LA
LETTERATURA EUROPEA DEL
SEICENTO
LETTERATURA
FRANCESE
Il senso di tragicità della vita e la melanconia
danno luogo a un'arte nuova, che applica alla
letteratura una nozione usata nelle arti
figurative, il barocco. Questo copre gli anni
1580-1660, preceduto dal periodo oggi
considerato manieristico che in poesia è
rappresentato da J. D. du Perron (1556-1618),
Ph. Desportes (1546-1606), ma già presente in
una parte delle opere di Ronsard. Nel teatro
emergono la personalità di A. de Montchrestien
(c. 1575-1621) che scrive tragedie e la
produzione di A. Hardy (c. 1570-1632). Dopo il
1630 il dibattito sul teatro classico e sulla
poesia di Aristotele danno luogo a tragedie
regolari (J. Mairet, 1604-1686; Ph. Quinaut,
1635-1686; J. Rotron, 1609-1650; e poi
Corneille, 1608-1684). L'Acadèmie Francaise,
fondata nel 1635, fa guerra a Corneille
discutendo sulle regole (querelledel Cid, 1637)
e nel frattempo comincia a diffondersi dai
salotti la letteratura del preziosismo (M.lle de
Scudery, 1607-1701; J. L. Guez de Balzac,
1597-1654; V. Voiture, 1598-1648) che ha una
forte influenza sul costume e che è un altro
aspetto del barocco, dà ampio spazio alle
rivendicazioni femminili per quanto riguarda
l'amore, il matrimonio, l'educazione e culmina
negli anni 1650-1660 dopo aver messo la
letteratura alla portata di un più vasto
pubblico. Si prepara così il classicismo,
tramite il contributo di R. Descartes
(1596-1650) con il Discorso sul metodoe di B.
Pascal (1622-1662) con Le Provinciali. Il
Seicento, considerato il secolo d'oro della
letteratura francese, lo è tanto per la
letteratura classica quanto per la ricca
letteratura barocca. Le due correnti
coesistettero per trent'anni e continuarono a
coesistere anche dopo il 1660, data d'inizio
dell'età classica che fiorì rapidamente nei
primi trent'anni del regno di Luigi XIV. Dopo
quindici anni di lavoro in provincia, nel 1659
Molière conquista la corte e il pubblico di
Parigi con Le preziose ridicolerinnovando in
seguito il teatro con le sue commedie. J. Racine
(1639-1699), che inizia a scrivere tragedie nel
1664, apre nel 1667 la serie dei suoi capolavori
con Andromaca. La Fontaine (1621-1695), poeta
dilettante protetto da signori, ottiene, anche
se tardi, tra il 1668 e il 1694, un grandissimo
successo con le sue Favole.
Il fine e spiritoso F. Boileau (1636-1711) si
rivela con le Satire e con le Epistole
esprimendo nei quattro canti de L'Arte poetica
le idee dei classici. Il fondamento della
poetica del classicismo è la "ragione" e in
letteratura ciò significa buon gusto, misura,
osservanza delle regole, per piacere a un
pubblico selezionato, i cui ideali coincidono
con quelli degli autori. Il genere dominante è
il teatro, a illustrare il quale sarebbero
sufficienti Molière e Racine. Tuttavia sono
importanti anche i moralisti, spettatori della
società di Luigi XIV, quali J. de la Bruyère
(1645-1696), F. de la Rochefoucault (1613-1680)
e L. de Saint-Simon (1675-1755). Nel Seicento è
eminente il posto delle donne tanto nella
letteratura quanto in politica e nella società
in generale. Importantissime sono Madame de
Sevignè (1626-1690), scrittrice di lettere, e
Madame de Lafayette (1634-1693), cui si deve La
principessa di Clèves, del 1618, considerato il
primo romanzo moderno.
