FANTASY
Genere di narrazione intermedio tra la
fantascienza e la fiaba, che dà ampio spazio al
misterioso, al magico e al soprannaturale,
accettati come dati di fatto al di là di ogni
possibile comprensione, siano essi favorevoli o
ostili all'uomo.
Le storie appartenenti a questo genere
letterario hanno una costruzione epica, scandita
spesso attraverso favole e leggende che
propongono vicende di sapore mitologico,
ambientate talvolta in passati remotissimi o in
lontani futuri, che possono avere luogo sia sul
nostro pianeta sia su altri e persino in
universi alternativi, e in cui si muovono
creature fantastiche (elfi, goblin, troll ecc.)
affiancate a umani di diverse etnie, talvolta
dotate di poteri straordinari (fate, maghi,
streghe ecc.). Questo genere vanta al suo
interno diversi filoni che tuttavia è difficile
«classificare» perché costituiti da immaginari
che si sovrappongono e incrociano fra loro. Si
possono comunque evidenziare in generale i
seguenti sottogeneri: high f (ambientato in
mondi fantastici in cui sia presente un eterno
scontro fra le forze del bene e quelle del
male), low f (narrazione in cui l'elemento
fantastico emerge nella realtà), heroic f
(animato da eroi dotati di forze straordinarie e
fuori dal comune), sword and sorcery (il
cosiddetto «spada e magia»), dark f. (vicino a
generi come il gotico e l' horror, privilegia il
lato oscuro e maligno), historical f (rilettura
«alternativa» e fantastica di epoche storiche),
science f (a prevalente tema fantascientifico),
contemporary f (in cui l'epoca contemporanea si
scontra con elementi fantastici provenienti sia
dal passato sia dal futuro).
L'origine di questo genere letterario è da
ricercare probabilmente fra le pagine dedicate
alle gesta di eroi mitici come Ulisse, Sigfrido,
Artù, Ercole ecc. Sicuramente opere di diversa
estrazione come l'Edda, l Nibelunghi, Beowulf,
La morte di Artù, Il dottor Faust, Don
Chisciotte, Le mille e una notte, Pentamerone,
Paradiso perduto, e Sogno di una notte di mezza
estate hanno anticipato temi fantastici che sono
poi entrati a far parte dell'immaginario f.
Nel 1808 Friedrich Heinrich Karl de La Motte
Fouqué rimase a tal punto suggestionato dalla
visione della prima trasposizione teatrale della
saga dei Nibelunghi che decise di rielaborare
quelle storie pubblicando il poema Sigurd
uccisore di draghi (1808), cui fecero seguito
L'eroe del Nord (1810) e il romanzo L'anello
magico (1813), trilogia che pone le basi per una
riscoperta dei miti e delle leggende del popolo
germanico. Alla stessa matrice si rifarà in
seguito il compositore Richard Wagner per
comporre il ciclo lirico L'anello del Nibelungo
(1851-74). Ma fra le prime opere che hanno
raccontato il fantastico attraverso la visione
di altri mondi non vanno dimenticati i
«classici» Alice nel paese delle meraviglie
(1865) e Attraverso lo specchio (1871) di Lewis
Carroll e Il meraviglioso mago di Oz (1900) di
Lyman Frank Baum, che costituiranno un punto di
riferimento per tutta la successiva produzione
f. per l'infanzia, amatissima in verità anche
dal pubblico giovane e persino adulto: basti
ricordare, per tutti, il successo di La storia
infinita di Michael Ende (1979, portato con gran
successo anche sullo schermo).
Se già in queste opere sono presenti alcune
delle componenti tipiche del f. (l'eroe dotato
di coraggio e forza straordinarie, creature
fantastiche come draghi e nani) è però l'inglese
William Morris, con il suo il bosco oltre il
mondo (1894), di cui è protagonista
l'avventuriero Walter Golden, a proporre per
primo una saga con caratteristiche innovative.
