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Ufficialmente quando inizi ad esercitare la tua passione?
Nel 1986 ero un appassionato del gioco di Braccio di
ferro anche se non sono altissimo. Quando ho visto il film ‘Over The Top’
con Sylvester Stallone ho avuto quel lampo di genio che mi aiuterà a
diffondere il 'Braccio di ferro'.
Siccome nessuno sapeva arbitrare ho scritto tre, quattro lettere ai giornali
come il ‘Bargiornale’, rivista a cui devo la mia vita professionale: io
conoscevo le regole del gioco, bastava diffondere la notizia. Ho ricevuto
400 lettere da persone che volevano partecipare alle gare. Poi, se ne sono
concretizzate solo un centinaio. Tra una gara e l’altra, nell’attesa parlavo
con la gente del posto e discutevo con loro sui vari giochi, chiedevo
informazioni per vedere chi avesse qualche nozione da trasmettermi.
E poi?
In pochi anni, dall’’86 al ‘90 mi sono fatto un bagaglio di conoscenze
infinito sui giochi di tutta Italia, ho incontrato molte persone interessate
a fare animazione e al recupero dei giochi antichi, dal gioco delle biglie a
quello dei tappi.
Ma le mode passano velocemente. A partire dal ‘90 facevo fatica a continuare
a svolgere il mio lavoro. Inizialmente erano gli anziani, i nonni che mi
chiamavano per fare animazione, mentre poi, diciamo negli ultimi 10 anni mi
chiamano gli assessori, i politici che sono padri quarantenni di piccoli di
sei o sette anni. Di questi tempi sono loro gli interlocutori che hanno
piacere di ritrovare giochi antichi, giochi rari.
Inoltre sono dell’idea che i videogame creano delle caste: in una classe ci
saranno 4 o 5 bambini che hanno l’ultimo nintendo o gameboy. Si crea una
selezione per classi sociali: chi ha i soldi e chi non li ha. I miei giochi
hanno la fortuna che si possono giocare con niente e chi non ha nulla ha più
creatività rispetto a chi ha il denaro per comprare il videogioco di grido.
I miei giochi hanno il merito della compensazione, della rivalsa.
Che tipo di giochi avete raccolto?
Prevalentemente giochi per i bambini dai da i 6 ai 10 anni. Quelli con cui
giocavano i ragazzini più grandi purtroppo sono ormai persi. Poi, abbiamo
una serie di giochi per adulti, più che altro i giochi delle freccette e
della fionda.
Come organizzi i tuoi momenti di animazione
alle feste e alle sagre?
Parto dal Il giardino dei Giochi dimenticati (ediz. Salani), il libro sui
giochi che ho scritto, e che ha venduto di più tra i testi che hanno per
argomento i giochi. Addirittura 7 ristampe. Secondo me ( ride)... essendo la
stessa casa editrice dei libri di Harry Potter, i librai ricattano il
cliente dicendo: se compri il libro di Harry Potter devi comprare anche ‘Il
giardino dei Giochi dimenticati’, altrimenti non se ne fa niente!. E da lì
insegno ai bambini come giocavano i loro padri e nonni, per strada e nei
cortili.
Nella tua classifica dei giochi da salvare
quale sceglieresti e perchè?
Allora: abbiamo fatto un sondaggio qualche tempo fa e nella classifica dei
giochi da salvare i bambini dai 6 ai 10 anni hanno scelto il girotondo e
l’altalena.
Io metterei, senza dubbio, ‘il gioco dei cinque sassetti’ che permetteva
alle maestre che seguivano i bambini di cinque e sei anni di capire se i
piccoli avessero dei problemi di coordinamento o di mobilità.
Ti spiego: bisogna lanciare un sassetto in aria mentre gli altri quattro
sono a terra. Contemporaneamente spostare uno che a terra e prendere al volo
quello che era in aria. Poi, diventa sempre più difficile: tiri un sassetto
ne sposti due, tiri un sassetto ne sposti tre. E’ un giochino facile da
imparare. Poi, puoi coinvolgere i bambini che possono raccogliere il
materiale ( i sassetti) dal giardino della scuola senza bisogno di comprare
nulla.
Insomma, meglio il gioco del giocattolo?
Sì. Io preferisco i giochi dove non serve nulla tranne la creatività: come
‘uno, due, tre, stella!’. Mi piace quando il bambino viene coinvolto
personalmente nella costruzione del gioco.
Ti faccio un esempio banalissimo: ho preso dei bambini che non avevano mai
giocato a scacchi. Con dieci di loro abbiamo giocato con degli scacchi già
fatti, li abbiamo solo comprati. Con altri dieci abbiamo costruito i pezzi
con i tappi di sughero, loro stessi hanno costruito l’oggetto del gioco; tra
quelli che avevano avuto il gioco per regalo solo in due hanno finito la
partita, mentre quelli che li hanno costruiti hanno finito la partita in
nove. Non è una cosa caduta dal cielo. Dopo averci messo del tempo a
costruirlo ci vogliono assolutamente giocare. Consiglio sempre ai genitori
di non regalare oggetti ai piccoli, ma giocare assieme creando qualcosa con
loro.
Per chiedere informazioni sui giochi?
Per informazioni su giochi specifici (qui
ci sono le schede di una quarantina di giochi) basta inviare una mail a
info@giocodimenticato.it e noi daremo tutte le informazioni possibili.
Se avete voglia di prendere parte alle iniziative vi rimando
al sito per scoprire i prossimi appuntamenti. Buon divertimento!
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