NICOLAS BOILEAU
F. DE LA ROCHEFOUCAULD
LETTERATURA INGLESE
Il Seicento è secolo di sviluppi costituzionali
che limitano il potere della monarchia e,
attraverso un regicidio e due rivoluzioni,
gettano le basi dell'Inghilterra moderna,
protestante e democratica. Fu un periodo di
lotte religiose: la chiesa anglicana, che aveva
ormai preso piede, si opponeva al cattolicesimo,
espressione dell'assolutismo monarchico, e al
puritanesimo che improntava la visione del mondo
della nuova classe emergente mercantile. La
religione è un argomento fondamentale della
letteratura del periodo. Agli ideali della
chiesa anglicana si ispiravano sia il gruppo dei
poeti metafisici che seguivano i modelli di
John
Donne, sia i poeti chiamati cavaliers che
scrivevano secondo la fresca e leggera modalità
della lirica elisabettiana. Essi gravitano
intorno alla corte di Carlo I, il re che verrà
decapitato. Ma i due maggiori scrittori del
periodo furono di fede puritana:
John Milton
(1608-1674) per la poesia e
John Bunyan
(1628-1688) per la prosa. Il primo, che assunse
importanti cariche politiche durante il periodo
di Cromwell e si dedicò completamente alla
letteratura solo dopo la fine dell'esperienza
repubblicana, scrisse due poemi epici, Il
Paradiso perduto (1667), nonchè il dramma
Sansone agonista (1671), modellato sull'esempio
della tragedia greca. Nella poesia di Milton,
grande ammiratore del rinascimento italiano
oltre che fervente calvinista, forme classiche
si sposano a temi biblici e il severo blank
verse da lui usato acquista una musicalità
intensa e solenne, adatta a esprimere un'epica
cristiana. John Bunyan, uomo semplice per
estrazione sociale e cultura, combattente
nell'esercito di Cromwell, scrisse Il viaggio
del pellegrino (1678-1684), allegorica
descrizione, sotto forma di sogno, del viaggio
di un pellegrino di nome Christian dalla Città
della Distruzione alla Città Celeste.
Quest'opera, di grandissima popolarità, fu
scritta in una prosa semplice e vivida,
modellata su quella della versione autorizzata
della Bibbia che Giacomo I fece compilare nel
1611. Dopo la morte di Cromwell fu restaurata la
monarchia con il ritorno dalla Francia di Carlo
II. I generi letterari distintivi di questo
periodo sono la satira per la poesia, il saggio
filosofico e scientifico per la prosa, la
commedia satirica o sentimentale e la tragedia
di ispirazione francese per il teatro, di nuovo
in auge dopo essere stato messo al bando dal
rigore puritano. La figura dominante è
John
Dryden (1631-1700). Poeta di notevole maestria,
egli fece del distico eroico uno strumento di
grande efficacia satirica e avviò il linguaggio
poetico alle convenzioni della poetic diction
che trionferà nel secolo successivo. Come
scrittore di saggi in prosa, invece, fece sue le
istanze della Royal Society, fondata nel 1662
per lo sviluppo delle scienze che raccomandava
ai suoi membri uno stile semplice e chiaro
aderente al linguaggio corrente.
LETTERATURA
RUSSA
Nel XVII secolo la letteratura si trasforma in
una letteratura di tipo moderno, influenzata da
quella europea. Sono i cosiddetti tempi torbidi,
dopo la morte dello zar Ivan il Terribile
(l'elezione dello zar Michail Romanov avverrà
solo nel 1613), con l'invasione dei Polacchi, la
guerra dei contadini (guidata da Ivan
Bolotnikov, morto nel 1608). Diversi scrittori
cercano di capire Ivan il Terribile, Boris
Godunov, il Falso Demetrio, descrivono il loro
carattere, prospettando ipotetiche motivazioni.
Escono molti racconti anonimi di vita quotidiana
(Il racconto sul giudizio di Semja-kin, Messa
alla trattoria, Racconto sul figlio di contadini
ecc.). Cambia anche il tipo delle agiografie,
che diventano più realistiche: per esempio il
Racconto su Uljanija Osorginadi Dru~ina Osorgin.
L'esempio più brillante di questo genere è
rappresentato dalla Vita dell'arciprete Avvakum
(1620 o 1621-1682), lo scrittore
vecchio-credente (i vecchi credenti non
accettavano la riforma liturgica del patriarca
Nikon). Avvakum sofferse per la sua fede, fu
deportato in Mongolia, poi imprigionato in una
buca sottoterra e infine bruciato sul rogo.
