L'Ossianesimo

James Macpherson, The works of Ossian

Il fenomeno dell’Ossianesimo si sviluppa in Inghilterra e, così come lo Sturm und Drang tedesco, si oppone alle teorizzazioni del Neoclassicismo. In Inghilterra la poesia sepolcrale di Gray nasceva ancora da uno spirito umanistico: Gray era uno studioso della letteratura latina e un filologo e il gusto classico era presente in lui non meno di quello gotico o preromantico. Con James Macpherson (1736-1796) siamo già, invece, a prese di posizione consapevolmente anticlassicistiche. Egli dapprima tradusse i canti epici dei bardi gaelici d’Irlanda e di Scozia risalenti ai secoli XII-XVI, poi inserì alcuni frammenti di questi canti in poemi di propria creazione (Fingal, 1761, e Temora, 1762), riunendoli infine in The Poems of Ossian [I canti di Ossian (1765)] e dunque facendo passare per traduzione un’opera in gran parte propria. Ossian è il nome di un leggendario bardo e principe gaelico (forse vissuto nel III secolo d. C.), a cui la tradizione attribuiva canti popolari composti nel Medioevo. Il successo dei Canti di Ossian fu immenso in tutta Europa (in Italia vennero subito tradotti da Cesarotti). Essi furono ammirati anche dal giovane Goethe e servirono di stimolo alla nascita, in Germania, del movimento «Sturm und Drang». Nacque il mito romantico di una natura umana primitiva, di un Medioevo culla dello spirito popolare ed embrione delle nazioni; e ne trasse motivo di affermazione una concezione della poesia come prodotto dell’istinto e della fantasia e come frutto spontaneo della sensibilità popolare. Inoltre, in Inghilterra e in Germania si cominciarono a criticare apertamente le teorie di Winckelmann, vedendo in esse un sogno di serenità legato alla civiltà mediterranea piuttosto che a quella nordica. Cominciò a circolare la tesi che opponeva la lezione del genio istintivo di Shakespeare, maestro di un’arte nordica anticlassica, a quella dell’antica arte greca e romana. Lo scrittore tedesco Johann Herder (1744-1803), che ispirò lo «Sturm und Drang», scrisse vari saggi teorici avvicinando Ossian a Shakespeare. E il giovane Goethe poteva esclamare: «E io grido Natura! Natura! Nulla è tanto Natura quanto i personaggi di Shakespeare».

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