IL Ritorno all’ordine

Vincenzo Cardarelli

Con l’espressione “ritorno all’ordine” si intende il periodo del declino dei movimenti d’avanguardia in Italia nel primo Novecento e la fase di regressione (letteraria e sociale) ad esso connessa. Se la nuova poesia in Italia nasce dunque tra il 1903 e il 1907 raggiungendo il suo momento più consapevole e significativo negli anni Dieci, dopo la guerra si assiste allo svilupparsi di nuove tendenze regressive e conservatrici. La guerra mondiale costrinse infatti gli scrittori a un ripiegamento su se stessi. Gli atteggiamenti di rottura e di provocazione persero buona parte della loro attualità. Dopo la guerra, le tendenze avanguardistiche conobbero un breve periodo di ripresa nel clima delle tensioni sociali e politiche immediatamente successivo alla fine del conflitto. Ma poi il trionfo del fascismo, tra il 1922 e il 1925, rappresentò un generale ritorno all’ordine, sia nella società che nella letteratura. Il percorso letterario di Ungaretti e di Cardarelli esemplifica bene questa vicenda. Entrambi appartengono alla generazione vociana: Ungaretti fu collaboratore di «Lacerba», Cardarelli della «Voce». Entrambi muovono da un’esperienza espressionistica che poi mitigano o edulcorano (è il caso di Ungaretti) oppure rinnegano (è il caso di Cardarelli). Ungaretti, che aveva pubblicato nel 1916 Il porto sepolto e nel 1919 L’allegria di naufragi, dove ancora si sente fortissima l’esperienza dell’avanguardia, avvia negli anni Venti un processo di revisione sia nel lavoro di riscrittura di quest’ultima opera (che porterà, attraverso varie riedizioni, a quella definitiva del 1942 intitolata L’allegria), sia nelle nuove liriche che confluiranno in Sentimento del tempo (1932), tenuto a modello, di lì a poco, dall’Ermetismo fiorentino. Tale processo rivela un ritorno alla tradizione classica del petrarchismo e a quella moderna del simbolismo analogico. Da parte sua, Cardarelli, che aveva esordito con il poemetto vociano e che mostra forti tracce espressionistiche nelle sue poesie più antiche, è uno dei principali fautori del ritorno al classicismo e a un Leopardi letto esclusivamente in chiave restaurativa.

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