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ROBERT DARNTON

Robert Darnton, storico americano, è nato il 10 maggio 1939 a New York.
Dal 1968 insegna all’Università di Princeton: dal 1985 è professore di Storia Europea, e dal 1987 al 1995 è stato direttore del programma di Studi Culturali Europei presso la stessa Università.

La filosofia dell'Enciclopedia:
Robert Darnton ricorda innanzitutto lo scandalo che l'uscita della Enciclopedia suscitò. L'Enciclopedia rappresenta una summa, la cui scienza guida non era più scolasticamente la teologia, ma la filosofia. Il bersaglio degli enciclopedisti fu il tomismo, mentre gli autori ai quali ci si riferì per la loro esaltazione della ragione furono, oltre a Locke, Bacone, Cartesio, Newton, anche i contemporanei. Darnton illustra quindi la concezione della ragione, rappresentata dagli enciclopedisti come un tronco d'albero, da cui si dipartono i rami dell'immaginazione e della memoria, delle varie arti e discipline, in una concezione articolata dei processi mentali. Le fonti del pensiero politico furono certamente Montesquieu e Locke. Significativo è poi l'eclettismo che caratterizza tutta l'opera. Se alcune voci risultano politicamente e religiosamente ortodosse, altre attaccarono con intelligenti sotterfugi l'ancien régime, aprendo crepe nell'edificio del potere e inducendo il lettore a far uso della propria ragione . Al di là dei difetti dei quali lo stesso Diderot era consapevole, per Darnton l'innovazione dell'Enciclopedia fu nel permettere al lettore di usare la ragione nell'analisi del mondo. La prima edizione fu venduta soprattutto al di fuori della Francia, le successive edizioni la resero sempre più economica ed accessibile non solo alle classi alte, ma anche a quelle medie, che prenderanno il potere nel 1789; Darnton sottolinea quindi la funzione e la forza della stampa nel secolo XVIII, capace di trasformare profondamente la pubblica opinione. Si ricostruisce anche la storia editoriale dell'Enciclopedia. L'illuminismo è oggi per Darnton non semplicemente una moda, ma una presenza vitale sulla scena contemporanea della lotta al totalitarismo.

Robert Darnton

DOMANDA: L'Enciclopedia si può considerare il simbolo dell'illuminismo. Quali effetti ebbe la censura sulla diffusione di quest'opera? Chi erano i suoi lettori?

Penso anch'io che si tratti per così dire della Bibbia dell'Illuminismo, il libro fondamentale in cui si trovano raccolte insieme le più importanti opinioni correnti nel pensiero illuminista in un momento cruciale, proprio intorno al 1750. Ci si dovrebbe chiedere quanto sia stato efficace come simbolo e perchè avesse acquistato questo potere simbolico.
Il libro combina un ambizioso sforzo di prendere in esame l'intera conoscenza con l'intento di farlo con spirito filosofico, uno spirito che era impertinente, insolente, bizzarro e penetrante, e questa combinazione di cose catturò alla perfezione il tono della vita intellettuale del tempo. Ma il secondo punto è che il libro venne perseguitato: venne confiscato e ci fu un terribile scandalo.
Il privilegio di stampa venne revocato nel 1749; sembra che i Gesuiti si diedero da fare per rilevarlo. Così il libro, sia perchè provocò uno scandalo, sia perchè venne perseguitato, sia perchè era pericoloso, riuscì ad esprimere il suo potere simbolico in una maniera che colpì l'opinione pubblica, e questo è un punto che penso sia veramente fondamentale. Il libro ebbe una forza simbolica perchè l'intero pubblico di lettori francesi capiva di avere di fronte il più pericoloso, il più ambizioso e il più affascinante lavoro del tempo. E' difficile comprenderlo per il lettore moderno.
Quest'opera venne originariamente pubblicata con 17 volumi di testo, vale a dire, circa 80.000 articoli su tutto lo scibile umano. Non ci si può mettere a sedere, cominciare a leggerlo dala prima pagina e leggerlo da cima a fondo; credo si diverrebbe ciechi prima di essere arrivati alla fine. Non è il genere di libro che può essere letto come un romanzo. Non era come La nouvelle Héloise di Rousseau, i cui lettori vengono sopraffatti dall'emozione e non smettono di leggere fino a quando non sono arrivati alla fine.
Fu invece un libro che proprio perchè perseguitato, proprio a causa dell'audacia del testo, tutti volevano avere. Molti comprarono il libro per ragioni simboliche; volevano averlo sui propri scaffali, come un libro da salotto. Avere l'Enciclopedia sul proprio scaffale era come dire: io sono un uomo moderno, penso per me stesso, posso farmi beffa delle autorità e osare; sapere aude, come diceva Kant.
Secondo la mia stima ci furono 14.000 copie complete dell'Enciclopedia nell'Europa pre-rivoluzionaria, di cui poco meno della metà in Francia, e di quelle, il 60% proveniva dall'edizione in quarto. Ho trovato l'elenco dei sottoscrittori dell'edizione in quarto e ho tracciato una mappa che mostra dove esattamente era diffusa in Francia e nel resto dell'Europa, e ne ho anche ricavato una sorta di mappa sociologica che mostra quanti avvocati, quanti ecclesiastici, quanti uomini d'affari, quanti aristocratici comprarono il libro per capire come il libro penetrò nella struttura sociale dell'antico regime.
E' una storia molto lunga e complicata ma forse non molto interessante se vogliamo parlare della filosofia che sta dietro l'Enciclopedia. In due parole direi che il libro raggiunse le classi più elevate di Francia. Ovviamente ci volevano molti soldi per comprarla. Penetrò ovunque nell'élite, ma raggiunse anche le classi medie. Ci furono moltissimi amministratori reali, moltissimi ecclesiastici addirittura, la comprarono, il che è di un certo interesse, molti medici, medici e avvocati soprattutto, la comprarono i professionisti, non tanti mercanti, pochissimi industriali.
Quindi chi vuole vedere nell'Enciclopedia il veicolo dell'ideologia borghese, troverà che non è la classica borghesia di Marx che compra o scrive l'Enciclopedia, al contrario, penso si tratti di una èlite mista più tradizionale dell'antico regime, che in realtà sarà la vera élite protagonista della Rivoluzione Francese.





 

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