vecchio Maestro, che un tempo in Occidente era noto come Lao Tze),
una figura leggendaria che sarebbe vissuta nel VI secolo a.e.v.. Si dice
che Laozi nacque vecchio dopo ottantun anni di gestazione e che,
allontanatosi dalla città di Luoyi (la capitale della dinastia degli Zhou
orientali), si diresse verso i paesi d'Occidente sul dorso di un bufalo
per diffondere la sua dottrina presso i popoli non cinesi. A Laozi si
attribuisce la compilazione di uno dei principali testi del Daoismo
filosofico, originariamente noto come Laozi, e in seguito chiamato
Daodejing. Altri importanti filosofi daoisti furono Zhuangzi (IV secolo
a.e.v.) e Liezi (IV secolo a.e.v.), ai quali vengono attribuiti testi, in
realtà in gran parte compositi, in cui emergono diversi aspetti del
pensiero daoista.
Come religione organizzata, il Daoismo è documentato solo a partire dal II
secolo dell'era comune, anche se il Daoismo religioso affonda le proprie
radici in pratiche magiche molto più antiche. Durante il III e il IV
secolo il Buddhismo Mahayana si diffuse capillarmente in Cina durante un
periodo di estrema instabilità politica (il paese fu prima frazionato in
tre stati e poi diviso in due: al nord regnarono dinastie straniere e al
sud dinastie cinesi). Fu allora che i daoisti cominciarono a organizzarsi
come chiesa, prendendo a modello le istituzioni e i riti buddhisti; il
Buddhismo, da parte sua, trovò nella terminologia daoista il veicolo
adatto per esprimere concetti estranei alla lingua e alla mentalità cinesi.
Dal secolo IV in poi la chiesa daoista fu rigidamente articolata secondo
vari livelli (a quelli inferiori c'erano anche donne, che godevano di
relativa eguaglianza rispetto agli uomini). Un secolo dopo è documentata
l'esistenza di quello che viene popolarmente definito il "papa daoista" (Tianshi:
"Maestro celeste"), del quale l'ultimo discendente è vissuto fino a non
molto tempo fa: una figura che nello stato cinese non ha mai avuto
particolari riconoscimenti.
Il canone
Il cosiddetto canone daoista (Daozang) comprende diversi testi, tra cui i
più noti sono:
il Daodejing, o "Classico della via e della virtù", che ci è pervenuto in
una versione del IV secolo a.e.v.: composto da due parti (Daojing e Dejing),
suddivise complessivamente in 81 sezioni, contiene riflessioni sul mondo e
consigli al sovrano;
il Zhuangzi (probabilmente anteriore al Daodejing): opera di notevole
valore letterario, compilata in parte dal filosofo da cui trae il nome, i
cui 33 libri, scritti con stile brillante e vivace, sono costituiti da
saggi su argomenti specifici, aneddoti, dialoghi, allegorie, e fiabe, e in
cui vi sono frequenti attacchi al Confucianesimo;
il Liezi, in parte simile al Zhuangzi, che fa riferimento a esseri
soprannaturali o a personaggi di epoche mitiche.
Tra le fonti non specificamente filosofiche, e che si ricollegano alla
popolare ricerca dell'immortalità, la più nota sicuramente è il Baopuzi
("Il maestro che abbraccia la semplicità") di Ge Hong (284-364 e.v.) in
cui, attraverso leggende sugli Immortali, si evidenziano pratiche di varia
natura che dovevano procurare l'illimitata sopravvivenza del corpo.
Princìpi fondamentali
Secondo il pensiero daoista (che in questo non si discosta da quello
confuciano) esiste un'armonia universale che lega tutti i livelli del
cosmo: terra, uomo e cielo.
Il principio su cui si fonda il Daoismo è il dao (o secondo un altro
sistema di trascrizione tao), termine di difficile interpretazione, tanto
che un verso del Daodeing recita: "Il dao che può essere definito col nome
non è il dao costante". Il dao, che è presente in ogni cosa e la
condiziona, è un flusso vitale che ha dato origine a tutto, e che scorre
incessantemente, mutando sempre e rimanendo sempre lo stesso.
Associata al dao è la concezione dello yinyang. Yin e yang sono i due
princìpi che mantengono l'ordine naturale del dao: yin è il principio
femminile, passivo ed oscuro, identificato con la luna; yang il principio
maschile, attivo e luminoso, identificato con il sole. Yin e yang sono
opposti e complementari tra di loro, relativi (si può essere yin sotto un
certo aspetto e yang sotto un altro) e non antitetici, tanto che nella
pienezza dell'uno è implicita l'origine dell'altro. Il loro alternarsi
determina tutte le cose.
L'obiettivo del Daoismo filosofico è quello di raggiungere la santità, lo
stato di perfetta armonia con il mondo naturale, uno stato che si acquista
uniformandosi ad esso tramite meditazione ed estasi, che permettono
l'identificazione con il dao. La natura non deve essere alterata
dall'azione umana, e per questo il daoista pratica e predica il "non agire"
(wu wei) in tutti i campi (anche in quello politico), non lasciandosi
turbare né dai mutamenti, né dalla morte. Nel Zhuangzi è messa in risalto
anche la necessità di non fare distinzioni, di raggiungere lo stadio di
una "non conoscenza", la quale si ottiene solo dopo aver conosciuto.
Come religione popolare, il Daoismo mise in atto diverse pratiche per
potenziare e per rendere immortale il corpo: diete alimentari di vario
tipo (inclusa l'ingestione di prodotti ottenuti tramite ricerche
alchemiche), tecniche respiratorie (come lo yoga cinese), ginniche,
sessuali, e contemplative.
Nelle numerose leggende daoiste, un posto di rilievo è assegnato ai
cosiddetti "Otto Immortali" (Baxian), un gruppo di personaggi (uomini e
donne) che, avendo ottenuto in vita poteri soprannaturali, sono stati
santificati dopo morti. Oltre agli Immortali, e accanto a Laozi -
identificato spesso con Huanlao (Il Vecchio Giallo), uno dei cinque
creatori del cosmo -, c'è un numero elevatissimo di divinità eterogenee,
organizzate gerarchicamente, come i protettori di mestieri e dei fenomeni
atmosferici; gli spiriti degli elementi della natura; le anime di diverse
località (cimiteri, luoghi, guadi, strade); i demoni; le anime degli
impiccati, degli annegati e degli antenati; i santi daoisti, confuciani e
buddhisti, eccetera.
Rapporti con le altre
religioni
Come dottrina filosofica, il Daoismo si pone in antitesi rispetto al
formalismo del sistema confuciano. Nella pratica, i cinesi hanno operato
una sorta di mistione tra Confucianesimo, Daoismo e Buddhismo.
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