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LA
LETTERATURA EUROPEA DEL QUATTROCENTO

LETTERATURA FRANCESE

Il XV secolo si rivela anche in Francia come epoca di profondo rinnovamento e di apertura culturale in senso umanistico. In questo Paese infatti l'umanesimo ha inizio con il soggiorno avignonese del Petrarca e con la sua influenza sui chierici della curia pontificia di Avignone, quindi su un numero sempre maggiore di filologi e intellettuali. Lo sviluppo dell'Università di Parigi e i contatti con il mondo umanistico fiorentino (Ficino, Pico) determinano un rinnovamento che investe la filologia e la riscoperta dei codici (fervidi inizi con Jean de Montreuil e Nicolas de Clamangrs) conducendo allo studio di problemi etico-politici e teologico-religiosi. E' difficile fissare il passaggio dalla fine del medioevo al nascente umanesimo. Poeti del Quattrocento sono Christine de Piran (c. 1364-1430) e A. Cartier (c. 1385-1435). L'opera di Charles d'Orlèans (1394-1465) è più complessa e va dalla raffinatezza dell'espressione ai toni dell'umorismo e del realismo psicologico. Il maggior poeta del Quattrocento rimane Francois Villon (c. 1431-1463) dotato di forte ispirazione realistica, che si manifesta nell'analisi delle passioni, nelle scelte linguistiche e nella rappresentazione della società.

FRANQOIS VILLON


LETTERATURA SPAGNOLA

La letteratura del sec. XV fu caratterizzata dalla forte influenza esercitata dall'umanesimo italiano. Rifiorì in questo contesto la produzione lirica. Significativi il Cancionero de Baena, comprendente testi di numerosi autori, il Cancionero de Stúñiga, il Cancionero di Mendoza e, all'inizio del sec. XVI, il Cancionero general, di H. del Castillo. Notevoli trasformazioni subì il genere epico. La celebrazione delle glorie nazionali venne resa mediante la forma del romance, componimento in versi assonanzati (Cantar de Rodrigo, Poema de Alfonso XI).

La poesia religiosa conobbe le fortunate opere di Gómez e Jorge Manrique, di A. Montesino e di J. de Padilla (Raffigurazione della vita di Cristo). Si ebbe inoltre la ripresa della produzione teatrale, con i drammi di J. del Encina e L. Fernández (Auto de la Passione, 1500) e le commedie di B. de Torres Naharro. La narrativa si espresse invece nei due filoni del romanzo sentimentale (Cárcel de amor, di San Pedro e Grisel y Mirabell, di J. de Flores), e del racconto cavalleresco e d'avventura (Quattro libri del virtuoso cavalier Amadigi di Gaula, di G. Rodríguez de Montalvo).

Anche la cronachistica e la storiografia ripresero nuovo slancio. Ma l'opera certamente più significativa di questa fase è un testo che sfugge a ogni definizione di genere, per la sua straordinaria originalità: la Celestina (1499-1502), attribuita a F. de Rojas.

FERNANDO DE ROJAS       GARCIA RODRIGUEZ DE MONTALVO


LETTERATURA INGLESE

I letterati di corte del XV secolo non produssero nessuna opera di rilievo; il loro scarso genio può essere spiegato dalla crisi attraversata dalla classe dominante a causa del protrarsi di quella con la Francia e di quella interna per la successione al trono, la guerra delle Due rose. E' stata la produzione anonima e popolare, sia poetica sia drammatica, a dare i frutti migliori. Un esempio è fornito dalle ballate, che fiorirono soprattutto nella zona di confine tra la Scozia e l'Inghilterra. Questi componimenti poetici, trasmessi oralmente, narravano avvenimenti che avevano avuto vasta eco tra il popolo. Famoso è il ciclo delle ballate di Robin Hood.

Nel Quattrocento raggiunse la sua massima fioritura il teatro a carattere religioso. Durante tutto il corso del medioevo il clero organizzò nelle feste più importanti rappresentazioni di episodi biblici, chiamate miracle plays, che nel XV secolo passarono sotto il monopolio delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri. Una forma teatrale che costituisce uno sviluppo rispetto ai miracle plays, è la morality, rappresentazione allegorica i cui personaggi danno corpo a concetti astratti, spesso vizi e virtù in lotta tra loro. La morality più famosa è Everyman che ha come protagonista un cristiano tipico di fronte alla morte. Un avvenimento di fondamentale importanza per la storia della cultura letteraria fu la messa in opera della prima macchina da stampa d'Inghilterra da parte di William Caxton (1422-1491) che pubblicò la prima edizione dei Racconti di Canterbury e stampò La morte di Artù di Thomas Malory, la più notevole opera in prosa del secolo per l'affascinante resa della leggenda arturiana.



LETTERATURA PORTOGHESE

La prima dinastia del Portogallo indipendente (che si liberò dal dominio arabo) fu quella burgundica. La capitale antica era Coimbra. In questo tempo si formò il popolo portoghese vero e proprio, assai diverso da quello spagnolo, nonostante una certa affinità delle lingue. La potenza portoghese, fondata sui commerci, sui grandi viaggi oceanici di scoperta, e sulla conquista di molte terre d'oltremare, ebbe inizio con la dinastia degli Alviz, e in particolare con Joào I che riuscì a salvare l'indipendenza del Paese dai continui tentativi di conquista da parte degli Spagnoli. E' sotto il suo regno che ebbero inizi i grandi viaggi. Al tempo del re Joào II (1481-1495) il Portogallo colonizzò, fra l'altro il Congo e l'Angola. Al tempo del re Manuel I (1495-1521) il grande navigatore Vasco de Gama fece la circumnavigazione dell'Africa. In questo periodo si sviluppò una grande cultura umanistica, che fu esportata in Africa, in India, nell'America Meridionale. Il primo grande scrittore (tralasciando i numerosi trovatori e cantori dei secoli precedenti) fu Gil Vicente (1470-1536), che diede inizio al teatro nazionale portoghese, scrisse anche in castigliano, e fu famoso per una copiosa messe di liriche. Un genere diffuso (non solo allora, ma anche in seguito) fu quello lirico della saudade, parola che vuol dire solitudine, ma che ha molti altri significati: tristezza, nostalgia, rimpianto. Gil Vicente scrisse naturalmente saudades, ma il suo nome va ricordato pure come inventore dell'auto, versione portoghese del teatro sacro medievale. Sempre nel Quattrocento si ebbe l'introduzione della letteratura italiana, dell'umanesimo italiano, in particolare della poesia bucolica. Il poeta che scrisse opere in questo senso fu Bernardim Ribeiro (1482-1552), autore del romanzo pastorale Saudades e di molte liriche di amori pastorali. Il sogno rinascimentale dell'età dell'oro, quando l'uomo e la natura erano uniti e in armonia, e non esisteva l'angoscia della solitudine, si esprime nelle molte liriche di Ribeiro, che fu un grande poeta.
 

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