L'esempio di Morris fa scuola e altri autori lo
seguono, per esempio l'irlandese Lord Dunsany,
che firma romanzi come La spada di Welleran
(1908) e La figlia del re degli elfi (1924); o
Robert Erwin Howard che «canonizza» il filone
poi battezzato heroic f nel 1932, con il suo
Conan il Barbaro, le cui storie ambientate nella
mitica Era Hyboriana hanno ispirato anche una
serie di fumetti di culto. Il fascino del f.
tenta persino il maestro dell'horror americano
Howard Phillis Lovecraft, che vi indulge con La
nave bianca (1919) e Celephais (1922). Puntando
soprattutto su elementi gotico-orrorifici Clark
Ashton Smith pubblica sulla rivista «Weird
Tales» (1932-53) vari racconti dedicati al
continente di Zothique, l'unico sopravvissuto
agli sconquassi geologici e ambientali della
Terra. Ma a incrociare f. e fantascienza con una
decisa «autorità» è Edgar Rice Burroughs, con il
lungo ciclo delle avventure di John Carter di
Marte (1912-1964). Componenti messianiche fanno
la loro comparsa nella trilogia di Clive Staples
Lewis composta da Lontano dal pianeta
silenzioso, Perelandra e Questa orribile forza
(1938-45) – in cui si contrappongono la Terra,
abbandonata da Dio a causa del peccato originale
ivi commesso, e Marte, pianeta angelico dove sta
per ripetersi il pericolo della Tentazione
originale – e seguita dall'imponente ciclo delle
Cronache di Narnia (1950-56), che con le
avventure dei quattro fratellini che scoprono la
porta di accesso al magico mondo di Narnia hanno
dato fama e popolarità al loro autore.
È un amico e collega di Lewis a dare un
ulteriore sviluppo alla narrativa fantastica con
la fondazione del genere high f, dal quale
deriverà poi anche lo sword and sorcery. Si
tratta di John Ronald Reuel Tolkien, che dopo Lo
Hobbit (1937) concepisce la vasta trilogia Il
signore degli anelli (1954-1955), ambientata
nella mitica Terra di Mezzo: un mondo per il
quale l'autore inventa non solo una dettagliata
mappa geografica, ma lingue, religioni e razze.
Il signore degli anelli è uno dei maggiori
best-seller dell'editoria mondiale e il grande
successo ottenuto dalla trilogia cinematografica
ha ulteriormente confermato la leadership della
saga all'interno del genere. Le scuole di Lewis,
Tolkien e Howard sono state le più seguite dagli
scrittori successivi, tra i quali si possono
citare Terry Brooks (1944) con il fortunato
Ciclo di Shannara, Fritz Leiber (1939-88) con le
sue saghe del Mondo di Nehwon, Michael Moorcock
(1939) con le storie del principe albino Elric
di Melniboné.
A cavallo fra f. e fantascienza si collocano
cicli come la Terra Morente (1950) di Jack
Vance, Last Viking (1980) e King of Ys
(1986-1988) di Karen e Poul Anderson, intreccio
di saghe nordiche e storia romana, e la
complessa Saga di Majipoor ideata da Robert
Silverberg a partire dal 1995.
Dagli anni Novanta si sono distinti Harry
Turtledove, Robert Jordan e George R.R. Martin.
Il primo si è imposto con avventure di
ispirazione storica (Ciclo della legione
perduta) in cui fatti del passato hanno uno
svolgimento «alternativo», dando vita alle
cosiddette «ucronie», possibili diversi passati
o presenti. Jordan ha creato, a partire da
L'occhio del mondo (1990), la saga della Ruota
del Tempo, in cui gli agenti del Male hanno
invertito lo scorrere del Tempo. Martin, con le
sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco iniziate
nel 1996, ha trasferito la Guerra delle Due Rose
in un universo parallelo dove si fa ricorso a
terribili tecnologie e alla magia. È da
segnalare il recente exploit di Ildefonso
Falcones, il cui romanzo d'esordio La cattedrale
del mare (2007), di ambientazione medievale, ha
ottenuto grande successo.
