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MINNESANG - MEISTERGESANG

MINNESANG

Nella letteratura tedesca medievale, la lirica cortese, così chiamata perché «canto» che celebrava la Minne, cioè l'amore. Non fu un movimento, ma piuttosto una tradizione, sviluppatasi dal sec. XII al XIV, specialmente nella regione austro-bavarese. In modo non dissimile dai trovatori provenzali, i cultori di questa poesia (Minnesànger), spesso di ceto nobile, recitavano i loro componimenti innanzi al pubblico raffinato delle corti feudali, accompagnandosi con strumenti a corda. Tema principale era l'amore, concepito come rapporto spirituale che nobilita. Piuttosto che i valori religiosi, come nello stilnovo italiano, erano esaltate le virtù della vita cavalleresca e della società cortigiana, la lealtà, la fedeltà, la costanza, il coraggio. La donna, idealizzata sino a diventare modello di perfezione, non era però investita di significati mistici; non mancavano spunti di vagheggiamento sentimentale o addirittura (ciò che si accentuerà presso gli ultimi Minnesànger) di contemplazione sensuale. L'amore non era tema esclusivo; si scrivevano anche componimenti politici, invettive e satire contro i potenti, canti religiosi e morali. Solitamente, la scelta di un determinato argomento implicava l'adozione di un corrispondente schema metrico e musicale: Lied, canzone polistrofica perlopiù d'amore; Leich, poesia bistrofica, amorosa e conviviale; Spruch, poesia monostrofica, spesso sentenziosa.

Le origini del M. vengono da taluni ricondotte alla poesia d'amore araba, pervenuta in Occidente al tempo delle crociate; ma l'immediato antecedente è rappresentato dalla lirica provenzale, entrata in Germania attraverso il confine renano o conosciuta in Italia e in Oriente dai cavalieri tedeschi partiti per le crociate.

Tra i più antichi Minnesànger (sec. XII) spiccano il sire di Kùrenberg, Heinrich .von Veldeke e Dietmar von Aist. In questa fase iniziale il M è ancora influenzato dal fresco realismo della poesia amorosa popolare. Con Friedrich von Hausen, Heinrich von Morungen e Reinmar von Hagenau il motivo della Minne si cristallizza in una concezione astratta, codificata con molta dottrina ma scarsa spontaneità poetica. I più alti risultati si hanno con Wolfram von Eschenbach, sensibile all'ispirazione morale, e soprattutto con Walther von der Vogelweide, che piega il M. a nuovi e originali modi d'espressione. I poeti dell'ultimo periodo (Neidhart von Reuental) tracciano, influenzati dalla produzione giullaresca, spigliate e salaci rappresentazioni della vita quotidiana, specialmente dell'ambiente contadino: ma questi motivi e toni sono sempre più estranei ai caratteri originari del M. e già volgono verso la poesia borghese dei maestri cantori.

MEISTERGESANG

Genere letterario fiorito in Germania soprattutto fra i secoli XIV e XVII, e legato indissolubilmente al nome del poeta popolare Hans Sachs (1494-1576) che lo elevò a dignità di poesia. Nell'età del tramonto della cavalleria, quando dalle prescritte eleganze della vita di Corte e dell'amor cortese anche la poesia s'allontanò per trovare asilo presso la borghesia della città, fra gli artigiani delle varie professioni il "Meistergesang" fu, in nuovi atteggiamenti, l'erede del Minnesang.

Già nel sec. XIII il poeta borghese per lo più vagante, che si era addestrato nel canto "con studi specifici, era chiamato Meister" ("Maestro"), a differenza di chi era un semplice "Leic" senza scuola alcuna. E, dal principio del sec. XIV in poi, particolari "scuole" incominciarono a sorgere come "confraternite di cantori" presso le parrocchie per abbellire con le arti della poesia e del canto le sacre cerimonie nella chiesa. Il contenuto era naturalmente religioso - implicito nello scopo stesso che le "scuole" si proponevano: l'arte da imparare consisteva quindi essenzialmente in un insieme di particolari forme alle quali veniva attribuito un valore di bellezza.

Originariamente difatti non erano ammesse altre forme di strofe e melodie ("Tone") che quelle già consacrate nei componimenti dei maggiori poeti del Minnesang; e la leggenda dei "Dodici antichi Maestri" che avrebbero inventate, tali strofe e melodie e fondata la prima scuola all'epoca di Ottone I - ma nel Particolareggiato rapporto [Gründlicher Bericht des deutschen Meistergesang, 1571] di A. Puschmann, compaiono, fra i loro nomi spesso storpiati, accanto a Klingsor, anche il Marner e Frauenlob, Walther e Wolfram ecc. - non è che una convalida simbolica di tale esigenza. All'infuori dei "toni" dei dodici Maestri non esisteva salvezza: chi non vi si atteneva, era condannato dai "registratori degli errori" ("Merker") che gli sedevano di fronte - per lo più nascosti dietro una tenda - mentre tutt'intorno assistevano gli altri uditori.