Nasce anche la narrativa d'amore: il Racconto di
Marfa e Maria, il Racconto di Savva Grudcyn ecc.
Si traducono i romanzi cavallereschi (le
traduzioni sono in prosa), si hanno raccolte di
novelle (Il grande specchio, il Racconto di Bova
principe, rifacimento di una storia di soggetto
italiano, la storia di Buovo d'Antona o di
Ancona). Nel Seicento si diffonde la
versificazione, detta sillabica (la poesia più
antica, come quella epica, non aveva precise
norme di versificazione ed era libera). La
versificazione sillabica, su suggestione
polacca, aveva un numero prestabilito di sillabe
e le rime baciate e femminili (cioè di parole
accentate sulla penultima sillaba). Ne fu
esponente Simeon Polockij (1629-1680): prima di
diventare monaco si chiamava Samuil Emel'janovič
Petrovskij Satinanovič, di nazionalit
propriamente bielorussa, ma scrisse in russo
moltissime poesie moralistiche religiose, e
drammi sacri.
LETTERATURA TEDESCA
Nell'inasprimento del confronto fra diverse
confessioni, la letteratura vide la rinascita
della lirica mistico-religiosa e soprattutto un
intenso sforzo di codificazione delle forme
estetiche e letterarie.
M. Opitz nel Libro della
poetica tedesca, 1624, formulò il più organico
programma di poetica barocca, mentre con la
Dafne compose il primo libretto d'opera tedesco.
Tra gli altri lirici si possono ricordare
P.
Fleming,
F. von Spee,
P. Gerhardt e A. Gryphius,
mentre nell'ultima fase J.C. Günther avviò il
superamento del barocco.
Nel corso del sec. XVII in campo teatrale a
drammi di concezione controriformistica
(Cenodoxus, di Jacob Bidermann, 1602) si
affiancarono opere di orientamento profano
(Cardenio e Celinda, di A. Griphyus, 1657);
opera significativa del secolo fu il romanzo
picaresco L'avventuroso Simplicissimus (1669) di
H.J.C. Grimmelshausen.
ANGELUS SILESIUS
LETTERATURA SPAGNOLA
La letteratura del primo '600 per il resto fu
dominata dall'affermazione del manierismo, del
cultismo e del concettismo. Fra i concettisti si
segnala il poeta lirico F. de Quevedo y
Villegas, mentre l'iniziatore e il massimo
esponente del cultismo fu L. de Góngora y
Argote. Nello stesso tempo il genere più
popolare continuò a esser rappresentato dal
romanzo picaresco (lo stesso Quevedo, F. Gómez,
M. Alemán).
La 2a metà del sec. XVII vide, insieme al
declino economico e politico del paese, anche la
decadenza delle lettere, che si prolungò fino
agli ultimi decenni del sec. XVIII, quando la
Spagna si aprì ai fermenti di un neoclassicismo
di origine francese e del movimento illuminista.
BALTASAR GRACIAN
LA POESIA
SPAGNOLA
LETTERATURA
PORTOGHESE
Nel XVII secolo sorsero, come altrove, le
accademie (come l'Accademia dei nobili,
l'Accademia degli speciali, e altre) che
coltivarono la poesia da salotto. L'influenza
spagnola contribuì a diffondere la poesia
barocca e il gongorismo. Ma la decadenza della
letteratura portoghese durò, si può dire, fino
all'Ottocento.
Ricorderemo solo alcuni scrittori del XVII
secolo, scrittori del resto non di prima
qualità: Francisco Rodriguez Lobo (1580-1622),
che fu il migliore dei poeti; tra i prosatori,
oltre alla monaca suor Mariana Alcoforado
(1640-1723) autrice delle Lettere d'amore di una
monaca portoghese, che ebbero subito fama e
diffusione, ma non in Portogallo, dove il testo
originale fu bruciato. Da ricordare Antonio
Vieira (1608-1697), autore di splendide
prediche, vissuto in Brasile, dove morì dopo
lunghi viaggi in Europa.
STORICI E ORATORI
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