Nell'universo f. hanno fatto la loro comparsa
anche le donne: tra le autrici spiccano i nomi
di Marion Zimmer Bradley, creatrice della saga
di Darkover (iniziata nel 1962 con La spada di
Aldones), ma abile anche nel reinventare la
mitologia celtico-arturiana (Le nebbie di
Avalon, 1979) e greca (La torcia, 1987), e
Ursula K. Le Guin, cui si deve invece
l'ideazione della saga di Earthsea (iniziata con
Il mago di Earthsea, 1968), magico arcipelago in
cui vivono apprendisti stregoni e arcimaghi. La
magia si scontra invece quotidianamente con i
comuni mortali nelle storie ambientate
nell'Inghilterra contemporanea di J.K. Rowling,
creatrice della fortunatissima saga di Harry
Potter: una serie in sette volumi, iniziata nel
1997, che ha letteralmente sconvolto il mercato
del f. e da cui è stata tratta una serie di film
di successo.
Fra i nuovissimi autori va ricordato anche
Christopher Paolini, che ha conquistato un
livello di eccellenza nel settore del f. all'età
di appena 15 anni, grazie ai primi due romanzi
della Trilogia dell'eredità (Eragon, 2002 e
Eldest, 2005) che hanno scalato la classifica
internazionale dei bestseller.
Anche autori horror «doc» come Stephen King e
Clive Barker, da sempre affascinati dalla
contaminazione fra i generi, non hanno resistito
alla tentazione di creare cicli originali come
quello della Torre Nera (19822004) e quello di
Abarat (2002). E anche un notissimo
sceneggiatore di fumetti come Neil Gaiman
(Sandman) ha mostrato doti eccellenti per il f.
in Nessun dove (1996) e American Gods (2001).
Infine, sul versante umoristico del f. si
segnalano Terry Pratchett, con la serie del
Mondo del Disco, ma soprattutto l'esilarante Il
signore dei tranelli - pubblicato nel 1969 da
Henry N. Beard e da Douglas C. Kenney, membri
dell'Harvard Lampoon e fra i fondatori del
National Lampoon - parodia di Il signore degli
anelli autorizzata dallo stesso Tolkien.
La letteratura italiana iniziò a misurarsi con
l'immaginario fantastico già in opere come
L'Orlando furioso e La Gerusalemme liberata e ha
poi tentato in maniera discontinua di dare forma
a un tipo di narrativa accostabile al f. di
estrazione anglosassone e statunitense. Nel
presente, fra gli sperimentatori del genere
emergono Giuseppe Pederiali, che ha dato vita a
una sorta di f. padano, seguendo la linea delle
leggende e delle cronache medievali, e Valerio
Evangelisti, che nelle saghe di Magus
(interamente dedicata al personaggio di
Nostradamus) e dell'inquisitore Nycholas
Eymerich ha costruito romanzi in cui mescola
horror, fantascienza e f. in maniera cupa e
visionaria. Sull'onda del grande successo di
Harry Potter e delle versioni cinematografiche
de Il signore degli anelli e Le cronache di
Narnia, sono uscite in Italia numerose serie
autoctone. Fra queste: le storie di Damlo il
Roscio di Luca Trugenberger, quelle firmate da
Ulysses Moore (alias Pierdomenico Baccalario,
che si finge traduttore dei diari di Ulysses),
la serie de La bambina della Sesta Luna di Moony
Witcher (alias Roberta Rizzo), la Trilogia delle
Sette Gemme dell'Equilibrio di Andrea D'Angelo,
le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi, e
altri titoli ancora.
Fra i settori che il f. ha maggiormente
influenzato vanno segnalati quello dei
videogiochi e dei giochi di ruolo - cui si
devono veri e propri fenomeni di costume come
«Dungeons and Dragons», «Magic» ecc. - ma anche
quello dell'illustrazione grafica, che ha
permesso a disegnatori del calibro di A. Lee, J.
Howe, R. Dean, F. Frazetta, M. Kaluta, R
Matthews, A. McBride, G. e T. Hildebrandt di
rappresentare creature e mondi incredibili
attraverso immagini che non solo hanno
sottolineato alcuni dei momenti salienti di
questa narrativa di genere, ma talvolta li hanno
anticipati e influenzati.
FANTASCIENZA
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