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IL BAROCCO NELLE VARIE LETTERATURE

In confronto allo splendore delle arti figurative, la letteratura italiana del Seicento risulta povera di grandi personalità. L'ingegno del poeta si concentra prevalentemente sulle forme, sforzandosi di supplire alla esiguità dei contenuti con l'opulenza dello stile. Nasce così la poetica barocca, caratterizzata dai principi della meraviglia e dell'acutezza, dalla ricerca cioè di un'espressione oltremodo elaborata, che deve sorprendere il lettore con le sue metafore ardite. Questo modo di poetare è detto anche marinismo dal nome del più celebre poeta barocco italiano, il napoletano G.B. Marino. Accanto a Marino e ai marinisti ci sono poeti e letterati fautori di uno stile più contenuto come Chiabrera e Testi; altri scrittori sperimentano nuove forme letterarie, quali il poema eroicomico e il romanzo d'avventura. Grande sviluppo hanno la prosa scientifica e la critica letteraria e artistica. Nel teatro si afferma la commedia dell'arte, mentre il melodramma si avvicina sempre più alla moderna opera in musica (per la presenza di grandi musicisti come Monteverdi e Scarlatti) e la tragedia, grazie soprattutto all'opera di F. della Valle e C. de' Dottori, si arricchisce di nuovi conflitti morali e religiosi. Si scoprono anche, per la prima volta, le risorse della letteratura dialettale, che ha il suo capolavoro nel Cunto de li cunti di G.B. Basile.

Di ben altro rilievo è la letteratura dell'altro grande paese barocco, la Spagna. Nel teatro dominano le grandi personalità di Lope de Vega e Calderón de la Barca. Nella prosa si assiste alla fioritura del romanzo picaresco, massima espressione del realismo e iperrealismo barocco (dal Lazarillo a Quevedo e a Mateo Aleman).

Nella lirica si possono distinguere due correnti: il gongorismo o culteranesimo o cultismo, che ricerca lo sfarzo formale attraverso un linguaggio colto e raffinato, e il concettismo che pare opporsi al primo in quanto mira a un maggiore approfondimento sentimentale. In L. de Góngora i due momenti trovano il loro equilibrio, mentre nei suoi imitatori tornano a scindersi, e il gongorismo dei seguaci meriterà il severo giudizio di Lope de Vega.

II b. della Spagna e del Portogallo si propagò al di là dell'oceano, nei loro imperi coloniali. Il Seicento vide trionfare in tutta l'America iberica i moduli barocchi e, in particolare, il gongorismo in poesia e il concettismo in prosa; il maggior poeta del barocco coloniale è la suora Juana Inés de la Cruz.

Anche l'Austria può vantare un grande scrittore barocco, il predicatore Abraham a Sancta Clara, nome religioso di Johann Ulrich Megerle.

La Francia costituisce un caso a sé. Quello di Luigi XIV fu il secolo del classicismo e del razionalismo cartesiano, essenzialmente contrario, dunque, allo spirito del b.
Accanto al classicismo, codificato da Boileau, fiori tuttavia in Francia il preziosismo, movimento analogo al marinismo italiano.

Nei paesi protestanti, il b., pur incontrando resistenze, lasciò non trascurabili tracce.
In Germania il Seicento fu un secolo di decadenza, determinata soprattutto dalla guerra dei trent'anni, e la letteratura non espresse personalità di grande rilievo. L'opera di maggior livello del Seicento tedesco fu L'avventuroso Simplicissìmus, che Grimmelshausen scrisse nel 1669 sul modello del romanzo picaresco spagnolo.

Anche l'Inghilterra ebbe un movimento affine al marinismo, l'eufuismo, così detto dal romanzo Euphues di J. Lyly; ma più autenticamente barocca appare la lirica metafisica e arditamente concettistica di J. Donne, G. Herbert, R. Crashaw, con la sua tormentata riflessione etico-religiosa.  Concettismo
 

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