BABILONIA

 

Letteratura

http://www.parodos.it

Home   l   Torna all' indice di letteratura  l   Contact

 
 


Figure


Particolari forme che si conferiscono a un pensiero perché assuma maggior rilievo. Nella retorica classica le figure costituivano il corpo dell'esposizione (elocutio), il nucleo centrale dell'orazione. Nel tempo il repertorio delle figure andò organizzandosi come codice letterario, diffondendosi tuttavia di li anche nel linguaggio comune.

Le figure più tipiche, i tropi o traslati, si fondano su una deviazione dal significato primario, in certo modo «normale», dell'espressione. Le figure creano quindi un collegamento tra i due livelli dell'espressione di volta in volta istituita, cioè l'associazione di due campi semantici ognuno dei quali influenza l'altro (per es., la metafora braccio della gru insieme umanizza la gru e meccanizza l'arto).

Fin dall'antichità le figure furono variamente catalogate secondo terminologie intuitive (figure di dizione, di elocuzione, di ritmo, di costruzione o costrutto, di significato, di pensiero ecc.) piuttosto approssimative. Secondo la nomenclatura fissata nel 1970 da un gruppo di studiosi di Liegi, il gruppo p (Dubois, Edeline, Klinkenberg, Minguet, Pire e Trinon) le figure si distinguono in base all'intreccio tra un piano di quattro operazioni logiche: addizione, soppressione, sostituzione, permutazione, e un piano di quattro livelli espressivi, i primi due riguardanti la forma dell'espressione, gli altri due i contenuti.

Si hanno quindi:

1) figure morfologiche, che intervengono nell'ambito della parola o delle sue unità interne (sillabe, lettere ecc.). Tra queste figure si considerano anche quelle, dette comunemente ritmiche, che intervengono a modificare talvolta il numero di sillabe delle singole parole usate dal poeta per adattarle alla misura del verso (dialefe, sinalefe, dieresi, sineresi, sinafia, episinalefe);

2) figure sintattiche, che intervengono nel rapporto tra le diverse parole d'un periodo o d'una frase, come l'ellissi, lo zeugma, il raddoppiamento, la sillessi, l'asindeto e il polisindeto ecc.;

3) figure semantiche, che intervengono sui contenuti delle espressioni modificandone in vario modo il significato, come i tropi o traslati: la sineddoche, l'antonomasia, la metonimia, la metafora ecc.;

4) figure logiche, che modificano il senso dell'intero enunciato operando al di là del significato letterale, che resta autonomo e plausibile: l'ironia, l'iperbole, la preterizione, la litote, l'allusione, l'allegoria ecc.
 

Copyright 2007 Babilonia All Rights Reserved.