Ogni canzone ("Bar") era costituita da una serie di strofe ("Gesätze") - generalmente tre o un multiplo di tre -, ciascuna delle quali era composta, come nel Minnesang, da una "fronte" ("Aufgesang") - in due o tre "Stellen" di uguale tono - e da una "coda" o "congedo" ("Abgesang"), in tono vario, ad arbitrio del cantore. Il verso - per aderire ai modi del canto ispirati al canto gregoriano - doveva essere in ritmo giàmbico e non conteneva più di dodici o tredici sillabe. Fino a quando il contenuto delle composizioni rimase esclusivamente religioso, le "prove e gare di canto", si svolgevano direttamente nella stessa chiesa, e fra i "Merker" era per lo più compreso un ecclesiastico il quale aveva il compito di controllare il canto dal punto di vista dell'ortodossia delle cose dette; poi si aggiunse a questo ufficiale "Schulsingen" ("Canto di scuola") il cosiddetto "Zechsingen" ("Canto conviviale") che si svolgeva all'osteria, su temi profani, e con l'andar del tempo assunse carattere sempre più libero, spesso e volentieri anche grasso popolaresco.

La prima scuola sembra essere sorta sulle rive del Reno, al principio del sec. XIV, a Magonza - dove Frauenlob (Heinrich von Meissen, morto nel 1318) fu in contesa con il suo rivale Barthel Regenbogen -; poi le scuole si estesero or più or meno rapidamente in tutta la zona renana - a Francoforte, a Worms, a Strasburgo - e contemporaneamente anche in Baviera e in Svevia - a Norimberga, a Ulma -: nel sec. XV dal Tirolo alla Slesia, da Friburgo all'Alta Austria - fu tutta una competizione di cantori: in singoli municipi veniva concessa per le poetiche adunanze più solenni anche la Sala del Consiglio. Solo la Germania del Nord rimase completamente estranea al fenomeno. E si comprende come la crescente diffusione abbia portato con sé a poco a poco lo sviluppo di una tecnica sempre più complicata, attraverso la quale i cantori potevano rivaleggiare nella loro abilità.

Ne nacquero in tal modo norme sempre più minuziose e precise circa le rime ammesse e quelle proibite, lo "iatus", le contrazioni, le cadenze del verso, le rime interne, il numero delle sillabe e la distribuzione degli accenti, i modi del canto ecc. -: il congegno formale divenne così complesso che, per maggior comodità e sicurezza di controllo, veniva messo per iscritto sopra una tavola - "Tabulatur" - che il "Merker" teneva davanti a sé seguendo il canto. Secondo le abilità dimostrate venivano conferiti, dalla "Zunft" dei cantori, i successivi "gradi" - da quello di "Schulfreund" ("Amico della scuola") a quello di "Singer" ("Cantore") e, infine, di "Dichter" ("Poeta").

Ma perché la poesia - quella vera, sia pure in vesti dimesse - potesse entrare nel Meistergesang era necessario che tutto questo formalismo cadesse. Fu l'opera di Hans Folz (m. 1515), un barbiere e flebotomo di Worms, che, venuto a tentar la sua fortuna a Norimberga come "Chirurgus" e come "Meistersinger", riuscì ad abbattere tutte le tradizionali limitazioni e prescrizioni imponendo anzi che ogni poeta dovesse creare un nuovo tono e che solo in questo caso potesse chiamarsi "Meister". In tal modo egli aperse la via alla libera espressione del sentimento individuale e dell'immediatezza della vita.

Hans Sachs servendosi della riforma di Hans Folz poté portare tutto il genere poetico, che prima era solo un passatempo di pochi associati, al massimo splendore. Egli scrisse 4275 "Meisterlieder" realizzando due innovazioni: dal punto di vista tecnico divise le serie strofiche in membri triadici (p. es. un "Lied" di quindici strofe in cinque membri di tre strofe l'uno) dando a ciascun membro un tono diverso, oppure alternando toni eguali: e dal punto di vista contenutistico trattò nei "Lieder" non soltanto i soliti argomenti tradizionali ma espresse soprattutto sentimenti propri facendo del "Meistergesang" una libera composizione. Sotto quest'ultimo aspetto i suoi "Lieder" più originali sono i "Buhllieder" ("Canti d'amore"), che con la loro sincerità e immediatezza di sentimento escono decisamente da ogni costrizione di scuola. I "Lieder" profani trattano inoltre argomenti storici (come Wilhelm Tell, Carlo Magno, la guerra turca, Lutero, Melantone) oppure favole e leggende, oppure precetti di poetica, oppure infine l'inesauribile numero dei motivi di novelle popolari come massime morali, esempi ammonitori, tipi comici e originali, personificazioni di valori morali, ecc. Le due note fondamentali della corda poetica di Hans Sachs nel "Meistergesang" sono popolo e moralità. Hans Sachs è il primo "Meistersinger" che abbia curato un'edizione pubblica dei suoi "Lieder", poiché prima di lui i frutti poetici dei maestri cantori correvano solo su fogli volanti che andavano dispersi, oppure rimanevano fra le pareti della scuola.

 

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