ELLENISMO
Termine (usato per la
prima volta dallo storico tedesco J.G. Droysen)
che indica la grande diffusione della cultura
greca in tutti i paesi del Mediterraneo
orientale dopo le conquiste di Alessandro Magno.
Il fenomeno si suole dividere in due fasi: un
periodo che, dal predominio culturale di
Alessandria d'Egitto, viene detto alessandrino
(323-146 a.C., dalla morte di Alessandro alla
conquista romana della Grecia) e uno
ellenistico-romano (146 a.C. - 529 d.C., dalla
conquista romana della Grecia alla chiusura
della scuola filosofica di Atene per ordine
dell'imperatore Giustiniano). Caratteristiche
principali dell'e. sono: il declino della
tradizionale struttura politica greca della
città-stato (polis), in cui si era sviluppata la
grande cultura greca classica, e l'affermarsi
delle grandi monarchie orientali, con la loro
potente burocrazia; la minore partecipazione
alla vita politica e il sorgere
dell'individualismo in campo morale, filosofico
e letterario; la decadenza della religione
tradizionale greca, che si contamina di motivi
mistici e misterici al contatto con le religioni
orientali; e, nell'ultimo periodo, l'affermarsi
del cristianesimo nel mondo greco e romano. La
riflessione filosofica si interessa
prevalentemente alla logica e alla morale;
alcune scienze particolari (matematica, medicina,
geografia, fisica) conoscono un grande sviluppo;
nelle arti figurative domina un gusto vivamente
realistico, a volte enfatico e ridondante.
Il centro della cultura greca si sposta dapprima
da Atene ad Alessandria, presso la monarchia
tolemaica d'Egitto, in seguito nella stessa Roma
(dove, in epoca imperiale, operano i maggiori
esponenti della cultura greca) e a Bisanzio; si
afferma la koinè dialektos, lingua greca
volgarizzata e uniformata, parlata in tutto il
bacino del Mediterraneo, mentre perdono vigore
gli antichi dialetti. In campo letterario
decadono l'oratoria e la commedia politica e si
affermano la retorica di scuola e la commedia di
costume; la poesia si fa riflessione intimistica,
perde forse in spontaneità ma acquista in
raffinatezza. Interessante la produzione di
opere erudite, di soggetto mitologico e
pastorale (Callimaco, Teocrito), che includono
allusioni a polemiche letterarie contemporanee.
Un grande sviluppo ha la poesia d'occasione (epigramma,
epitalamio). Nasce, infine, il romanzo in prosa,
ricco di elementi fantastici, di avventure
straordinarie e di intrecci amorosi, e insieme
di descrizioni realistiche della vita dei ceti
umili, degli schiavi, dei bambini, degli animali.
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